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Rischio crollo: la Torre Garisenda di Bologna sotto monitoraggio

torre garisenda

A Bologna è scattato l’allarme per la stabilità della torre Garisenda: sono partiti monitoraggi e via San Vitale è stata chiusa al traffico. I risultati diranno quale è la soluzione migliore da adottare

Chiusa via San Vitale al traffico, chiusa la torre Asinelli, monitoraggi in corso e tanta preoccupazione: A Bologna da giorni si è diffusa molta agitazione per le condizioni della torre Garisenda, la più bassa delle celebri Due torri che sono il simbolo della città: si starebbe sempre più inclinando, al limite della sicurezza. Sabato, dopo la convulsa giorntaa di venerdì in cui è scattato l’allarme, è stata avviata una serie di monitoraggi che proseguiranno per tutta la settimana. Lo stop al traffico serve ad evitare le vibrazioni che i veicoli provocano e che, in una situazione già compromessa, non sono opportune. Oggi, in tarda mattinata, si troveranno a discutere della situazione i capigruppo alla presenza del sindaco Matteo Lepore.

È stato proprio il sindaco a prendere la decisione, insieme al Comitato per l’ordine pubblico, di sottoporre la Garisenda a nuovi controlli. Per poter effettuare i rilievi, da sabato mattina è stato chiuso alla circolazione e perimetrato il tratto di via San Vitale, da via Zamboni a via Rizzoli. La chiusura di Piazza di Porta Ravegnana verrà prorogata fino al prossimo 27 ottobre. Saranno autorizzati a transitare in via Ugo Bassi e via Rizzoli, nella sola direzione verso piazza di Porta Ravegnana, per raggiungere passi carrabili e posti auto su strada, i residenti delle vie: Strada Maggiore, nel tratto da piazza di Porta Ravegnana a piazza Aldrovandi e piazza della Mercanzia; via Caprarie; via Calzolerie; via Castiglione, tratto da piazza della Mercanzia a via Farini; via De’ Pepoli; piazza del Francia; via Castel Tialto; via Dal Luzzo; via Santo Stefano, tratto da piazza della Mercanzia a vicolo Alemagna; vicolo Alemagna.

FRATELLI D’ITALIA ALL’ATTACCO

Sulla Garisenda “si teme il peggio”. A puntare il dito è Stefano Cavedagna, capogruppo Fdi in Consiglio comunale. “Sono anni che Fratelli d’Italia chiede delucidazioni sulla Garisenda e o non ci vengono date risposte o si millanta tranquillità. Emerge oggi invece che la situazione è ben più preoccupante di quel che diceva Lepore”. Qundi, prosegue, “o il sindaco non sapeva, cosa grave, o non ha informato i cittadini, cosa forse peggiore”. Il capogrupopo di Fratelli d’Italia è allarmato dalla scelta dell’amministrazione di “bloccare le strade e circondare la torre”, mosse fatte in fretta e furia che “lasciano presagire il peggio”. Quanti ai dati sull’inclinazione della torre, “l’ultima risale al 2011, prima del terremoto, ed era già preoccupante. Il peso della struttura inclinata ha già schiacciato i blocchi di selenite alla base”. Ecco perchè, secondo Cavedagna, “per la Garisenda ci vuole da tempo una cura decisa, simile a quella della Torre di Pisa, riportandola il più possibile in posizione eretta. Lepore dica tutta la verità alla città, invece di terrorizzarla”.

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