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Omicidio Giulia Cecchettin: che cosa ha detto Simonetta Matone

simonetta matone

È polemica per le parole dell’ex magistrato Simonetta Matone, che in tv ha parlato di “madri non normali” dietro i comportamenti violenti degli uomini

Madri che coccolano il figlio, che “gliele perdonano tutte”, che scambiano l’ossessione provata verso una ragazza per “amore”. Madri “italiche” che passano al figlio archetipi sbagliati “attraverso l’educazione” e lo fanno diventare “il classico maschio italico” nel significato più negativo che possa esistere, capace poi magari, un domani, di gesti gravissimi nei confronti delle donne, dai maltrattamenti ai femminicidi. A fare questo discorso – che sta suscitando molte polemiche – è stata l’ex magistrata Simonetta Matone, oggi deputata con la Lega, che ieri è intervenuta per commentare l’omicidio di Giulia Cecchettin durante la puntata di Domenica in.

“MODELLI SBAGLIATI CHE PASSANO ATTRAVERSO L’EDUCAZIONE”

“In tutti i casi di maltrattamenti gravissimi di cui mi sono occupata nella mia purtroppo lunghissima attività professionale- afferma Matone- il soggetto era il classico maschio italico, così lo definisco nella peggiore accezione, frutto e figlio di una madre italica” sostiene la deputata leghista. “Cosa voglio dire? Che sono archetipi che si perpetrano attraverso l’educazione, l’esempio, il perdonargliele tutte, il pensare che quella ossessione sia amore. Io non voglio crocifiggere questa povera donna che sarà distrutta, però il problema è quello”, dice Matone e seduta affianco a lei c’è la criminologa Roberta Bruzzone che annuisce e fa eco: “Il problema è quello”.

“I MALTRATTAMENTI SONO UNA CATENA DI SANT’ANTONIO”

Prosegue quindi l’ex magistrato Matone: “Io non ho mai incontrato dei soggetti gravemente maltrattanti e gravemente disturbati che avessero delle mamme normali“. Cosa intende, le chiede Mara Venier, per “mamme non normali”. E Matone spiega: “Prendere le botte dal padre e non reagire, far vivere il figlio nel clima di terrore e violenza e fargli credere che tutto questo è normalenon ribellarsi mai, subire ricatti di tutti i genere, e imporre questo modello famigliare al proprio figlio, che lo perpetrerà, perché i maltrattamenti sono un catena di Sant’Antonio“, dice. “Poi non è questo il caso”, aggiunge, riferendosi nello specifico al caso di Filippo Turetta che ha ucciso Giulia Cecchettin.

LE CRITICHE DI SELVAGGIA LUCARELLI

Selvaggia Lucarelli è stata tra le prima a criticare le parole di Matone: in un post sui social ha scritto: “Per la deputata della Lega ed ex magistrata Simonetta Matone il problema sono le madri che subiscono. I padri che picchiano invece sono un buon modello, no? Insomma, sempre colpa nostra”.

FONTE: Agenzia di stampa Dire (www.dire.it)

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