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Bombardamenti a tappeto di Israele: Gaza senza luce e Internet

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Israele bombarda la Striscia di Gaza: si rischia una catastrofe umanitaria. Intanto l’Assemblea generale dell’Onu ha approvato la bozza di una tregua umanitaria proposta dalla Giordania

“Abbiamo perso tutti i contatti coi nostri a Gaza da almeno due-tre ore. Dai media veniamo a sapere che sono in corso le più pesanti operazioni militari dall’inizio della guerra, nel silenzio di tutti”. Le parole alla Dire di Valentina Venditti, responsabile di Medioriente e Mediterraneo per il Ciss (Cooperazione internazionale sud sud) al momento in Italia, confermano quanto riporta Al Jazeera: un blackout delle telecomunicazioni scattato nel tardo pomeriggio è stato seguito da intensi raid sulla Striscia, in particolare nel nord e su Gaza City, mentre il portavoce dell’esercito israeliano, Daniel Hagari, ha riferito una “più estesa operazione di terra” in serata, nonostante continui l’impegno per “salvare tutti gli ostaggi”.

Secondo fonti di stampa internazionale, i carri armati dell’esercito israeliano avrebbero iniziato a penetrare a est di Beit Hanoun e Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. I pesanti raid, come ha riferito ad Al Jazeera Nawaf Bin Mubarak Al Thani, analista di Affari esteri e della difesa del Qatar, “metteranno a rischio il lavoro di mediazione del Qatar” per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi israeliani, catturati il 7 ottobre.

“I bombardamenti delle forze israeliane, che si sono appena intensificati, sembrano essere preludio a una possibile invasione terrestre”, ha aggiunto Al-Thani. Fonti interne alla Casa Bianca hanno invece confermato alla Cnn che l’attuale operazione militare in corso invece non danneggerà i colloqui.

Intanto Husam Badran, alto dirigente dell’Ufficio Politico di Hamas, ha lanciato un appello al popolo palestinese in Cisgiordania: “Questo è il momento delle armi”, mentre “ai paesi arabi e musulmani e alla comunità internazionale chiediamo di assumersi le proprie responsabilità e di agire ora per fermare i crimini e il massacro del nostro popolo”.

GAZA, L’ASSEMBLEA ONU APPROVA BOZZA TREGUA

È stata approvata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite la bozza di una risoluzione proposta dalla Giordania sulla “protezione dei civili e il rispetto degli obblighi legali e umanitari” nella Striscia di Gaza. Il testo, che non ha valore vincolante, è passato con 120 voti a favore, 14 contrari e 45 astenuti. Ad astenersi è stata anche l’Italia, insieme a – tra gli altri – Germania, Regno unito, Ucraina, Tunisia, Australia, Canada, Polonia, Finlandia, Danimarca, Estonia, Lettonia e Lituania. Tra i contrari, oltre a Israele, Stati Uniti, Austria, Repubblica Ceca.

Nel testo non è passata la richiesta di “cessate il fuoco”, bensì ha prevalso il termine “tregua umanitaria immediata”, che dovrà essere: “duratura e prolungata, che conduca alla cessazione delle ostilità”. Si domanda inoltre che “tutte le parti rispettino immediatamente e pienamente i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale, in particolare per quanto riguarda la protezione dei civili”. Si esorta poi la “fornitura immediata, continua e senza ostacoli di beni e servizi essenziali ai civili in tutta Gaza, incoraggiando la creazione di corridoi umanitari e altre iniziative per facilitare la consegna degli aiuti”, e la “revoca dell’ordine da parte di Israele di evacuazione dei palestinesi dal nord della Striscia“. Infine, si incoraggia “il rilascio immediato e incondizionato di tutti i civili tenuti illegalmente prigionieri”. Bocciato invece l’emendamento che proponeva di “condannare inequivocabilmente gli attacchi terroristici di Hamas”.

OMS: PERSI CONTATTI CON STAFF, PROTEGGERE CIVILI

“Abbiamo perso i contatti con il nostro staff a Gaza, con le strutture sanitarie, gli operatori sanitari e il resto dei nostri partner umanitari sul campo“. Così Thedros Ghebreyesus, il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in un post pubblicato in coincidenza con una campagna di bombardamenti che Israele sta conducendo sulla Striscia di Gaza, preceduta dal blackout delle comunicazioni. “Questo assedio”, continua Ghebreyesus, “mi preoccupa seriamente per la loro sicurezza e per i rischi immediati per la salute dei pazienti più vulnerabili. Chiediamo la protezione immediata di tutti i civili e il pieno accesso agli aiuti umanitari”.

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