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Migranti: recuperato il corpo di un’altra vittima del naufragio di Cutro

migranti crotone

Recuperata un’altra vittima del naufragio di Cutro, le opposizioni chiedono accesso agli atti. Meloni: “Non esistono prove che lo Stato italiano potesse fare di più”

È stato recuperato oggi, in mare, in località Steccato di Cutro (Crotone), il corpo di un uomo, vittima del naufragio di migranti del 26 febbraio scorso. Ad individuarlo è stata una squadra di terra dei Vigili del fuoco, che stava pattugliando la spiaggia. Il recupero è stato fatto, successivamente, a pochi metri dalla riva. Secondo le prime analisi si tratta di un uomo dell’età di circa 30 anni. Salgono così a 88 le vittime accertate, mentre proseguono le operazioni di ricerca degli altri dispersi.

LE OPPOSIZIONI CHIEDONO ACCESSO ATTI

E sempre di oggi è la notizia che alla presidente del consiglio Giorgia Meloni, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai Prefetti Valerio Valenti e Claudio Galzerano e al Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso in Mare è giunta una richiesta di accesso civico alle informazioni e ai documenti amministrativi relativi al naufragio del 26 febbraio di Cutro. Il documento è firmato dai capigruppo del Pd Debora Serracchiani, del M5S Francesco Silvestri, di Azione Italiaviva Matteo Richetti, dai deputati Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e Riccardo Magi segretario di +Europa.

MELONI: “STIAMO ASSISTENDO A UNA PRESSIONE MIGRATORIA SENZA PRECEDENTI”

“Non esistono prove che lo Stato italiano potesse fare di più nella tragedia di Cutro”, ha dichiarato in Aula al Senato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in replica dopo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 marzo. “Stiamo assistendo a una pressione migratoria senza precedenti, come dimostra la tragedia di Cutro”, ha aggiunto.

Sull’immigrazione “siamo di fronte a una emergenza che sta diventando strutturale”, ha spiegato la Premier. Meloni poi rivolgendosi alle opposizioni ha aggiunto:  “Criticate ferocemente il governo e le scelte che facciamo ma vi prego, fermatevi un secondo prima di danneggiare l’Italia perché questo fa la differenza“.

“Fermare le partenze, collaborare con i Paesi di transito e partenza, velocizzare i rimpatri, dedicare risorse finanziarie adeguate a questi obiettivi. Sono queste le priorità che ci siamo dati e che abbiamo portato al tavolo europeo”, ha proseguito la premier. “L’Ue sancisce il principio del coinvolgimento degli Stati di bandiera delle navi Ong nelle operazioni Sar, che non devono più gravare solo sugli stati di approdo. Gli Stati di bandiera che finanziano le Ong devono assumersi le responsabilità che il diritto del mare assegna loro”, ha puntualizzato Meloni come riferisce la Dire (www.dire.it).

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