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Tumori ginecologici: prevenzione e diagnosi precoce fondamentali

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I tumori ginecologici sono patologie maligne che colpiscono l’apparato genitale femminile. Circa 4 milioni di donne in tutto il mondo ogni anno si ammalano: come prevenirli

I tumori ginecologici sono patologie maligne che colpiscono l’apparato genitale femminile. Circa 4 milioni di donne in tutto il mondo ogni anno si ammalano di un tumore maligno ginecologico e circa un terzo muore per questa patologia.

Le principali forme tumorali sono: il tumore dell’utero (endometrio e collo dell’utero), il tumore dell’ovaio e più raramente il tumore della vulva e della vagina.

Come prevenirli e cosa dovrebbero sapere le donne?

Ne parla Giovanna Scarfone, ginecologo della Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, esperta in tumori ginecologici.

Qual è l’aspetto più importante per affrontare queste patologie?

Sicuramente la prevenzione e la diagnosi precoce. E’ fondamentale, quindi, che le donne si sottopongano a controlli periodici e riferiscano ogni sintomo come: perdita di sangue o di altro tipo dai genitali, dolore in sede pelvica e/o addominale, sintomi o disturbi aspecifici di natura gastrointestinale come nausea e/o vomito, alterazione dell’alvo (stipsi, diarrea) o un aumento della circonferenza addominale improvviso. Tutto questo deve essere riportato al proprio Medico Curante o al Ginecologo di fiducia, anche se possono sembrare sintomi di altro genere.

Tumore al collo dell’utero, cosa possiamo fare oggi?

Per quanto riguarda il tumore del collo dell’utero (cervice uterina) tanto si è fatto in termini di prevenzione sia con il Pap Test, ma ancora di più con l’individuazione dell’infezione da Human Papilloma Virus (HPV) attraverso l’HPV test e con la vaccinazione contro questa infezione perché sappiamo che la maggior parte (più del 70%) delle forme tumorali della cervice uterina sono causate da questo virus. In questi termini lo screening per l’infezione da HPV e la possibilità della vaccinazione ha determinato negli anni una diagnosi precoce di forme tumorali del collo dell’utero in fase iniziale o ancora meglio ha abbattuto il tasso di mortalità per questa patologia. Inoltre, lo stesso screening e la campagna vaccinale contro l’infezione da HPV ha ridotto lo sviluppo di forme tumorali maligne della vulva HPV-correlate come anche il carcinoma dell’ano e dell’orofaringe, tumori parzialmente HPV-correlati.

Tumore all’ovaio e all’endometrio, quali sintomi e come diagnosticarli?

Per i tumori dell’ovaio e dell’endometrio non vi è oggi una prevenzione validata in termini di test o vaccinazione. In particolare per il tumore dell’endometrio vi sono sintomi e segnali che la donna  può riferire come perdite di sangue vaginale non collegate al ciclo mestruale, e con l’aiuto degli strumenti diagnostici (ecografia con sonda vaginale, isteroscopia) è possibile confermare la diagnosi di sospetto di tumore. Per quanto riguarda il tumore ovarico, invece, la mancanza di sintomatologia specifica deve portare la donna a riferire qualunque sintomo anche se non correlato all’apparato genitale: la diagnosi di un  tumore ovarico nella fase iniziale è fondamentale.

Per quanto riguarda il tumore ovarico invece la mancanza di sintomatologia specifica deve indurre la donna a riferire qualunque sintomo anche se non correlato direttamente all’apparato genitale:la diagnosi di un tumore ovarico in fase iniziale è fondamentale. In particolare, lo studio del profilo biologico della malattia attuato proprio per migliorare le strategie terapeutiche assai complesse in termini di beneficio e prognosi, ha portato alla conoscenza di mutazioni presenti nei geni BRCA 1 /BRCA 2; le pazienti che presentano mutazione possono beneficiare di trattamenti target come i PARP-INIBITORI sia come mantenimento dopo una prima linea di terapia che alla recidiva di malattia.

In termini di prevenzione, la presenza di mutazione sul gene BRCA 1 indica la salpingectomia bilaterale (asportazione di entrambe le tube) come trattamento chirurgico preventivo per l’insorgenza del tumore ovarico nelle donne che abbiamo compiuto almeno 40 anni ma soprattutto abbiamo esaudito il desiderio di gravidanza (circa l’80% delle forme tumorali dell’ovaio più aggressive nasce dalle tube). Da valutare nelle stesse donne l’asportazione di entrambe le ovaie per le problematiche correlate alla menopausa. Nelle donne con mutazione certa nel BRCA 2, e almeno 45 anni di età, come trattamento preventivo è indicato ancora la salpingectomia ed eventuale ovariectomia bilaterale (sono donne più vicine alla menopausa) interventi che riducono/abbattono il rischio di patologia ovarica maligna.

FONTE: POLICLINICO MILANO

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