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Dermatite atopica: nei bambini ruxolitinib in crema sicuro ed efficace

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Dermatite atopica pediatrica: secondo i risultati di nuovi studi, ruxolitinib in crema è efficace e sicuro nel primo studio di fase III

Nei bambini tra 2 e gli 11 anni di età affetti da dermatite atopica il trattamento topico con ruxolitinib in crema, un inibitore della Janus chinasi (JAK) 1 e 2, ha portato al successo terapeutico una percentuale di pazienti significativamente superiore rispetto al placebo, secondo i risultati dello studio registrativo di fase III TRuE-AD3 appena comunicati dalla compagnia Incyte, che sta sviluppando il prodotto.

La dermatite atopica è la forma più comune di eczema e negli Stati Uniti colpisce circa 2-3 milioni di pazienti di età compresa tra 2 e 11 anni e oltre 21 milioni di persone con più di 12 anni. È caratterizzata da infiammazione cutanea e prurito che possono causare lesioni che possono trasudare e formare croste.

L’inibitore selettivo JAK1/JAK2 ruxolitinib nella formulazione in crema è approvato dalla Fda per il trattamento topico della vitiligine non segmentale in pazienti di almeno 12 anni di età e per il trattamento topico a breve termine e non continuativo della dermatite atopica da lieve a moderata in pazienti non immunocompromessi, la cui malattia non è adeguatamente controllata con terapie topiche di prescrizione o quando le stesse non sono consigliabili. In Europa la crema 15 mg/g è approvata per il trattamento della vitiligine non segmentaria con interessamento facciale negli adulti e negli adolescenti a partire dai 12 anni di età.

Lo studio registrativo TRuE-AD3
Si tratta di un trial di fase III randomizzato, in doppio cieco, controllato con veicolo, che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di ruxolitinib crema rispetto al veicolo nei bambini con dermatite atopica. Ha arruolato oltre 300 pazienti tra i 2 e gli 11 anni di età con malattia diagnosticata da almeno 3 mesi e candidati alla terapia topica.

I partecipanti con punteggio IGA (Investigator’s Global Assessment) compreso tra 2 e 3 e con un coinvolgimento dal 3 al 20% della superficie corporea (BSA), escluso il cuoio capelluto, sono stati randomizzati in un rapporto 2:2:1 all’applicazione due volte al giorno di ruxolitinib in crema allo 0,75% o all’1,5% oppure il solo veicolo.

Quanti hanno completato con successo la valutazione di efficacia dopo 8 settimane hanno avuto la possibilità di partecipare alla fase di estensione a lungo termine per l’analisi di sicurezza a 44 settimane, mantenendo il regime di trattamento assegnato. I partecipanti inizialmente trattati con il veicolo sono stati nuovamente randomizzati (1:1) in cieco a uno dei gruppi di trattamento attivo.

L’endpoint primario era la percentuale di pazienti che raggiungeva l’Investigator’s Global Assessment Treatment Success (IGA-TS) grazie a un punteggio di 0/1 (pelle libera o quasi libera da lesioni) e un miglioramento di almeno due punti rispetto al basale alla settimana 8. Gli endpoint secondari includevano la percentuale di pazienti con un miglioramento di almeno il 75% rispetto al basale nel punteggio dell’Eczema Area and Severity Index (EASI 75) e la percentuale di partecipanti con un miglioramento di almeno 4 punti nella scala di valutazione numerica del prurito (NRS). Lo studio sta anche monitorando la frequenza, la durata e la gravità degli eventi avversi associati all’uso della crema a base di ruxolitinib.

Raggiunto l’endpoint primario senza nuovi segnali di sicurezza
Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario grazie a una quota significativamente maggiore di pazienti trattati con ruxolitinib crema allo 0,75% e 1,5% che ha raggiunto il successo del trattamento (IGA-TS) dopo 8 settimane di terapia.

Il profilo di sicurezza complessivo della terapia è risultato coerente con i dati precedenti, senza nuovi segnali di sicurezza. I risultati saranno presentati in un prossimo congresso scientifico. Nel frattempo la valutazione a lungo termine dello studio continuerà come previsto.

«Abbiamo già visto quale beneficio il farmaco possa offrire ai pazienti adulti e adolescenti con dermatite atopica negli studi TRuE-AD1 e TRuE-AD2, e questi nuovi dati positivi rafforzano il potenziale di efficacia della crema nei confronti dei pazienti più piccoli come opzione topica non steroidea» ha commentato Jim Lee, Group Vice President, Inflammation & AutoImmunity di Incyte.

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