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Gianni Alemanno lancia un nuovo partito: obiettivo le Europee

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Gianni Alemanno lancia un nuovo partito: “Oltre destra e sinistra”. Di Stefano, ex Casapound: “Iniziamo una lunga marcia, come Mao”

“Oggi inizia una lunga marcia, come quella di Mao“. Tempi nuovi quelli dove è l’ex CasaPound Simone Di Stefano a citare il rivoluzionario cinese, presidente del Partito comunista per oltre trent’anni. Di Stefano ha lasciato i fascisti del terzo millennio un anno e mezzo fa e oggi è leader di Exit. E’ cofondatore del Forum dell’indipendenza italiana e il suo movimento, questo fine settimana, darà vita a un nuovo partito insieme a Gianni Alemanno. “Non siamo un movimento di estrema destra- dice l’ex sindaco di Roma durante una conferenza stampa alla Camera- noi nasciamo percependo la scelta profonda e strategica di Fratelli d’Italia di diventare un partito conservatore, neo liberista e ultra-atlantista. E questa è una cosa che non ci appartiene minimamente”.

Appuntamento sabato e domenica al Midas palace hotel, quello dove Bettino Craxi si prese il Psi “e dove Alemanno nel 1988 fu eletto segretario del Fronte della gioventù”, come ricorda Massimo Arlechino, presidente del Forum. Il nuovo partito, che ha già un nome e un simbolo ma verranno entrambi resi pubblici nel fine settimana, “non è di destra né di sinistra- sottolineano più volte i promotori- bisogna andare oltre”.

Domenica al Midas ci sarà una tavola rotonda con Alemanno e Marco Rizzo, un passato da comunista. Se ne è già parlato molto. “La stampa ironizza- dice Arlechino- ma quale atto più virtuoso, dal dopoguerra a oggi, di due persone nemiche che si incontrano e superano con coraggio e intelligenza ciò che li ha separati? Un fatto da portare a esempio e lodare. Magari Alemanno e Rizzo facessero un partito assieme, avremmo risolto tutti i problemi del Paese“.

Alemanno, per ora non ha fretta: “Hanno scritto che stavo facendo un partito con Pillon, poi con Vannacci, adesso con Rizzo. Con lui c’è sicuramente un intendimento, abbiamo raccolto insieme le firme per bloccare l’invio di armi all’Ucraina. Bisogna uscire fuori dai vecchi paraocchi, destra e sinistra: Meloni e Schlein dicono le stese cose”.

LA NASCITA DEL FORUM

Il Forum, che presto diventerà partito, nasce “due mesi dopo l’inizio della guerra in Ucraina”, racconta Arlechino, che nel ’95 disegnò il simbolo di Alleanza nazionale ed è l’autore della nuova grafica che sarà svelata sabato. La politica estera è molto sentita dai sostenitori del Forum che criticano “l’incondizionato sostegno all’Ucraina costi che ha costi gravissimi per l’Italia”.

La guerra la spiegano così: “Non c’era un pazzo, Putin, che si è svegliato una mattina con la voglia di conquistare l’Europa, era piuttosto l’epilogo di una vicenda vecchia”. Alemanno boccia Meloni, capo del “governo più atlantista della storia”, che “ci fa rimpiangere Fanfani, Andreotti, Craxi, Moro”. Non solo: “Critichiamo molto il governo di estrema destra di Natanyahu”.

Al Midas ci sarà Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, “l’unico leader di partito che per ora ci ha confermato la sua presenza”, osserva Alemanno. Che ha invitato anche Meloni, senza per ora ottenere risposta. Nicola Colosimo, dell’associazione Magnitudo, rappresenta i giovani del Forum, che vota a “un’attività politica a difesa dell’umano che vada ad abbandonare le logiche di destra e sinistra. La tavola rotonda di domenica- sottolinea- è un messaggio chiaro di superamento dei vecchi schieramenti”.

LE ELEZIONI EUROPEE

Quando gli chiedono se correrà già alle europee, Alemanno non si sbilancia ma assicura una “presenza” alle regionali in proprio, di certo appoggiano liste civiche: “Dobbiamo ancora esistere, sabato e domenica prossima al Midas di Roma ci sarà l’assemblea di fondazione. E’ chiaro che il nostro obiettivo sono le prossime elezioni politiche che, a mio avviso, non saranno a scadenza ma anticipate… In quell’occasione noi dobbiamo assolutamente essere presenti, a meno che non ci sia un cambiamento totale della politica da parte del governo di centrodestra attuale”

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