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Dal Milan al Monza: tra Berlusconi e il calcio un legame unico

Il nuovo bollettino sulle condizioni dell'ex premier Silvio Berlusconi ricoverato al San Raffale dopo la positività al Covid-19. Per Zangrillo la fase è delicata

Silvio Berlusconi, ex presidente del Milan

Berlusconi ‘Re Mida’ del calcio, dall’era del Milan al Monza. Sotto la presidenza del Cav, i trionfi rossoneri con le sorprese Sacchi e Capello, poi quest’anno la salvezza con i brianzoli

Quando acquistò il Milandiventandone ufficialmente proprietario il 20 febbraio del 1986, Silvio Berlusconi cambiò letteralmente la storia del club, salvandolo dal fallimento, e la visione e percezione del calcio in Italia (e non solo). Cinquant’anni da compiere, la volontà di togliersi la soddisfazione di acquistare un club tifato da tutta la famiglia (“il Milan mi ricordava la mia infanzia e mio padre”) e tanta, tantissima ambizione: “Quando ho preso il Milan volevo che il Milan diventasse la squadra più forte del mondo e ci sono riuscito”, amava ripetere come ricorda la Dire (www.dire.it).

LE VITTORIE DEL MILAN DI BERLUSCONI

E come dargli torto, i numeri lo certificano: il suo Milan ha vinto 8 scudetti, 1 Coppa Italia, 7 Supercoppe italiane, 5 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 5 Supercoppe europee e una Coppa del mondo per club, per 29 titoli in tutto in 31 anni. Ma con la sua discesa in campo (quello verde, da gioco), non è stata solo la storia del Milan a subire un vero e proprio scossone. È tutto il mondo del calcio ad avere in qualche modo ‘subito’ conseguenze. Personaggio da riflettori sempre puntati, si presentò alla sua prima da presidente a bordo di un elicottero, atterrando all’Arena Civica di Milano, sede degli allenamenti milanisti ai tempi di Nereo Rocco. Puntò poi sul semi sconosciuto Arrigo Sacchi per dare vita ad un Milan bello e vincente, che poi sostituì a sorpresa con Fabio Capello, allora dirigente della polisportiva Mediolanum.

E poi sempre Berlusconi si accorse, durante una amichevole del suo Milan, delle qualità di un certo Ruud Gullit, anche lui sconosciuto, dimostrando anche in questo caso un fiuto come pochi altri. E ancora nel 1992 fu protagonista di un discusso acquisto di un allora astro nascente del calcio italiano. Dal Torino prese Gianluigi Lentini, per una cifra considerata astronomica per quei tempi, ovvero 18,5 miliardi di lire, alzando decisamente l’asticella per l’acquisto di calciatori. A differenza delle precedenti intuizioni, però, qui la fortuna non lo assistette, visto che un po’ per il rendimento del calciatore, un po’ per un grave incidente stradale in cui quest’ultimo rimase coinvolto e che ne condizionò il rendimento in campo, questo non si rivelò affatto un acquisto azzeccato.

Dopo anni più ricchi di successi che di stagioni anonime, l’addio (temporaneo) al Milan e allo sport in generale risale al 2017. È il 13 aprile quando, dopo mesi di trattative, arriva lo storico annuncio del passaggio del Milan all’imprenditore cinese Li Yonghong. Si chiudeva un’era, ma solo per la società rossonera, però, visto che dopo poco più di un anno Berlusconi ha preso le redini di un altro club lombardo, il Monza, allora in C. Il 28 settembre 2018, infatti, ne diventa proprietario. E anche qui le intuizioni gli permettono di centrare risultati a ripetizione, anche in questo caso facendo la storia del club visto che nel 2020 conquista la promozione in Serie B e nel 2022 in Serie A. Continuata poi nella stagione 2022/23 con una salvezza in tranquillità. Come un moderno Re Mida, nel mondo del calcio Berlusconi, in un modo o nell’altro, ha fatto la storia trasformando in oro tutto ciò a cui si è avvicinato.

IL DOLORE DEL MILAN: GRAZIE PRESIDENTE, PER SEMPRE CON NOI 

Non poteva mancare il cordoglio del suo Milan, che sui social ricorda così Silvio Berlusconi: “AC Milan profondamente addolorato piange la scomparsa dell’indimenticabile Silvio Berlusconi e si stringe con affetto alla famiglia, ai collaboratori e agli amici più cari. ‘Domani sogneremo altri traguardi, inventeremo altre sfide, cercheremo altre vittorie. Che valgano a realizzare ciò che di buono, di forte, di vero c’è in noi, in tutti noi che abbiamo avuto questa avventura di intrecciare la nostra vita a un sogno che si chiama Milan’. Grazie Presidente, per sempre con Noi”.

IL CORDOGLIO DEL MONZA: UN VUOTO INCOLMABILE

“Adriano Galliani e tutto AC Monza piangono affranti la scomparsa di Silvio Berlusconi: ‘Un vuoto che non potrà mai essere colmato, per sempre con noi. Grazie di tutto Presidente’”. Così sui social il club brianzolo, alla notizia della morte di Silvio Berlusconi.

MALAGÒ: AVEVO PROPOSTO DI DARGLI IL COLLARE D’ORO A FINE ANNO

“Avevo proposto di dargli il Collare d’oro al merito sportivo a fine anno, sperando che le sue condizioni di salute gli consentissero di venire a ritirarlo”, ha rivelato il presidente del Coni Giovanni Malagò, a proposito di Silvio Berlusconi. Il numero 1 dello sport italiano ha così commentato la notizia della sua scomparsa, “una notizia che ci ha reso tutti molto tristi. Anche se si sapeva che c’erano condizioni di salute complicate, non ha trovato preparato nessuno- ha detto-. Lo sport gli deve moltissimo, in 31 anni l’ho visto vincere 29 trofei di cui 13 internazionali. Il Milan, fino a pochi mesi fa, era la squadra più titolata in assoluto. Una bacheca impressionante, merito della sua genialità, della sua generosità, della capacità organizzativa”. Per Malagò era “un uomo di sport poliedrico, non mi scordo gli impegni in altre discipline”. Ha quindi detto che aveva proposto “di dargli il collare d’oro al merito sportivo a fine anno, sperando che le sue condizioni di salute gli consentissero di venire a ritirarlo. Siamo tutti molto più tristi, un pezzo del Paese che se ne va. Non posso dare giudizi su altri contesti e settori, ma nello sport abbiamo perso un gigante. Mi unisco al dolore di tutti i familiari”.

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