Site icon Corriere Nazionale

Glaucoma: un software “sorveglia” il ladro della vista

Non solo colliri, contro il glaucoma ci sono anche laser o chirurgia mininvasiva. L'Associazione Italiana dei Medici Oculisti e Società Italiana Glaucoma a confronto sulle "terapie di mezzo"

Un nuovo device testato all'Università di Pisa promette di abbattere le complicanze chirurgiche negli interventi per il glaucoma

Glaucoma: una nuova tecnologia aiuta il clinico a “sorvegliare” il ladro silenzioso della vista. Il software testato all’Ospedale San Giuseppe di Milano

Un software di ultima generazione è in grado di accorpare e analizzare con grande rapidità le informazioni provenienti dal campo visivo e dall’OCT, i due principali esami che servono per rilevare e monitorare il glaucoma, anche se condotti in strutture diverse, facilitando la diagnosi precoce e fornendo informazioni utili a impostare il trattamento più appropriatoLa patologia, nota come “ladro silenzioso della vista” perché asintomatica nelle sue fasi iniziali, è un danno al nervo ottico irreversibile, causato di solito da un’eccessiva pressione intraoculare. La sua prevalenza è in crescita: si stima che nel 2040 ne soffriranno 120 milioni di persone nel mondo.

“Per diagnosticare il glaucoma e rilevare ogni suo ‘passo avanti’, lo specialista deve saper interpretare una mole complessa di dati, provenienti da esami eterogenei. Oggi ci viene in aiuto un nuovo software che legge in modo sinottico campo visivo e OCT” spiega Matteo Sacchi, specialista di riferimento per il glaucoma presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano – Gruppo MultiMedica, prima struttura in Italia ad avere introdotto e testato il software.

“Campo visivo e OCT (optical coherence tomography) – prosegue Sacchi – sono due esami che forniscono informazioni molto diverse: il primo ci dice come funziona l’occhio, il secondo ci restituisce un’immagine dell’anatomia dell’organo. Leggere simultaneamente i risultati di queste due indagini e saperli tradurre in indicazioni precise sulla progressione del glaucoma, intercettando un eventuale peggioramento e la necessità di reindirizzare la terapia o di optare per l’intervento chirurgico, non è un’operazione intuitiva. Richiede allo specialista molta esperienza e un complesso lavoro di analisi. Nei test che stiamo conducendo il software esegue lo stesso compito in modo affidabile nel giro di pochi istanti. Lo abbiamo già impiegato con successo in oltre 1.000 pazienti”.

Grazie alla possibilità di memorizzare tutti gli esami passati, il programma supporterà medici e pazienti per una gestione ottimale della patologia che, essendo cronica, richiede una sorveglianza attenta e continua negli anni. “Chi soffre di glaucoma deve eseguire l’esame del campo visivo e l’OCT almeno una volta all’anno, per tutta la vita. Può capitare che il paziente alla visita di controllo dimentichi di portare con sé tutti gli esami fatti in precedenza o ne perda qualcuno e per il clinico può risultare difficile ricostruire i ‘pezzi’ mancanti. Grazie a questa nuova piattaforma software, il medico potrà consultare rapidamente lo storico dei due esami, accorpati in un unico referto, conducendo all’occorrenza approfondite elaborazioni statistiche”.

Un’altra importante funzione del software è legata alla sua capacità di mettere in comunicazione centri e specialisti diversi, trasmettendo in tempo reale i referti dei pazienti, facilitando in tal modo eventuali second opinion o i casi di co-gestione fra strutture diverse. A breve partirà uno studio pilota sull’impiego del programma in più centri oftalmologici italiani

Il glaucoma è inizialmente asintomatico perché sottrae campo visivo periferico ma, al centro, la visione resta normale. In Italia sono 500.000 le persone con diagnosi di glaucoma, cui se ne aggiungono altre 500.000 che non sanno di averlo. Ci si accorge del disturbo solo quando il danno diventa importante e, purtroppo, irreversibile: si può tuttavia intervenire con farmaci o chirurgia, per evitare che peggiori. Nella maggioranza dei casi, la diagnosi di glaucoma non è una condanna alla cecità. Colliri, laser e chirurgia consentono di arrestare la patologia e di gestirla al pari di altre cronicità

“La diagnosi precoce è cruciale: dopo i 50 anni, tutti dovrebbero sottoporsi con regolarità a una visita oculistica, soprattutto se in famiglia c’è già qualcuno che ne soffre”, ricorda il dottor Sacchi che invita i cittadini ad aderire agli screening gratuiti offerti all’Ospedale San Giuseppe di Milano così come in molti altri centri in tutt’Italia.

Exit mobile version