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Artrite psoriasica e spondiloartriti: nuove conferme per bimekizumab

Artrite psoriasica: studio italiano su secukinumab

Arrivano nuove conferme di efficacia e sicurezza ad un anno per bimekizumab sia nell’artrite psoriasica che nelle spondiloartriti assiali

Nuovi dati provenienti dai trial clinici BE OPTIMAL (1) nell’artrite psoriasica (PsA) e BE MOBILE 1 e BE MOBILE 2 (rispettivamente nella axSpA non radiografica e radiografica) (2), presentati nel corso del Congresso annuale dell’American College of Rheumatology (ACR), hanno documentato la capacità di bimekizumab di conseguire miglioramenti consistenti dei segni e dei sintomi di malattia fino ad un anno rispetto al placebo..

Informazioni su bimekizumab
Bimekizumab è un inibitore sperimentale di IL-17A e IL-17F, attualmente oggetto di studi clinici nella spondiloartrite assiale (axSpA) e nell’artrite psoriasica (PsA), e che ha già ottenuto l’approvazione di EMA per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave.

Il pathway biochimico che vede coinvolta IL -17 rappresenta un bersaglio terapeutico ormai riconosciuto nella spondilite anchilosante (SA), grazie agli studi di efficacia effettuati con due antagonisti di IL-17 A (ixekizumab e secukinumab).

Studi in vitro, però, hanno anche suggerito che l’inibizione di IL-17A e di IL-17F, due citochine in grado entrambe di aumentare i processi infiammatori e presenti a livelli elevati nei pazienti con SA, potrebbe dar luogo a benefici anti-infiammatori più spiccati rispetto alla sola inibizione di IL-17A.

Queste considerazioni hanno portato a considerare anche la possibilità d’impiego di bimekizumab anche nella nr-axSpA. Di qui la messa a punto di un trial di fase 3 specificatamente condotto in questa popolazione di pazienti con axSpA.

Ecco, di seguito, una breve disamina degli studi presentati al Congresso.

Artrite psoriasica: studio BE OPTIMAL
Popolazione reclutata e disegno dello studio
BE OPTIMAL è uno studio di Fase 3, randomizzato, multicentrico, in doppio cieco, controllato con placebo, con un braccio di riferimento attivo (adalimumab), a gruppi paralleli, progettato per valutare l’efficacia e la sicurezza di bimekizumab nel trattamento di pazienti adulti affetti da artrite psoriasica attiva, che sono naïve ai biologici.  Lo studio è in corso e l’analisi intermedia presentata in precedenza si riferisce ai risultati ottenuti fino a 24 settimane di trattamento.

In questo studio, condotto in pazienti naive ai farmaci biologici, i pazienti con PsA erano stati randomizzati, secondo uno schema 2:3:1, a trattamento per 16 settimane con placebo, oppure con bimekizuman 160 mg ogni 4 settimane o con adalimumab 40 mg ogni 2 settimane (trattamento di riferimento).

Risultati principali di efficacia e di safety ad un anno
L’89,3% dei pazienti randomizzati ha portato a termine il trattamento assegnato dalla randomizzazione ad un anno.

I risultati principali di efficacia sono stati i seguenti:
– ACR50: ad un anno, il 54,5% dei pazienti sottoposti a trattamento ininterrotto con bimekizunab, il 53 % dei pazienti passati per switch terapeutico da placebo a bimekizumab a 16 settimane e il 50% dei pazienti sottoposti a trattamento di riferimento con adalimumab, ha raggiunto la risposta ACR50

– Risposta PASI100: ad un anno, nei pazienti con psoriasi al basale avente un interessamento pari o superiore al 3% dell’area della superficie corporea, il 60,8% dei pazienti sottoposti a trattamento ininterrotto con bimekizumab, il 65% di quelli passati per switch da placebo a bimekizumab a 16 settimane e il 48,5% dei pazienti trattati con adalimumab (farmaco di confronto attivo) ha raggiunto la risposta PASI100.

– Minima attività di malattia: a 52 settimane, il 55% dei pazienti sottoposti a trattamento ininterrotto con bimekizumab, il 53,7% di quelli passati per swithch da placebo a bimekizumab a 16 settimane e il 52,9% dei pazienti trattati con adalimumab ha raggiunto lo stato di minima attività di malattia (MDA)

Per quanto riguarda i dati di safety ad un anno, il 79,1% dei pazienti trattati con bimekizumab ha sperimentato almeno un evento avverso emergente a seguito del trattamento (TEAE), a fronte di un 80,7% dei pazienti trattati con adalimumab.

I tre TEAE più frequenti documentati nei pazienti trattati con bimekizumab sono stati la nasofaringite (12%), le infezioni a carico del tratto respiratorio superiore (7,1%) e le infezioni a carico del tratto urinario (6,1%).

Spondiloartrite assiale: Studi BE MOBILE 1 e 2
Popolazione reclutata e disegno dei due studi
Lo studio BE MOBILE 1 è un trial clinico multicentrico di fase 3, randomizzato e controllato in doppio cieco vs. placebo, avente lo scopo di valutare l’efficacia e la sicurezza di bimekizumab vs. placebo nel trattamento di pazienti adulti con nr-axSpA attiva.

I pazienti inclusi nello studio avevano un’età pari o superiore a 18 anni, un punteggio BASDAI e un punteggio relativo al dolore spinale pari o superiore a 4 in ambo i casi, presenza di sacroileite all’imaging a risonanza magnetica e/o livelli elevati di CRP allo screening.

Il trial era costituito da una fase in doppio cieco, controllata vs. placebo, della durata pari a 16 settimane e di una fase di mantenimento della durata pari a 36 settimane. Al basale, i pazienti sono stati randomizzati secondo uno schema 1:1 a trattamento con bimekizumab 160 mg sottocute o a placebo ogni 4 settimane (Q4W); a partire dalla 16esima settimana, invece, tutti i pazienti sono stati trattati con bimekizumab 160 mg ogni 4 settimane.

Il trial ha valutato a 16 settimane gli endpoint primari e secondari di efficacia. Nell’analisi presentata al Congresso sono stati mostrati i risultati relativi ad alcuni endpoint selezionati a 24 settimane.

Lo studio BE MOBILE 2, invece, è un trial clinico multicentrico di fase 3, randomizzato e controllato in doppio cieco vs. placebo, disegnato per gruppi paralleli, che si è proposto di valutare l’efficacia e la sicurezza del farmaco nel trattamento dei pazienti adulti con SA attiva.

I pazienti inclusi nello studio avevano un’età pari o superiore a 18 anni, soddisfacevano i criteri di New York ed erano affetti da SA attiva  (BASDAI ≥4, dolore spinale  ≥4) al basale.

Anche in questo caso il trial era costituito da una fase in doppio cieco, controllata vs. placebo, della durata pari a 16 settimane e di una fase di mantenimento della durata pari a 36 settimane.

Al basale, i pazienti sono stati randomizzati secondo uno schema 2:1 a trattamento con bimekizumab 160 mg sottocute o a placebo ogni 4 settimane (Q4W); a partire dalla 16eisma settimana, invece, tutti i pazienti sono stati trattati con bimekizumab 160 mg ogni 4 settimane.

Il trial ha valutato, come nello studio BE MOBILE 1, gli endpoint primari e secondari di efficacia a 16 settimane e, nell’analisi ad interim presentata al Congresso, alcuni endpoint secondari selezionati a 24 settimane.

Risultati principali di efficacia e safety ad un anno
L’86,6% dei pazienti con nr-axSpA e l’89,8% di quelli affetti da SA ha portato a termine i trattamenti assegnati dalla randomizzazione ad un anno.

I risultati principali di efficacia sono stati i seguenti:
– ASAS40: ad un anno, il 60,9% dei pazienti con nr-axSpA e il 58,4% dei quelli con SA, sottoposti a trattamento ininterrotto con bimekizumab, ha raggiunto la risposta ASAS40, indipendentemente dal trattamento pregresso (o meno) con farmaci anti-TNF (responder non soddisfacenti o naive al trattamento con farmaci anti-TNF)

– Ridotta attività di malattia e remissione: ad un anno, il 61,6% dei pazienti con nr-axSpA e il 57,1% di quelli con SA, sottoposti a trattamento ininterrotto con bimekizumab ha raggiunto lo stato di ridotta attività di malattia (ASDAS<2.1); lo stato di malattia inattiva o di remissione clinica a 52 settimane, invece,  è stato raggiunto dal 25,2% dei pazienti con nr-axSpA e dal 23,4% di quelli con SA sottoposti a trattamento ininterrotto con bimekizumab

– Infiammazione: sono state documentate riduzioni sostenute fino ad un anno dei segni obiettivi di infiammazione (imaging a risonanza magnetica, livelli di proteina C reattiva), sia nei pazienti con nr-axSpA che in quelli con SA.
A ciò si aggiungono miglioramenti sostenuti della funzione (indice BASFI) e della qualità della vita (ASQoL) fino a 52 settimane.

Passando alla safety, i dati ad un anno hanno mostrato che il 75% dei pazienti con nr-axSpA trattati con bimekizumab e il 75,5% di quelli con SA presentavano uno o più eventi avversi emersi a seguito del trattamento (TEAE).
Nello specifico, i TEAE più frequenti sono stati la nasofaringite (nr-axSpA: 12,3%; SA: 9,1%), le infezioni a carico del tratto respiratorio superiore (nr-axSpA: 9,4%; SA: 6,4%) e la candidosi orale (nr-axSpA: 7,4%; SA: 2,1%).
L’incidenza di TEAE gravi è risultata molto bassa (nr-axSpA; 4,4%; SA: 7,1%).

Riassumendo
In conclusione, i risultati ad un anno degli studi BE OPTIMAL e BE MOBILE 1 e 2 hanno confermato i benefici di efficacia e sicurezza del trattamento con bimekizumab osservati a 16 settimane, resi noti al Congresso EULAR di quest’anno,  sia nella PsA che lungo tutto lo spettro della axSpA.

Nello studio BE OPTIMAL, I risultati ad un anno hanno mostrato che 6 pazienti su 10 trattati con bimekizumab hanno raggiunto la clearance completa dell’area interessata da psoriasi, mentre un paziente su due ha raggiunto lo stato di minima attività di malattia.

Dai dati degli studi BE MOBILE ad un anno, inoltre, è emerso come il trattamento con questo farmaco sia risultato associato alla soppressione dell’infiammazione e al miglioramento della funzione e della qualità della vita, in assenza di nuovi segnali di safety.

Bibliografia

1) Ritchlin C et al. Bimekizumab treatment in biologic DMARD-naïve patients with active psoriatic arthritis: 52-week efficacy and safety results from a Phase 3, randomized, placebo-controlled, active reference study. #L02 Presented at ACR Convergence 2022.
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2) Baraliakos X et al. Bimekizumab maintains improvements in efficacy endpoints and has a consistent safety profile through 52 weeks in patients with non-radiographic axial spondyloarthritis and ankylosing spondylitis: results from two parallel Phase 3 studies. #L14 Presented at ACR Convergence 2022
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