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Colite ulcerosa: risankizumab promosso da studio di fase III INSPIRE

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Risankizumab per la colite ulcerosa: conferme dai risultati dello studio di induzione di fase III INSPIRE presentati da AbbVie

Nei pazienti adulti con colite ulcerosa attiva da moderata a grave, il trattamento con risankizumab ha raggiunto l’endpoint primario di remissione clinica alla settimana 12 e tutti gli endpoint secondari. Sono i risultati dello studio di induzione di fase III INSPIRE, presentati da AbbVie che sta sviluppando la molecola anche in questa indicazione.

INSPIRE è uno studio di fase III multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che valuta l’efficacia e la sicurezza di risankizumab 1200 mg somministrato per via endovenosa ogni 4 settimane come terapia di induzione in soggetti con colite ulcerosa attiva da moderata a grave che hanno dimostrato intolleranza o risposta inadeguata alle terapie convenzionali e/o alle terapie avanzate (farmaci biologici, JAK inibitori e modulatori del recettore S1P).

L’endpoint primario è la remissione clinica secondo il punteggio di Mayo adattato, definito da uno stool frequency subscore (SFS) ≤1 e non superiore al basale, un rectal bleeding subscore (RBS) pari a 0 e un sottopunteggio endoscopico ≤1 senza friabilità della mucosa) alla settimana 12.

Gli endpoint secondari includono la risposta clinica (diminuzione del punteggio di Mayo adattato ≥2 punti rispetto al basale e ≥30% rispetto al basale, oltre a una riduzione ≥1 dell’RBS, o un RBS assoluto ≤1), miglioramento endoscopico (sottopunteggio endoscopico ≤1 senza friabilità della mucosa) e miglioramento istologico della mucosa endoscopica (HEMI, sottopunteggio endoscopico di 0 o 1 senza friabilità e punteggio di Geboes ≤3,1) alla settimana 12.

Remissione clinica e miglioramento istologico-endoscopico della mucosa 
Ha raggiunto la remissione clinica il 20,3% dei pazienti trattati con risankizumab rispetto al 6,2% di quelli sottoposti a placebo (p<0,00001). Una percentuale significativamente maggiore di pazienti in trattamento attivo ha ottenuto un miglioramento endoscopico alla settimana 12 rispetto al placebo (36,5% vs 12,1%, p<0,00001). Inoltre, il 24,5% dei pazienti sottoposti a risankizumab ha ottenuto un miglioramento istologico-endoscopico della mucosa alla settimana 12 rispetto al 7,7% del gruppo placebo (p<0,00001).

«È impressionante vedere le risposte ottenute nello studio INSPIRE, che dimostrano il potenziale di risankizumab come opzione per le malattie infiammatorie intestinali» ha affermato Edouard Louis, ricercatore dello studio e responsabile del dipartimento di gastroenterologia presso la University Hospital CHU di Liegi, in Belgio. «Questi risultati suggeriscono che risankizumab può aiutare i pazienti ad affrontare i sintomi difficili della colite ulcerosa, che includono dolore addominale, urgenza intestinale e incontinenza fecale».

Profilo di sicurezza coerente con gli studi precedenti
Durante il periodo di 12 settimane, in doppio cieco, controllato con placebo, il profilo di sicurezza di risankizumab è stato coerente con quello osservato in studi precedenti per altre indicazioni, senza nuovi segnali di sicurezza.

Gli eventi avversi più comuni osservati nel gruppo risankizumab sono stati Covid-19, anemia e artralgia. Eventi avversi gravi si sono verificati nel 2,3% dei pazienti nel gruppo risankizumab rispetto al 10,2% del gruppo placebo. I tassi di infezioni gravi sono stati dello 0,6% con il trattamento attivo e dell’1,2% con il placebo. Nel gruppo risankizumab si è verificato un decesso causato da polmonite da Covid il giorno 33 dello studio. Nel gruppo risankizumab non sono stati segnalati eventi cardiaci avversi maggiori (MACE), eventi di reazione anafilattica o malignità.

Informazioni su risankizumab
Risankizumab è un inibitore selettivo dell’interleuchina-23 (IL-23) che si lega alla subunità p19 della citochina, coinvolta nei processi infiammatori e ritenuta collegata a una serie di malattie croniche immuno-mediate. Il farmaco è approvato dalla Fda e dall’Ema per il trattamento della psoriasi a placche, dell’artrite psoriasica e della malattia di Crohn.

Risankizumab fa parte di una collaborazione tra Boehringer Ingelheim e AbbVie, con quest’ultima che gestisce lo sviluppo e la commercializzazione a livello globale. L’uso del farmaco nella colite ulcerosa non è approvato e la sua sicurezza ed efficacia non sono state valutate dalle autorità regolatorie. Come recentemente comunicato agli investitori da AbbVie, la compagnia prevede di presentare la domanda di approvazione nel corso dell’anno, per una potenziale approvazione nel 2024.

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