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Bpco: nuovi dati su triplice terapia e rischio cardiovascolare

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Arrivano nuovi dati provenienti da EXACOS-CV, uno studio real world condotto su oltre 300.000 pazienti con Bpco di 4 Paesi diversi

Nuovi dati provenienti da EXACOS-CV, uno studio real world condotto su oltre 300.000 pazienti con Bpco di 4 paesi diversi e presentato nel corso del congresso ERS, hanno mostrato che i pazienti con un’esacerbazione pregressa moderata o severa (quest’ultima necessitante di ospedalizzazione) hanno sperimentato un innalzamento del rischio di eventi cardiovascolari gravi nei primi sei mesi, rischio che è rimasto elevato per un anno.

Tali risultati sottolineano l’importanza di ridurre il rischio di esacerbazioni non solo ai fini del controllo della Bpco ma anche ai fini della prevenzione della mortalità (come dimostrato dall’impiego delle terapie triplici ICS-LABA-LAMA, come ad esempio quella a base di budesonide, formoterolo fumarato e glicopirronio).

Cenni sul rischio cardiopolmonare e obiettivi dello studio EXACOS-CV
“La Bpco – spiega ai nostri microfoni la prof.ssa Paola Rogliani (Ordinario di Medicina Respiratoria, Università degli Studi Tor Vergata, Roma) che ha commentato lo studio nel corso di un Simposio Satellite – è una malattia complessa che coinvolge anche il sistema cardiovascolare. Questo aspetto va tenuto in considerazione sia con riferimento alla diagnosi, valutando il rischio di eventi cardiovascolari nel paziente con Bpco, sia relativamente al trattamento, monitorando la possibilità che si verifichino complicanze cardiovascolari dopo una riacutizzazione. La riacutizzazione, infatti, è un momento critico in cui il rischio cardiovascolare si manifesta con maggiore intensità”.

L’evento “riacutizzazione di Bpco”, soprattutto se di grado moderato o grave (necessitante, quest’ultimo, di ricovero) aumenta notevolmente il rischio di eventi cardiovascolari come infarto del miocardio (rischio raddoppiato a 5 giorni dall’esacerbazione) e stroke (+40% nei primi 10 giorni dall’evento di riacutizzazione). Questo rischio è maggiore nei primi giorni dopo la riacutizzazione, ma persiste fino ad un anno dopo. Questo è un aspetto molto importante, perché i pazienti con Bpco si connotano, spesso, per la presenza di una patologia cardiovascolare preesistente che si aggrava con la riacutizzazione. Quindi, la riacutizzazione della Bpco ha un impatto significativo sulla storia naturale della malattia e sulle sue conseguenze”.

Premesso che, dai dati provenienti dai trial clinici, è noto che il rischio di eventi CV gravi aumenta in seguito a esacerbazioni gravi di Bpco, mentre non è ancora chiara la durata dell’aumento del rischio e l’effetto delle esacerbazioni moderate di Bpco, con lo studio indipendente EXACOS-CV, condotto nella real life, i ricercatori si sono proposti l’obiettivo di quantificare il rischio di un evento CV grave o la mortalità in diversi periodi temporali a seguito di almeno un’esacerbazione moderata o grave di Bpco.

A tal scopo, i ricercatori hanno utilizzato i dati del quinquennio 2014-2018, residenti in database di 4 Paesi (Canada, Germania, Paesi Bassi e Spagna) per identificare pazienti con Bpco. Questi sono stati seguiti fino al verificarsi di un outcome composito (morte o ospedalizzazione per sindrome coronarica acuta, insufficienza cardiaca, aritmie o ischemia cerebrale) o fino alla fine del periodo di osservazione.

Risultati principali
“I risultati dello studio – ha sottolineato Rogliani – hanno confermato quanto già osservato dai dati estrapolati dalla letteratura: il rischio cardiovascolare nel paziente con Bpco è significativamente aumentato dopo, e soprattutto, nel primo mese da un evento di riacutizzazione moderato-grave”.

Più in dettaglio, le percentuali di pazienti con una o più esacerbazioni moderate di Bpco e con una o più esacerbazioni severe di Bpco sono state pari, rispettivamente, al 27% e al 30% in Canada, al 30% e al 27% in Germania, al 23% e al 9% nei Paesi Bassi e al 77% e al 22% in Spagna.

Eventi CV gravi o eventi letali si sono verificati nel 31% dei pazienti canadesi, nel 39% di quelli tedeschi, nel 14% di quelli dei Paesi Bassi e nel 36% dei pazienti spagnoli.

In tutti i Paesi considerati nello studio, inoltre, è emerso che un’esacerbazione moderata di Bpco aumentava il rischio di outcome per 1-6 mesi, mentre un’esacerbazione grave, invece, aumentava ulteriormente il rischio, che rimaneva sostenuto per più di 12 mesi.

Fattori di rischio cardiopolmonare nei pazienti con esacerbazione di Bpco e ruolo della terapia tripla
Lo studio EXACOS-CV ha confermato, nella real life e in modo indipendente, che i pazienti con Bpco sperimentano un rischio marcatamente elevato di andare incontro ad un evento CV grave o ad evento fatale a seguito di un’esacerbazione moderata o grave in vari paesi e sistemi sanitari.

Diversi i fattori di rischio cardiopolmonare ipotizzati per spiegare quanto osservato: “In primo luogo – afferma Rogliani – è da annoverare sicuramente l’ipossiemia, notoriamente avente un impatto sia sul sistema respiratorio che sulle complicanze cardiovascolari. Anche l’infiammazione è un fattore di cui tenere sicuramente conto: porsi nella cura di questi pazienti complicati l’infiammazione come target è un atteggiamento sicuramente vincente, in quanto l’infiammazione è la condizione alla base sia del quadro patologico della Bpco che di gran parte delle patologie cardiovascolari”.

“Non bisogna trascurare poi  – aggiunge – tra gli altri potenziali meccanismi condivisi dalle condizioni cliniche summenzionate, tutta la parte meccanica respiratoria correlata alla Iperinsufflazione: porsi come target l’infiammazione e la riduzione della iperinsufflazione in questi pazienti grazie al ricorso alla triplice terapia inalatoria, può rivelarsi sicuramente una strategia vincente”.

“La  terapia tripla – spiega Rogliani – in questo contesto, ha decisamente un valore aggiunto, anche alla luce dei trial clinici che dimostrano un impatto di questa opzione terapeutica sull’outcome più importante – la mortalità – finalmente raggiunto in ambito respiratorio e che non è possibile ignorare”.

“La terapia tripla ICS/LABA/LAMA – conclude – ad esempio quella a base di budesonide, formoterolo fumarato e glicopirronio, si è dimostrata in grado di avere un impatto proprio sulla mortalità, per cui l’essere proattivi nel trattamento della Bpco può avere importanti risvolti anche in altre aree terapeutiche”.

Bibliografia
Vogelmeier CF et al. Increased risk of severe cardiovascular events following exacerbations of COPD: a multi-database cohort study. Abs. PA3013; ERS 2023, Milano.

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