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Dermatite atopica sotto controllo con ruxolitinib crema al bisogno

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Molti pazienti affetti da dermatite atopica hanno raggiunto il controllo della malattia con ruxolitinib in crema dopo otto settimane di trattamento

Molti pazienti affetti da dermatite atopica hanno raggiunto il controllo della malattia con ruxolitinib in crema dopo otto settimane di trattamento e l’hanno mantenuto fino a un anno usando il farmaco secondo necessità, come evidenziato in una relazione al congresso 2023 dell’American College of Allergy, Asthma & Immunology (ACAAI).

Attraverso recettori di superficie, che dipendono da percorsi JAK/STAT comuni, le diverse citochine coinvolte nella dermatite atopica segnalano a livello intracellulare per portare informazioni al nucleo e tradurle in proteine infiammatorie, ha spiegato Bob Geng, assistente professore clinico alla University of California, San Diego School of Medicine. «Vogliamo individuare dei percorsi comuni e il denominatore comune sotto la membrana citosolica per cercare di inibire il percorso JAK/STAT».

Ruxolitinib è un inibitore selettivo delle Janus chinasi (JAK) 1 e 2 che può essere applicato localmente. In uno studio precedente l’applicazione topica continua due volte al giorno alla concentrazione dell’1,5% ha avuto un effetto antinfiammatorio con una riduzione del prurito rapida e prolungata, oltre ad aver consentito un efficace controllo della malattia e dei sintomi con l’utilizzo al bisogno.

Malattia sotto controllo dopo otto settimane 
Nello studio presentato al congresso i ricercatori hanno arruolato pazienti di almeno 12 anni di età affetti da dermatite atopica da almeno 2 anni, con un punteggio IGA (Investigator’s Global Assessment) di 2 o 3 e un’estensione della superficie corporea totale coinvolta dalla malattia (BSA) compresa tra il 3% e il 20%, quindi con eczema da lieve a moderato.

I partecipanti sono stati randomizzati in rapporto 2:2:1 a ricevere la crema di ruxolitinib allo 0,75% o all’1,5% due volte al giorno oppure il solo veicolo per 8 settimane. I 428 soggetti (età mediana 31 anni, 61,4% donne, 70,6% bianchi, 23,4% con punteggio IGA pari a 2 e 76,6% con punteggio IGA pari a 3) che hanno applicato la crema all’1,5% avevano avuto una media di 5,1 riacutizzazioni ricorrenti di dermatite atopica nei 12 mesi precedenti al trattamento.

«Con l’applicazione continua iniziale della crema all’1,5% il controllo dei sintomi e della malattia è stato molto rapido» ha affermato Geng. Dopo 8 settimane il punteggio medio della BSA è sceso dal 9,6% al basale al 2,9% e il 67,1% di questo gruppo ha anche raggiunto un punteggio IGA di 0/1 (pelle libera o quasi libera da lesioni).

Mantenimento dei risultati con l’uso al bisogno fino a 52 settimane
L’applicazione continua è stata interrotta dopo 8 settimane, per passare a un utilizzo secondo necessità per trattare le lesioni attive per le successive 44 settimane, interrompendo la terapia 3 giorni dopo la scomparsa delle lesioni e riprendendola in caso di recidiva. «Con la successiva applicazione, il controllo della malattia è stato effettivamente mantenuto nel tempo» ha osservato il relatore.

I ricercatori hanno anche valutato il controllo della malattia ogni 4 settimane. La BSA è scesa dal 2,9% alla settimana 8 all’1,4% alla settimana 52 tra i 244 pazienti che hanno continuato il trattamento fino a quel momento. Inoltre, a causa della risoluzione delle lesioni, i partecipanti nel gruppo ruxolitinib crema all’1,5% hanno trascorso una percentuale cumulativa totale media del 43,9% di questo periodo senza trattamento.

Nello specifico, le percentuali di sospensione dal trattamento con la dose all’1,5% includevano il 25% tra 8 e 12 settimane, il 46,4% tra 16 e 20 settimane, il 50% tra 28 e 32 settimane, il 56,7% tra 40 e 44 settimane e il 52,8% tra 48 e 52 settimane.

«È davvero importante indurre questi pazienti non solo a raggiungere la remissione ma anche risparmiare loro la necessità di essere costantemente in terapia, dimostrando dei risultati duraturi» ha continuato.

Diverse settimane senza necessità di trattamento
Nel gruppo trattato con la crema all’1,5%, i pazienti con un punteggio IGA di 2 al basale avevano una mediana del 60,7% di tempo senza trattamento, mentre quelli con un punteggio IGA di 3 al basale avevano una mediana del 40,6%. Hanno inoltre trascorso il 57% del tempo senza trattamento i soggetti con BSA inferiore al 10% e il 36,4% del tempo quelli con BSA del 10% e oltre.

Nel periodo con uso al bisogno, ha fatto presente Geng, la malattia di grado almeno lieve è comparsa lentamente. I pazienti nel gruppo trattato con crema all’1,5% che hanno raggiunto un IGA di 0/1 alla settimana 8 hanno avuto un tempo mediano di 36,1 settimane prima di una recidiva di grado IGA di almeno 2, dopodiché la clearance cutanea è stata rapidamente ripristinata nel giro mediamente di 4,9 settimane. Il gruppo che ha applicato la crema allo 0,75% ha avuto risultati simili.

Entrambi i dosaggi di ruxolitinib sono stati ben tollerate e non sono stati osservati segnali di sicurezza nel corso di un anno. Nel gruppo ruxolitinib 1,5%, il 62,6% un evento avverso (EA) emergente dal trattamento, il 7,4% ha manifestato un EA correlato al trattamento, l’1,8% un EA grave correlato al trattamento e un paziente (0,2%) ha interrotto la terapia a causa di un EA emergente dal trattamento.

Gli effetti collaterali più comuni includevano infezioni del tratto respiratorio superiore (11,4%), rinofaringite (9,9%), cefalea (4,5%), bronchite (3,4%), dermatite atopica (2,5%), influenza (2,5%), asma (2,5%), ipertensione (2,2%) e rinite (2%).

In sintesi, sulla base di questi risultati, Geng ha concluso che ruxolitinib ha dimostrato un controllo durevole della malattia a lungo termine e un sostanziale periodo di pausa dalla terapia o veniva utilizzato secondo necessità. «Con l’uso al bisogno ruxolitinib in crema può potenzialmente ridurre la necessità di un aumento della terapia per un periodo di 52 settimane» ha affermato.

Referenze

Geng B. Abstract D020. Presented at: ACAAI Annual Scientific Meeting; Nov. 9-13, 2023; Anaheim, California.

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