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Fridays For Future: migliaia di giovani nelle piazze contro la crisi climatica

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Fridays For Future: da Roma a Napoli è sciopero globale contro la crisi climatica. Cortei e manifestazioni in più di 50 città italiane

Fridays for future: i cambiamenti del clima, con gli eventi estremi triplicati, hanno provocato oltre 14 miliardi di euro nell’ultimo decennio al comparto agricolo

Manifestazioni e cortei in tutto il mondo contro la crisi climatica. Si torna in piazza per l’ambiente con lo sciopero indetto per oggi da Fridays for Future, il movimento globale per la tutela del pianeta. Anche l’Italia partecipa alla protesta, per richiamare l’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza su un tema che diviene di anno in anno più urgente e dagli effetti evidenti. Da Roma a Napoli, da Milano a Sassari, sono oltre 50 le città coinvolte nelle manifestazioni.

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A ROMA TUTTI IN PIAZZA PER L’AMBIENTE
di Chiara Adinolfi

È partito lo sciopero globale per il clima, con migliaia di giovani in più di 50 piazze italiane che chiedono giustizia climatica, stop al ‘greenwashing’ ma soprattutto un futuro per tutti. A Roma, in piazza della Repubblica, diverse centinaia di ragazzi e ragazze, attivisti e semplici cittadini si sono riuniti per alzare la voce sul dramma del cambiamento climatico. “La nostra rabbia è energia rinnovabile”, si legge sullo striscione che apre il corteo.

“Al governo chiediamo misure radicali per finanziare le fonti energetiche rinnovabili. Che siano tassati gli extra profitti delle aziende energetiche che stanno guadagnando con la crisi della guerra in Ucraina. E poi investire nelle città, che oggi sono invivibili. E nel trasporto pubblico e privato- dice all’agenzia Dire Alessandro Marconi, tra i portavoce di Fridays For Future, il movimento ambientalista promotore degli scioperi- per ora da tutti i partiti non abbiamo visto seri segnali. Ci aspettiamo da tutti i partiti, soprattutto da quelli che si dicono di sinistra, un cambio radicale“.

Ad aprire il corteo, il cartonato di un cane a sei zampe, simbolo di Eni, che sovrasta una montagna di banconote. E un pallone azzurro a forma di pianeta Terra. “Vogliamo smascherare le politiche di greenwashing che vediamo nelle aziende capitalistiche, che di riempiono la bocca di un’ecosostenibilità dedita al profitto”, dice alla Dire Lorenzo, 16 anni, studente del liceo Gullace.

Tanti i giovani e giovanissimi con cartelli colorati e volti dipinti di verde e del simbolo della pace. Dal megafono urlano “Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città“. Sofia e Gloria hanno 14 anni e si dicono “molto preoccupate perché stanno distruggendo il nostro futuro. La politica non si occupa di noi.
Per questo è importante scendere in piazza e tenere alta l’attenzione su queste tematiche“.

“NO PASSANTE E NO RIGASSIFICATORI”, IN MIGLIAIA GRIDANO A BOLOGNA
di Luca Donigaglia

“La giustizia climatica non è compatibile con le grandi opere, con l’allargamento del Passante di mezzo o i rigassificatori. Questo è il messaggio che lanciamo a chi siede nelle istituzioni”. Perché “non c’è più tempo di aspettare e di tenere i piedi in due staffe”. Oppure, “voi ci bloccate il futuro, noi vi blocchiamo la città”. Sono i ritornelli che animano oggi il corteo a Bologna dello “Sciopero globale per il clima”, con migliaia di persone, partito poco prima delle 10 da piazza San Francesco, dove i giovani si sono radunati, per proseguire poi in direzione piazza Malpighi, via del Fossato, via Saragozza, piazza San Domenico e piazza Cavour, con il gran finale fissato prima di pranzo in piazza Maggiore.

Già da poco dopo le 9 i ragazzi, delle scuole superiori, universitari ma anche più giovani, si ritrovano in San Francesco, dove vengono esposti subito, quasi fosse una gara, cartelli colorati contro il cambiamento climatico e, appunto, contro le opere-simbolo di quella che viene considerata la mancata transizione in Emilia-Romagna: Passante e rigassificatori, su cui invece Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna continuano a puntare molto. Ma, tra fumogeni, musica a tutto volume e tanto colore, sui volti di ragazzi e ragazze così come sulle bandiere, si lanciano ripetuti slogan contro la guerra, contro l’invio di armi in Ucraina, contro le autostrade, a favore dei diritti e della legalizzazione della cannabis in particolare.

FRIDAYS FOR FUTURE, LE CITTÀ CHE PARTECIPANO ALLO SCIOPERO

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