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“Microcosmi” è la raccolta di poesie di Ilaria Palomba

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La raccolta di poesie di Ilaria Palomba porta la firma della casa editrice Ensemble: il libro è arricchito dalla prefazione di Alfonso Guida

La prefazione di Alfonso Guida presenta l’emozionante testo di poesie di Ilaria Palomba. Il testo suddiviso in tre sezioni, che prendono il nome di Gravità, Interludio e Levità, accompagnano il lettore in una dimensione a metà tra il vero e l’onirico, attraversando sentimenti, sensazioni, fantasmi, vivi, morti, fino a toccare le corde profonde della propria anima, in una riflessione interiore senza pari.

La Palomba, in una delle sue poesie, si dedica al rimpianto. Nella sua poesia, che inizia con “se avessi saputo”, infatti, si interroga su come sarebbe stata diversa la vita, se avesse saputo il finale. L’autrice a voce piena svela al lettore segreti di una vita che scorre senza sapere. Gli interrogativi sono chiari: se avessi saputo il finale avresti amato la stessa persona? Se avessi saputo il decorso della tua esistenza avresti comunque scelto di essere madre? Di essere sposa? Avresti combattuto il destino o avresti abbracciato le sue spire? Una serie di domande che lasciano grande margine di riflessione, in uno spazio immenso dove porgere quesiti alla propria esistenza, e dove nuotare nel profondo oceano delle proprie certezze. Come in ogni poesia della Palomba, il verso finale regala un modo per mettere un punto al viaggio interiore. Questa volta è l’insonnia, che abbracciando ogni cosa mette un punto a tutto.

L’infanzia è raccontata in maniera cruda. L’autrice riflette e racconta in maniera emozionante i luoghi del suo passato, e prende la rincorsa per saltellare sui gradini della vita, per arrivare, metaforicamente, in fondo al cielo, e vedere il cratere che si nasconde in fondo a tutte le cose. Il suo è un discorso accorato, che in qualche maniera sembra abbracciare l’infanzia di ogni lettore. Il cratere, sembra in qualche maniera personificare il punto morto dove finiscono i rimpianti, i rimorsi, le cose disfatte, quelle che ancora devono arrivare. Un punto di inizio e di fine, che lascia il giusto margine di tempo, per essere e per essere ancora.

Di grande centralità anche l’argomento morte. In una delle sue poesie, l’autrice afferma: “Li chiamano fantasmi, ma sono ancora vivi, sottolineando come molto spesso chi s’è né andato non è andato via veramente. Fino a quando, così come nella poesia, anche nella vita, arriva il fuoco, che attraverso la sua potenza distruttiva mette a tacere ogni dubbio, lavando via ogni cosa”. La morte vi è raccontata anche nel verso “ti volevano suicida, solo così ti avrebbero amata” un’affermazione cruda, che lascia ampio margine di riflessione: laddove gli spettatori sono capaci di amare o una cosa identica a sé stessi o una cosa morta.
Le riflessioni che l’autrice dissemina nelle sue poesie, sono tra le più disparate: sulla vita, sulla morte, sul tempo, sui rimpianti, sull’essere umano ormai vuoto e vanesio. Molti gli argomenti, quindi di un libro di poesie che racconta il vero e che incanta attraverso il suo linguaggio aulico.

Editore: edizioni Ensemble
Genere: Poesia
Numero di pagine: 130

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