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Diabete di tipo 1: rilevati geni critici legati al sistema immunitario

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Una ricerca pubblicata sull’American Journal of Human Genetics ha rilevato nove geni critici legati al sistema immunitario che hanno un ruolo significativo nel diabete di tipo 1

Una nuova ricerca pubblicata sull’American Journal of Human Genetics (AJHG) ha rilevato nove geni critici legati al sistema immunitario che hanno un ruolo significativo nel rischio di diabete di tipo 1 e che, secondo gli esperti, mostreranno nuovi bersagli per le immunoterapie per bloccare lo sviluppo della malattia.

Un team di ricercatori ha utilizzato i dati della Scottish Diabetes Research Network Type 1 Bioresource (SDRNT1BIO), una coorte di 6.127 persone con diagnosi clinica di diabete di tipo 1 e almeno 16 anni di età al reclutamento, tra il 2010 e il 2013, che comprende un terzo della popolazione adulta scozzese affetta da diabete di tipo 1. La coorte è stata genotipizzata con l’Illumina Human Core Exome 24 bead array nel laboratorio di genomica del Center for Public Health dell’Università della Virginia.

Studiando i geni di quasi 5.000 individui con diabete di tipo 1 e 7.500 soggetti non diabetici, gli autori hanno testato un nuovo metodo per valutare quali geni sono alla base del rischio di sviluppare la malattia metabolica. Sono stati esaminati anche i campioni di sangue dei partecipanti.

Identificati geni critici per lo sviluppo del diabete 
Per la prima volta sono stati identificati 9 nove nuovi geni “core” che hanno avuto un impatto significativo sul rischio di diabete di tipo 1. Tutti i geni rilevati sono collegati al sistema immunitario e sette di questi sono responsabili della regolazione delle cellule immunitarie che attaccano il pancreas nel diabete di tipo 1.

I risultati hanno anche mostrato che due dei geni sono associati in parte alla prima linea di difesa del sistema immunitario, responsabile del rilevamento di minacce, come batteri o virus, e di una risposta immunitaria immediata. È la prima volta che questa parte del sistema immunitario viene collegata al diabete di tipo 1.

Per prevenire o rallentare lo sviluppo della condizione, questi percorsi potrebbero essere presi di mira con immunoterapie, una strada terapeutica promettente per il diabete di tipo 1 che lo scorso anno ha visto l’approvazione da parte della Fda dell’anticorpo monoclonale teplizumab, la prima immunoterapia in assoluto che può ritardare fino a tre anni l’insorgenza della malattia.

«All’inizio dell’era del genoma nel 2000, ci si aspettava che la scoperta di geni attraverso i quali varianti comuni causassero malattie avrebbe portato rapidamente allo sviluppo di nuovi farmaci» ha dichiarato l’autore senior Paul McKeigue dell’Università di Edimburgo. «Fino a ora i ricercatori hanno studiato gli effetti a corto raggio delle varianti di rischio sui geni vicini e non hanno trovato alcun legame evidente con il rischio di condizioni o modi per trattarle. Il nostro studio si è concentrato invece sugli effetti a lungo raggio di queste varianti di rischio sui geni in altre parti del genoma. Abbiamo identificato quelli che sembrano essere i geni chiave per il diabete di tipo 1, alcuni dei quali sono potenziali bersagli terapeutici».

Nuovi possibili obiettivi terapeutici
Elizabeth Robertson, direttrice della ricerca presso Diabetes UK che ha finanziato lo studio, ha osservato che «il diabete di tipo 1 è un costante equilibrio tra controllo della glicemia e iniezioni di insulina. Abbiamo un disperato bisogno di trovare modi per prevenire, ritardare e curare questa condizione, per risparmiare a centinaia di migliaia di persone l’onere di gestire il proprio diabete, giorno dopo giorno».

«Questa ricerca ha aperto nuovi orizzonti nella nostra comprensione dei geni che sono alla base del diabete di tipo 1 e di come contribuiscono all’attacco immunitario che causa la condizione» ha continuato. «La scoperta che questi geni ‘core’ del sistema immunitario sono fondamentali per lo sviluppo del diabete di tipo 1 apre la porta a una serie di nuovi bersagli per le immunoterapie che potrebbero prevenire, ritardare o curare il diabete di tipo 1 nella fase iniziale».

«Con la prima immunoterapia per il diabete di tipo 1 approvata negli Stati Uniti lo scorso anno, siamo al principio di una nuova era per le terapie per il diabete di tipo 1 che potrebbero trasformarlo da condizione permanente a una che può essere prevenuta, curata e infine guarita» ha concluso.

Referenze

Iakovliev A et al. Genome-wide aggregated trans-effects on risk of type 1 diabetes: A test of the “omnigenic” sparse effector hypothesis of complex trait genetics. Am J Hum Genet. 2023 Jun 1;110(6):913-926.

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