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Bonomi di Confindustria boccia il salario minimo: “Da solo non risolve”

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Il presidente di Confindustria Bonomi avverte: “Il salario minimo da solo non risolve la grande questione del lavoro povero”. E sulla sicurezza sul lavoro dice: “Servono regole chiare”

“Il settore industriale negli ultimi vent’anni ha avuto dinamiche retributive di gran lunga superiori a quelle registrate dal resto della nostra economia. Questo piuttosto per enfatizzare che la discussione di questi mesi sull’opportunità o meno di introdurre per legge sul salario minimo sembra trascurare che la nostra costituzione ci obbliga a riconoscere al lavoratore un salario giusto“. Lo dice il presidente di Confindustria Carlo Bonomi in occasione della assemblea 2003.

Questa funzione, aggiunge, “nello spirito della nostra Costituzione è affidata alla contrattazione collettiva. Confindustria resta convinta che la mera introduzione di un salario minimo legale non accompagnata da un insieme di misure volte a valorizzare la rappresentanza – chiude come riferisce la Dire (www.dire.it) – non risolverebbe né la grande questione del lavoro povero né la piaga del dumping contrattuale, né darebbe maggior forza la contrattazione collettiva”.

“PER SICUREZZA REGOLE CHIARE E PREVENZIONE”

“Sta a noi la creazione di un lavoro libero, sicuro e dignitoso, lontano dalle mafie e dal ricatto della criminalità, è una pietra angolare del nostro impegno, alimenta la nostra passione civile”. Per Bonomi “la tutela della sicurezza sul lavoro presuppone regole chiare semplici e si fonda sulla prevenzione”.

“EVITARE INTERVENTI DIVISIVI”

“Alle forza politiche dico: guardatevi dal compiere lo stesso errore di sempre. Evitate di progettare interventi sulla forma di Stato e sulla forma di governo, ispirati da una dialettica divisiva, aliena per definizione della serietà con cui proporre e giudicare impianti istituzionali così rilevanti per la democrazia e la libertà del nostro paese”.

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