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Cambiamenti climatici: parte l’attività del consorzio ACTRIS-ERIC

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Si è formalmente costituito l’ACTRIS-ERIC, il consorzio dell’Infrastruttura di Ricerca Europea ACTRIS per fornire dati e servizi all’avanguardia a sostegno della ricerca atmosferica e climatica. Sono 17 i Paesi fondatori che mettono in comune le proprie risorse per aprire l’accesso a un’ampia gamma di tecnologie, servizi e risorse nel campo delle scienze atmosferiche.

L’istituzione di ACTRIS-ERIC concretizza uno sforzo a lungo termine iniziato nel 2011 e perseguito e condiviso da parte di diversi Paesi europei per creare un’infrastruttura sostenibile a supporto della ricerca in campo atmosferico e climatico.

Con l’infrastruttura ACTRIS (Aerosol, Clouds and Trace Gases Research Infrastructure), si aprono le porte ai ricercatori, alle imprese e più in generale ai Paesi, per consentire loro l’accesso alle informazioni chiave sullo stato dell’atmosfera, per condividere le migliori piattaforme osservative di ricerca in Europa e per sostenere il processo decisionale con tutte le competenze scientifiche di riferimento.

ACTRIS con i suoi siti osservativi costituisce la più grande infrastruttura di ricerca atmosferica distribuita al mondo, che ha consentito negli anni una comprensione più approfondita delle cause del cambiamento climatico e dell’inquinamento atmosferico. Il monitoraggio della variabilità nel tempo e nello spazio dei costituenti atmosferici a breve permanenza in atmosfera (aerosol, nubi e gas in traccia) da 80 piattaforme di osservazione in Europa e non solo, per oltre un decennio, ha fornito una visione senza precedenti dell’efficacia delle politiche di riduzione delle emissioni in Europa, ma ha anche evidenziato i complessi meccanismi di feedback che agiscono sul sistema climatico.

ACTRIS offre ai suoi utenti un accesso aperto a strumenti, competenze, opportunità di formazione e servizi di gestione dei dati FAIR (Findable, Accessible, Interoperable and Reusable). Tutti gli utenti, indipendentemente dalla loro affiliazione, area di competenza o campo di attività, possono beneficiare dei servizi paneuropei di ACTRIS ad accesso open. Centinaia di ricercatori di tutto il mondo, ma anche utenti del settore privato, hanno avuto accesso alle piattaforme ACTRIS (siti di osservazione, camere di simulazione atmosferica) per eseguire esperimenti innovativi e migliorare le conoscenze scientifiche, sviluppare nuovi strumenti o ricevere formazione su nuove tecnologie. Ogni anno, oltre 5.000 utenti distribuiti in circa 50 Paesi del mondo utilizzano i dati di ACTRIS per le loro ricerche, consentendo previsioni atmosferiche affidabili, tra cui avvisi di pericolo a breve termine per il meteo e la salute, nonché valutazioni a lungo termine dei cambiamenti climatici.

ACTRIS, insieme ad altre infrastrutture di ricerca ambientale europee, contribuisce agli obiettivi del nuovo European Research Area (ERA) con maggiori investimenti in Ricerca e Sviluppo (R&S), con una distribuzione più uniforme delle capacità e dell’accesso all’eccellenza nella ricerca e innovazione, favorendo una migliore circolazione delle conoscenze e delle tecnologie nonché una maggiore competitività dell’Unione Europea in ambito atmosferico.

“Grazie ad un’intensa cooperazione internazionale, in soli dieci anni siamo stati in grado di costruire e rendere operativi strumenti scientifici all’avanguardia che aprono opportunità senza precedenti per scoperte rivoluzionarie”, afferma Paolo Laj, coordinatore scientifico ad interim di ACTRIS. “ACTRIS sta consolidando la sua posizione nel panorama nazionale, europeo e internazionale, ampliando il suo ruolo di attore chiave a sostegno della ricerca ambientale. La qualità dei servizi, la cultura dell’innovazione aperta, la prontezza e flessibilità nel rispondere alla domanda delle varie comunità degli utenti aumenteranno il livello di fiducia e collaborazione tra ACTRIS e i suoi partner.”

L’istituzione di ACTRIS-ERIC testimonia, dunque, il rapido progresso di ACTRIS da una rete basata su progetti ad un’infrastruttura di ricerca matura e sostenibile. La Finlandia ospiterà la sede statutaria e gestirà il coordinamento generale di ACTRIS, mentre l’Italia gestirà l’accesso ai servizi di ACTRIS.

L’Italia è infatti uno dei Paesi fondatori di ACTRIS, avendo avuto sin dall’inizio ruoli chiave nel coordinamento dell’infrastruttura europea. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ha contribuito notevolmente al raggiungimento di tale successo ricoprendo anche ruoli strategici e di coordinamento: gli Istituti coinvolti sono l’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Cnr-Imaa), l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac) e l’Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar),  che ospitano 4 siti osservativi e 2 piattaforme mobili. Il Cnr-Imaa gestisce e coordina a livello europeo sia l’accesso ai servizi di ACTRIS, sia l’unità del Data Centre per la componente di aerosol remote sensing, e partecipa inoltre al centro europeo per la definizione, ottimizzazione e avanzamento delle osservazioni lidar di aerosol. Come National Facility, il Cnr-Imaa ospita un sito osservativo ACTRIS che consente le misure di aerosol remote sensing, aerosol in situ, nubi e gas traccia in remote sensing (www.ciao.imaa.cnr.it); inoltre, presso l’Istituto è operativo un sistema trasportabile per misure di aerosol e nubi in remote sensing. Il Cnr-Isac ha avuto un ruolo importante in Italia per l’esperienza delle osservazioni in-situ in osservatori permanenti, grazie alla lunga storia dell’osservatorio di Monte Cimone e con la partecipazione al progetto EUSAAR, poi confluito in ACTRIS. Più recentemente, nell’ottica delle osservazioni a lungo termine, sono stati istituiti nuovi osservatori fissi e piattaforme mobili, come ECO (Lecce), CGR (Capo Granitola) e LMT (Lamezia Terme). Il Cnr-Ismar coordina la National Facility di Roma che consiste di una piattaforma osservativa per l’aerosol remote sensing, basata sull’esperienza in campo internazionale nell’utilizzo della tecnica lidar per lo studio di variabili essenziali climatiche.

L’INFN partecipa ad ACTRIS con due strutture di ricerca uniche: il LABEC (Laboratorio di tecniche nucleari per l’Ambiente e i Beni Culturali) della Sezione di Firenze e ChAMBRe (Chamber for Aerosol Modelling and Bio-aerosol Research) della Sezione di Genova. I due laboratori sono oggi sinergicamente inclusi nell’ERIC-ACTRIS, il LABEC ospitando il centro di riferimento europeo per la caratterizzazione elementale del particolato atmosferico (Elemental Mass Calibration Centre, EMC2) e ChAMBRe come “national facility” specializzata nello studio della componente biologica e delle proprietà ottiche degli aerosol atmosferici ovvero l’inquinante più elusivo con impatti molto significativi sia sulla salute che sulla sfida epocale dei cambiamenti climatici.

Il Gruppo dell’Osservatorio Atmosferico e Telerilevamento LIDAR del Centro di Eccellenza CETEMPS del Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche dell’Università degli Studi dell’Aquila, UNIVAQ, è stato attivo con l’acquisizione e lo sviluppo di strumentazione avanzata per potenziare le proprie capacità di misura e per costituire 1 sito osservativo in operatività presso i laboratori del DSFC e il sito di Casale Calore di San Vittorino di UNIVAQ, in particolare per quello che riguarda le proprietà ottiche e radiative degli aerosol atmosferici e delle nuvole.

Il Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali dell’ENEA partecipa ad ACTRIS mediante le misure condotte presso la Stazione di Osservazioni climatiche di Lampedusa, finalizzate alla caratterizzazione delle proprietà degli aerosol e delle nubi con tecniche di telerilevamento.

Il Dipartimento di Scienze Pure e Applicate dell’Università di Urbino Carlo Bo contribuisce ad ACTRIS con un’attività di monitoraggio in continuo di composti organici volatili rilevanti per il clima e la qualità dell’aria presso la stazione globale GAW-WMO (Global Atmospheric Watch-World Meteorological Organisation) di Monte Cimone.

L’Università del Salento partecipa ad ACTRIS con le facilities del Laboratorio di Aerosol e Clima del CEDAD (Centro di Fisica applicata, Datazione e Diagnostica) del Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi”. Il laboratorio ha contribuito notevolmente a fornire misurazioni significative delle principali proprietà ottiche e microfisiche dell’aerosol al suolo ed in quota, caratterizzando le sue principali componenti chimiche e biologiche grazie a strumentazione attiva e passiva per il remote sensing, di numerosi dispositivi ground-based e di tecniche di analisi degli isotopi stabili e radioattivi del carbonio per la determinazione della componente fossile e biogenica del particolato atmosferico.

L’Università di Napoli Federico II ospita, presso il Dipartimento di Fisica “Ettore Pancini” e il Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati (CeSMA), laboratori per lo studio degli aerosol “in situ” ed in “remote sensing” che permettono con una ampia varietà di tecniche diagnostiche una accurata analisi delle proprietà chimiche, microfisiche, ottiche e dimensionali del particolato atmosferico.

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