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Paolo di Paolo si racconta nel suo nuovo libro

letterature festival

Torna in libreria lo scrittore Paolo di Paolo che, senza prendersi troppo sul serio,  racconta com’è diventato lo scrittore, giornalista e intellettuale che è oggi

Torna in libreria lo scrittore Paolo di Paolo che, senza prendersi troppo sul serio, con un tono a metà fra poetico e comico, racconta com’è diventato lo scrittore, giornalista e intellettuale che è oggi. Un libro patchwork, un po’ a fumetti, un po’ albo illustrato, una lettera che l’autore scrive ad Axel, un ragazzo di oggi diversissimo dal Paolo di ieri. O almeno così pare.

“Passavo ore, a dieci anni, a disegnare. A fare un giornalino domestico. Mio nonno aveva svuotato un vecchio televisore, lasciando solo lo schermo, e io mi affacciavo da lì la domenica pomeriggio facendo il mio telegiornale. Come si traghettano nella vita adulta i sogni, anzi i giochi, di quella stagione? Come ci si ritrova grandi mentre un attimo prima stavamo lì a trafficare con i colori? E io, com’è che mi sono ritrovato a fare quello che faccio? Voglio dire: com’è che la nostra vita diventa proprio la nostra vita? È come se non avessi mai smesso di fare quello che facevo da ragazzino. E non so se questo sia un bene o un male.”

Paolo di Paolo è giornalista e scrittore. Nel 2003 entra in finale al Premio Italo Calvino per l’inedito, con i racconti “Nuovi cieli, nuove carte”. Ha pubblicato libri-intervista e romanzi per adulti e ragazzi La mucca volante (Bompiani 2014, finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi), Giacomo il signor bambino (Rrose Sélavy 2015) e un adattamento della Divina Commedia (La Nuova Frontiera Junior). Ha lavorato anche per il teatro e la televisione dove collabora come autore a programmi culturali.

pp. 248
€ 16,00
Dai 13 anni

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