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Diabete: metà pazienti in remissione con dieta con pochi carboidrati

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Diabete di tipo 2: metà dei pazienti in remissione con una dieta a basso contenuto di carboidrati secondo uno studio

Nelle persone che vivono con il diabete di tipo 2, una dieta a basso contenuto di carboidrati si è dimostrata efficace nel raggiungere il controllo glicemico e in oltre la metà dei soggetti ha portato alla remissione della malattia, secondo uno studio pubblicato sulla rivista BMJ Nutrition, Prevention & Health.

«Incredibilmente, il 77% di quanti hanno adottato un approccio a basso contenuto di carboidrati nel primo anno di diabete hanno raggiunto la remissione» ha osservato il primo autore dello studio David Unwin, di Norwood Surgery. «Questo rappresenta una finestra di opportunità molto importante da approfondire con ulteriori ricerche».

«Sono risultati molto significativi, considerato che molti diabetici vorrebbero poter smettere di assumere i farmaci» ha commentato Ari Eckman, endocrinologo e direttore medico dei servizi di endocrinologia presso l’Holy Name Medical Center di Teaneck, New Jersey, non coinvolto nello studio. «Questo lavoro fornisce un modello di quanti pazienti hanno avuto successo nel controllare il loro diabete con la sola dieta. Sarà interessante vedere in futuro come questo approccio possa essere integrato nel controllo e nella gestione del diabete dei nostri pazienti».

Importanza della dieta nella gestione della malattia
Circa l’80-90% delle persone con diabete di tipo 2 è in sovrappeso o obesa. Gli studi hanno dimostrato che la perdita di peso raggiunta dalla chirurgia bariatrica o grazie alla restrizione dell’apporto calorico può portare alla remissione della malattia.

Un’eccessiva assunzione calorica porta all’accumulo di grasso intorno al fegato, che è associato a una ridotta sensibilità del fegato al glucosio e, successivamente, a una ridotta secrezione di insulina da parte delle cellule pancreatiche. Gli studi suggeriscono che la riduzione dell’apporto energetico può indurre la remissione del diabete di tipo 2 riducendo i livelli di grasso nel fegato e migliorando la funzione delle cellule insulari.

L’adozione di una dieta sana potrebbe aiutare i pazienti a raggiungere la remissione, ma ci sono evidenze contrastanti sull’efficacia dei vari regimi alimentari. Uno di questi prevede una riduzione dell’assunzione di carboidrati, limitando il consumo di alimenti ad alto contenuto di zuccheri come pane, riso e patate e promuovendo al contempo il consumo di verdure a foglia verde, pesce, carne, noci e frutta.

Oltre a migliorare la funzione delle cellule beta pancreatiche e ridurre l’accumulo di grasso, questo tipo di dieta può anche aiutare a raggiungere una perdita di peso sostenuta, riducendo il senso di fame e aumentando il dispendio energetico. Un risultato importante, dal momento che prevenire il riacquisto del peso perso è una delle maggiori sfide per le persone con diabete di tipo 2.

Tuttavia alcune ricerche suggeriscono che l’assunzione di carboidrati potrebbe non essere un fattore chiave nel controllo della glicemia e vi sono preoccupazioni riguardo alla difficoltà ad aderire a una dieta di questo tipo per lunghi periodi.

Diversi benefici con una dieta a basso contenuto di carboidrati
Nel nuovo studio i ricercatori hanno valutato i dati clinici raccolti nella loro clinica di assistenza primaria nel Regno Unito negli ultimi 8 anni per meglio comprendere la capacità di una dieta a basso contenuto di carboidrati di indurre la remissione nei pazienti con diabete di tipo 2.

Un totale di 186 diabetici ha optato per un approccio a basso contenuto di carboidrati per gestire la malattia per un periodo medio di follow-up di 33 mesi. I medici hanno fornito ai pazienti consigli su come identificare ed evitare i cibi trigger, ovvero alimenti altamente appetibili che favoriscono gli eccessi alimentari. Oltre alle consultazioni individuali, i soggetti potevano partecipare a sessioni di gruppo per acquisire conoscenze pratiche sulla scelta e la preparazione di alimenti a basso contenuto di carboidrati.

Nel complesso i pazienti hanno mostrato un calo medio del peso corporeo di circa 10 Kg e il 97% ha ottenuto un calo significativo dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c) durante il periodo di follow-up.

In aggiunta mostravano anche marcatori di malattie cardiovascolari inferiori alla fine del periodo di follow-up, in particolare una riduzione significativa della pressione sanguigna media, dei livelli di trigliceridi e dei livelli di colesterolo delle lipoproteine a bassa densità (LDL) durante il periodo di follow-up.

Remissione del diabete in più della metà dei pazienti
Il 51% dei pazienti ha mostrato una remissione sostenuta del diabete, raggiungendo livelli di HbA1c al di sotto della soglia di remissione di 48 mmol/mol per più di 3 mesi, con una perdita di peso maggiore rispetto a quanti non hanno raggiunto la remissione.

Anche se i soggetti con livelli più elevati di HbA1c all’inizio della dieta hanno ottenuto le maggiori riduzioni, quelli con livelli più bassi avevano maggiori probabilità di andare in remissione, un fatto probabilmente legato a una diagnosi più recente di questi pazienti. Coerentemente con questa ipotesi, ulteriori analisi hanno rivelato che il 77% dei partecipanti che hanno adottato una dieta a basso contenuto di carboidrati entro il primo anno dalla diagnosi di diabete di tipo 2 ha raggiunto la remissione.

Al contrario, sono andati in remissione il 35% e il 20% di quanti hanno adottato questo approccio nutrizionale rispettivamente tra 1-5 anni e più di 15 anni dopo la diagnosi di diabete.

Anche se è andata in remissione una percentuale inferiore di pazienti con una durata più lunga della malattia, questi risultati suggeriscono che una dieta a basso contenuto di carboidrati potrebbe aiutare a ottenere miglioramenti clinicamente significativi nel controllo glicemico in questi soggetti, e che per la gestione del diabete di tipo 2 di lunga durata i farmaci potrebbero anche essere necessari.

Infine lo studio ha rilevato che la clinica ha speso la metà in farmaci per il diabete per paziente rispetto ad altre strutture locali.

Alcune limitazioni dello studio
Gli autori hanno rilevato un rischio di parzialità legato al fatto che i pazienti che erano motivati a migliorare la propria salute potevano aver optato per la dieta a basso contenuto di carboidrati. Inoltre l’hanno scelta soltanto 186 dei 473 diabetici, a indicare una riluttanza a seguire questo regime alimentare.

«Lo studio era di natura osservazionale e mancava di un gruppo di controllo, precludendo qualsiasi conclusione sulla superiorità della dieta a basso contenuto di carboidrati rispetto ad altre diete ha commentato Srujana Yada, un’endocrinologa certificata dal Texas Diabetes and Endocrinology ad Austin, Texas «La HbA1c è migliorata significativamente indipendentemente dalla remissione, deponendo a favore di questo approccio nutrizionale, ma lo studio non consente di stabilire che la dieta a basso contenuto di carboidrati sia superiore».

«Anche i farmaci e la chirurgia sono altre opzioni vitali per ottenere la remissione. Dobbiamo considerare questo approccio dietetico come un passo nella giusta direzione, ma non la soluzione definitiva. La dieta è uno strumento nella nostra cassetta degli attrezzi per curare il diabete, ma non è l’unico. In questo momento stiamo assistendo a incredibili progressi nel trattamento farmacologico dell’obesità cronica» ha dichiarato Christopher DuCoin, direttore delle malattie digestive al Tampa General Hospital, in Florida. «Gli studi hanno dimostrato che farmaci come gli agonisti del recettore del GLP-1 possono facilitare la perdita di peso e 6-8 mesi di trattamento possono portare alla normalizzazione dei livelli di HbA1C nella maggior parte delle persone con diabete di tipo 2».

Referenze

Unwin D et al. What predicts drug-free type 2 diabetes remission? Insights from an 8-year general practice service evaluation of a lower carbohydrate diet with weight lossBMJ Nutrition, Prevention & Health 2023;e000544.

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