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Psichiatra presa a sprangate a Pisa: fermato un 35enne

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Pisa, fermato un 35enne per l’aggressione a sprangate di una psichiatra. La donna è in gravissime condizioni all’ospedale di Cisanello

È stata presa a sprangate da un uomo che la attendeva all’uscita dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. La vittima è Barbara Capovani, una psichiatra responsabile dell’unità funzionale Salute mentale adulti e Spdc del nosocomio. La donna è stata trasportata in gravissime condizioni all’ospedale di Cisanello, dove è ricoverata in prognosi riservata e in gravissime condizioni.

La Polizia di Stato di Pisa, alle ore 4 di questa notte, ha eseguito un fermo disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa, a seguito di serrate indagini condotta dalla Squadra Mobile, nei confronti di un italiano 35 enne, ritenuto il presunto autore del tentato omicidio premeditato della dottoressa Barbara Capovani. Lo fa sapere una nota della Polizia.

ANELLI (FNOMCEO): “ATTO GRAVE CHE CI ADDOLORA NEL PROFONDO”

”La violenza perpetrata a Pisa nei confronti della collega responsabile dell’unità funzionale di Salute Mentale Adulti dell’ospedale Santa Chiara è un atto gravissimo, che ci addolora nel profondo e che ci riporta alla mente il barbaro assassinio della psichiatra Paola Labriola. In queste ora siamo tutti vicini alla collega, perché riesca a farcela, alla sua famiglia, e anche ai sanitari dell’ospedale, all’Ordine dei Medici di Pisa e al suo Presidente, Giuseppe Figlini”. Così il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, raggiunto dalla notizia dell’aggressione, a Pisa, della psichiatra.

Solo nell’ultimo anno in Toscana si sono contate 1258 aggressioni a medici e operatori degli ospedali, di cui 935 verbali e 323 fisiche – sottolinea il Segretario della Fnomceo, Roberto Monaco, che è anche Presidente dell’Ordine dei Medici di Siena – con conseguenti 193 denunce per infortuni. Quasi un episodio di violenza fisica al giorno. Dobbiamo proteggere i nostri operatori, prevenendo la violenza sia direttamente, rendendo sicuri ospedali e ambulatori, sia con un’opera di educazione e informazione ai cittadini”.

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