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Chef Morelli difende Cracco: “La gente non sa mangiare”

giancarlo morelli

Lo chef Giancarlo Morelli interviene su Instagram in difesa di Cracco che ha il ristorante in perdita di 5 milioni: “La gente non ha imparato a mangiare, riempie i fast food e azzanna cartocci di cibo per strada”

La cucina di qualità costa, comprare dal contadino non è come fare la spesa al supermercato, e se i ristoranti stellati sono in perdita è colpa della gente che ancora “non ha imparato a mangiare”. Dovrebbe mangiare “meno ma meglio”, e invece sono tutti in coda nei fast food e nei baracchini per strada, ad “azzannare” cose senza neanche sapere cosa stanno mangiando. A dire la sua sul caso di Carlo Cracco e del suo ristorante di Milano che ha messo insieme cinque milioni di debiti, è il suo collega e amico Giancarlo Morelli. Le parole sono affidate a un post su Instagram, dove lo chef difende Cracco e se la prende appunto con i potenziali clienti, la “gente” appunto, che mantiene abitudini alimentari sbagliate.

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“IL PASSIVO DI CRACCO È QUELLO DI TUTTI I RISTORANTI DI QUALITÀ”

“Il passivo di Cracco – scrive Giancarlo Morelli come riferisce la Dire (www.dire.it) – non è il passivo di Cracco, è il passivo di noi tutti ristoratori che facciamo da sempre una cucina di qualità. A prescindere dal fatto che Carlo è un caro amico e collega, io ritengo che sia uno chef eccellente, un’innovativo, un lungimirante. Il suo passivo è un segnale drammatico della crisi che sta attraversando l’alta ristorazione. Affitti troppo alti, energia alle stelle, personale sempre più difficile da reperire e concorrenza spietata”.

LA GENTE RIEMPIE I FAST FOOD E NON SA NEMMENO COSA MANGIA”

Ed ecco il j’accuse nei confronti delle persone: “Speravo che la gente negli anni avesse imparato a mangiare. Mangiare meno e mangiare meglio, invece sono incredulo di quanta gente ci sia in coda nei fast food, nei ristoranti veloci, nei casottini sorti per strada durante il Covid, dove neanche ti siedi per mangiare. Parliamo di igiene, di pulizia, di attenzione, noi non possiamo neanche usare i mestoli di legno per girare il risotto e più della metà di questi posti non ha neanche il cesso! Azzannano famelici cartocci di cibo e metà di loro non sa neanche cosa stia masticando”.

“NON SIAMO LADRI”

Capisco che i ristoranti come i nostri siamo più cari del cartoccio per strada, ma fare la spesa dal contadino non è uguale a quella dell’ingrosso o del super, un cameriere che ti serve a tavola con professionalità richiede impegno e formazione, un cuoco esperto va premiato per la disponibilità e il sacrificio. Gente non pensate ai debiti di Cracco perché gran parte della ristorazione vive di debiti per sopravvivere perché non siamo né ladri ne impostori. Ma poi saranno pure caxxi suoi o no?!”.

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