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Il bonus per il matrimonio in chiesa scatena polemiche

matrimonio in chiesa

Bonus per il matrimonio in chiesa nell’occhio del ciclone: la proposta di legge dei deputati della Lega ha scatenato non poche polemiche

Un bonus fino a 20mila euro, ma solo per le coppie italiane che intendono celebrare il loro matrimonio in chiesa. È questa la proposta di legge presentata dalla Lega, a firma dei deputati Domenico Furgiuele, Simone Billi, Ingrid Bisa ed Erik Umberto Pretto, che in questi giorni ha scatenato non poche polemiche.

CHI HA DIRITTO AL BONUS

Ad una prima lettura molti sono i paletti per poter accedere al bonus: le coppie dovranno essere “giovani under 35 anni“, con “un indicatore Isee riferito al reddito dichiarato al 31 dicembre 2022 non superiore a 23.000 euro e non superiore a 11.500 euro a persona”. E poi: “Le spese devono state essere sostenute nel territorio dello Stato italiano” e i beneficiari del bonus “devono essere in possesso della cittadinanza italiana da almeno dieci anni“.

DAI FIORI AL COIFFEUR: ECCO COSA POTRA’ ESSERE RIMBORSATO

In pratica, cosa si potrà fare con il bonus? Le giovani coppie potranno “usufruire della detrazione del 20% delle spese connesse alla celebrazione del matrimonio religioso quali: ornamenti in Chiesa, tra cui i fiori decorativi, la passatoia e i libretti, gli abiti per gli sposi, il servizio di ristorazione, le bomboniere, il servizio di coiffeur e di make-up e, in fine, il servizio del wedding reporter“. Le spese dovranno essere sostenute “con bonifico o con carta di debito o di credito“. Le spese detraibili connesse alla celebrazione del matrimonio religioso “sono stabilite nella cifra massima di 20.000 euro e sono ripartite tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo”, si legge nella proposta.

E CHI SI SPOSA IN COMUNE?

Molti hanno giudicato questa proposta incostituzionale (l’Italia è uno stato laico, ndr) e ingiusta per tutte le giovani coppie che sceglieranno il rito civile per il loro giorno più bello. Dopo la pioggia di critiche il primo firmatario della proposta di legge, il deputato della Lega Domenico Furgiuele, ha quindi, aggiustato il tiro e ha detto: “La proposta di legge a mia prima firma, volta a incentivare il settore del wedding, che per questioni di oneri prevedeva un bonus destinato ai soli matrimoni religiosi, durante il dibattito parlamentare sarà naturalmente allargata a tutti i matrimoni, indipendentemente che vengano celebrati in chiesa oppure no“.

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