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Carlo Cottarelli non sarà più senatore: “Mi sento a disagio in questo Pd”

carlo cottarelli

Carlo Cottarelli ha annunciato la decisione di dimettersi da senatore, spiegando di essersi sentito “a disagio” su diversi temi: “Ma Elly Schlein fa bene a spostare il Pd più a sinistra”

“Ho deciso di rinunciare alla mia posizione di senatore. Mi dimetterò la prossima settimana. Mi dimetto dal Senato”. L’annuncio di Carlo Cottarelli, senatore eletto col Pd, è arrivato ieri a Che tempo che fa su Rai Tre. L’economista ha spiegato che l’Università cattolica gli ha “chiesto di dirigere un programma per l’educazione delle scienze sociali ed economiche rivolto agli studenti delle scuole superiori. Io andrei a farlo gratuitamente, ma questo incarico è incompatibile con il Senato, quindi ho deciso di rinunciare al mio incarico di senatore”. Qualche ora più tardi, poi, Cottarelli ha aggiunto altre motivazioni in una lettera a Repubblica, in cui ha spiegato che la spostamento del Pd a sinistra lo ha portato a sentirsi “a disagio” su diversi temi, a partire dalla questione meritocratica. Ma anche i termovalorizzatori, l’utero in affitto e sul nucleare. E che la “scelta più corretta” gli sembra quella di lasciare il seggio e farsi sostituire dal primo dei non eletti, non di cambiare gruppo parlamentare.

“IO A DISAGIO, MA SCHLEIN FA BENE A SPOSTARLO A SINISTRA”

In una lettera a Repubblica Carlo Cottarelli spiega: “È innegabile (basta vedere la composizione della nuova Segreteria) che l’elezione di Elly Schlein abbia spostato il Pd più lontano dalle idee liberaldemocratiche in cui credo. Ho grande stima di Elly Schlein e non credo sbagli a spostare il Pd verso sinistra. La scelta alle primarie è stata netta e i sondaggi la premiano. Un Pd più a sinistra può trasmettere un messaggio più chiaro agli elettori, cosa essenziale per un partito politico”, dice Cottarelli.

L’economista 69enne, riferisce la Dire (www.dire.it), aggiunge: “Ciò detto, mi trovo ora a disagio su diversi temi. Una questione chiave è il ruolo che il “merito” debba avere nella società. Il principio del merito era molto presente nel documento dei valori del Pd del 2008, l’ultimo disponibile quando decisi di candidarmi. Manca invece in quello approvato a gennaio 2023 e nella mozione Schlein per le primarie. A livello più specifico, di recente ci sono stati diversi casi in cui non ho condiviso le posizioni prese dal Pd, per esempio su aspetti del Jobs Act, sull’aumento delle accise sui carburanti, sul freno al Superbonus e sul compenso aggiuntivo per insegnanti che vivono in aree dove il costo della vita è alto, come suggerito da Valditara. Ho posizioni diverse da Elly Schlein anche sui termovalorizzatori, sull’utero in affitto e in parte anche sul nucleare. Qualcuno dice che, date queste differenze, dovrei cambiare gruppo parlamentare. Non sarebbe giusto, anche perché sono stato eletto col proporzionale e quindi senza una scelta diretta sul mio nome da parte degli elettori. Il primo dei non eletti mi sostituirà senza perdite di seggi per il Pd. Mi sembra la scelta più corretta”.

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