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Sanremo, Amadeus chiude al Festival che verrà: “Sento che mi devo fermare”

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Numeri record per il Festival di Sanremo 2024 ma il conduttore Amadeus chiude alla possibilità di tornare all’Ariston nel 2025: “Ora sento che mi devo fermare”

Il Festival di Sanremo 2024 chiude con il 74,1% di share, 14 milioni 301 mila spettatori hanno seguito la finale della 74esima edizione della kermesse canora che ha incoronato vincitrice Angelina MangoUn Festival storico lo hanno rinominato e Amadeus, direttore artistico e conduttore delle ultime cinque edizioni, arrivato per la consueta conferenza di fine serata, si becca anche la standing ovation dei giornalisti in sala stampa e un lunghissimo applauso. Lui visibilmente commosso ringrazia e dice: “Basta, se no mi fate commuovere”. Tra i complimenti per la conduzione di questa edizione non è mancata la domanda che tutti si fanno, chi condurrà il prossimo Festival di Sanremo?

AMADEUS: “ORA SENTO CHE MI DEVO FERMARE”

Qualcuno ricorderà che dissi già a maggio che questo sarebbe stato l’ultimo festival, ma nessuno ci ha creduto. Sento realmente che mi devo fermare- ha detto Amadeus- Ringrazio Sergio per il desiderio di farci (con Fiorello) proseguire, ma sento che ci dobbiamo fermare e pensare ad altro, ad altre idee, altre sfide, altre scommesse”.

Il conduttore ha poi chiamato in diretta il suo cocò della finale, Rosario Fiorello che scherza al telefono: “Sto andando a preparare la puntata di domani e vi anticipo: inizierò con un mantello come quello della prima puntata del festival con la scritta ‘Pensati a Roma’“. E sui numeri registrati da questa edizione del Festival ha detto: “Mi ha fatto ridere tantissimo che il picco c’è stato quando abbiamo fatto la pubblicità palese” e continua: “Da Armani hanno chiamato subito la signora che ci dava i vestiti e non erano contenti. Erano preoccupati di finire come le scarpe di John Travolta”.

AD RAI: “SODDISFAZIONE PER UN FESTIVAL STORICO”

E a fare i complimenti per questo Sanremo appena concluso è l’ad della Rai, Roberto Sergio: “Un grande grazie ad Amadeus, che ha materializzato l’anima del Servizio Pubblico, la capacità di essere inclusivo, elegante, di divertire con leggerezza, di fare un Festival davvero per tutti, avvicinando anche e soprattutto i più giovani. Per non parlare poi della qualità dell’offerta musicale e dello spettacolo, e senza dimenticare i momenti di riflessione: temi come la violenza contro le donne, le morti sul lavoro, la malattia, la condizione umana sono stati affrontati con profondità e hanno trovato nel Festival occasione di raggiungere un pubblico enorme che magari, anche solo per un attimo, si è fermato a riflettere su quanto quei temi siano urgenti, ineludibili e interpellino ciascuno di noi.  Un altro grande grazie va a Fiorello per la sua grandissima generosità, il suo non tirarsi mai indietro anche come co-conduttore della serata finale, ma anche per quanto fatto nel cuore della notte, con il suo stile e la sua inconfondibile capacità di intrattenere e far sorridere con intelligenza. Ormai è ufficialmente l’uomo capace di portare il prime time in ogni ora del giorno.  Ma non posso dimenticare chi ha condiviso con Fiorello il compito di affiancare sera dopo sera Amadeus: un Marco Mengoni assolutamente inedito, una grande Giorgia tornata dove era cominciata la sua straordinaria carriera, una Teresa Mannino travolgente e solare, una Lorella Cuccarini entusiasta e coinvolgente. E poi i cantanti in gara e gli artisti tutti che si sono esibiti, un nome per tutti Roberto Bolle con una interpretazione che ha incantato oltre 18 milioni di telespettatori e ha ricevuto la standing ovation del’Ariston. L’orchestra ed il coro del Maestro Leonardo De Amicis e tutti i maestri d’orchestra. A chi mi chiedesse come sarà il Festival 2025, risponderei che ora è il tempo di lasciar decantare il tutto. Con Amadeus e Fiorello ci vedremo tra una quindicina di giorni per un debrief su quello appena concluso trionfalmente”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (www.dire.it).

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