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Vitiligine non segmentale estesa: buoni risultati con povorcitinib

Vitiligine

Nei pazienti adulti con vitiligine non segmentale estesa, povorcitinib ha comportato miglioramenti significativi della ripigmentazione cutanea del viso e del corpo

Nei pazienti adulti con vitiligine non segmentale estesa, l’inibitore orale a piccole molecole della Janus chinasi 1 povorcitinib ha comportato miglioramenti significativi della ripigmentazione cutanea del viso e di tutto il corpo, come evidenziato dai risultati di fase II presentati al congresso 2023 dell’American Academy of Dermatology (AAD).

«La vitiligine è una condizione autoimmune cronica che può essere difficile da gestire, in particolare per i pazienti con una malattia estesa che coinvolge una superficie significativa del corpo» ha dichiarato Amit Pandya, Dermatologo del Dipartimento di Dermatologia presso il Palo Alto Foundation Medical Group e professore aggiunto presso il dipartimento di dermtologia dello University of Texas Southwestern Medical Center. «Dal momento che può avere un impatto sui pazienti in modi diversi, sono incoraggiato dalla continua attenzione all’espansione delle opzioni di trattamento e credo che questi dati evidenzino il potenziale di questa terapia orale sperimentale per i pazienti con vitiligine estesa non segmentaria».

Valutazione di povorcitinib nella vitiligine non segmentale estesa
Lo studio di fase IIb, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, basato sul dosaggio, ha arruolato 171 pazienti (età compresa tra 18 e 75 anni) con diagnosi di vitiligine non segmentale che interessava almeno l’8% della loro superficie corporea, randomizzati in rapporto 1:1:1:1 a ricevere una volta al giorno povorcitinib alle dosi di 15 mg, 45 mg o 75 mg, oppure placebo, per 24 settimane.

Durante la fase di estensione della durata di 28 settimane, i partecipanti originariamente randomizzati a povorcitinib 45 mg una volta al giorno hanno continuato con la stessa dose. Quelli inizialmente assegnati a povorcitinib 15 mg, 75 mg o placebo sono invece passati a povorcitinib 75 mg una volta al giorno. Terminato il periodo di estensione, è seguito un periodo di follow-up di 24 settimane.

L’endpoint primario è la variazione percentuale rispetto al basale del Total Vitiligo Area Scoring Index (T-VASI) alla settimana 24. L’endpoint secondario chiave è la percentuale di pazienti con una riduzione di almeno il 50% rispetto al basale nel T-VASI (T-VASI 50) alla settimana 24. Ulteriori endpoint includono la percentuale di pazienti con una risposta F-VASI 50 per la vitiligine facciale, F-VASI 75 e T-VASI 50 a ogni visita.

Miglioramenti significativi della ripigmentazione del corpo
La terapia con povorcitinib è stato associato a una sostanziale ripigmentazione totale del corpo. Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario e i pazienti trattati con povorcitinib hanno ottenuto miglioramenti statisticamente superiori nel T-VASI alla settimana 24 rispetto al placebo (povorcitinib 15 mg -19,1, 45 mg -17,8%, 75 mg -15,7% vs placebo +2,3%, differenza della media dei minimi quadrati LSM P<0,01).

Inoltre un maggior numero di pazienti in trattamento attivo hanno raggiunto l’endpoint secondario chiave di T-VASI 50 alla settimana 24 (10,5% nel braccio 15 mg, 15,2% nel braccio 45 mg, 5,6% nel braccio 75 mg vs 3,0% nel braccio placebo), che ha continuato a migliorare durante l’estensione in aperto fino alla settimana 36 (28,6% nel braccio povorcitinib 15 → 75 mg, 17,2% nel braccio 45 mg, 15,2% nel braccio 75 mg e 3,0% nel braccio placebo → 75 mg), dopo l’aggiustamento della dose.

Miglioramenti significativi anche della ripigmentazione del viso
Il trattamento con povorcitinib ha portato anche alla ripigmentazione facciale in pazienti con vitiligine non segmentale estesa, come misurato dai punteggi F-VASI. Ulteriori risultati chiave dello studio includono:

Povorcitinib è stato generalmente ben tollerato. Gli eventi avversi emergenti dal trattamento (TEAE) più comuni durante il periodo di 24 settimane controllato con placebo sono stati Covid-19 (16,7%), cefalea (10,3%), fatigue (9,5%), aumento della creatina fosfochinasi nel sangue (7,9%) e acne (7,1%). Nessun TEAE grave è stato considerato correlato al trattamento e non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza dopo la settimana 24.

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