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Gli italiani e il sesso: parla l’esperta Erika Desambrois

rapporto sesso a tre

Dalla masturbazione ai rapporti a 3: la dottoressa Erika Desambrois, psicologa, sessuologa clinica e fondatrice del progetto SEXED spiega che rapporto hanno gli italiani con il sesso

Qual è il rapporto che gli italiani hanno con il sesso? Come è possibile mantenere alto il desiderio sessuale anche nelle coppie di lungo corso? Perché molte persone hanno difficoltà a masturbarsi o non lo hanno mai fatto? Per rispondere a tutti questi quesiti, l’agenzia di stampa Dire (www.dire.it) ha raggiunto la dottoressa Erika Desambrois, psicologa, sessuologa clinica e fondatrice del progetto SEXED nato su Instagram.

RAGGIUNGERE IL PIACERE SESSUALE SI PUO’ ACCENDENDO L’IMMAGINAZIONE

“Il tema del piacere sessuale- dichiara l’esperta- è un tema su cui in realtà c’è poca consapevolezza e conoscenza. Esistono ancora troppi falsi miti legati al piacere e si collega questo concetto piuttosto all’idea trasmessa soprattutto dalla pornografia standard. Niente di più fuorviante. Questo porta ad adottare delle pratiche ‘sbagliate’ e non centrate sui bisogni della coppia o del singolo individuo. Come invertire la rotta? Bisogna, essere aperti e pronti a sperimentare. Allo stesso modo comunicare apertamente le proprie necessità è importante. Immaginiamo che uno dei partner voglia sperimentare un rapporto a tre. Questo non significa che il nostro lui o lei non ci piaccia o sia poco attraente. Si potrebbe trattare solo di una fantasia e non c’è nulla di male o di sbagliato nella condivisione. Certo, se il nostro desiderio è sperimentare, è bene spiegare al partner che se se la sente ‘si può fare’ ma non si deve sentire obbligato. Comunicare quello che ci piace o le nostre fantasie– aggiunge Desambrois- è fondamentale nelle coppie, soprattutto quelle che sono insieme da molti anni, ma non solo”.

GLI ITALIANI CHE RAPPORTO HANNO CON LA SESSUALITA’ E IL SESSO?

“Posso dire, anche in base alla mia esperienza, che gli italiani stanno diventando più attenti alle loro necessità e al loro benessere sessuale. Poi dipende molto anche dagli aspetti della sessualità che tiriamo in campo. Se prendiamo ad esempio il caso dell’identità di genere e al tema del consenso, allora i giovani – penso in particolare alla generazione z e a quella dei millennial – sono più consapevoli e informati perché accedono maggiormente al mondo del web e dei social. Di pari passo- continua Desambrois- le altre generazioni ne sanno molto di meno su questi temi e sono ‘più forti’ in altri campi”.

LE COPPIE IN DIFFICOLTA’ POSSONO CONTARE SULL’AIUTO DI UN PROFESSIONISTA

“Se si palesano delle difficoltà sessuali è bene affidarsi a un professionista. Su questo fronte esiste ancora lo stigma, ma è solo condividendo i problemi che è possibile risolverli vivendo al massimo la sessualità. Questo vale anche se una donna o un uomo vogliono amplificare il loro piacere sessuale. Per andare da un terapeuta sessuale non ci deve essere necessariamente un problema in senso stretto”.

LE DOMANDE E I PROBLEMI PIU’ RICORRENTI CHE LE COPPIE CONDIVIDONO ALL’INTERNO DI UNA SEDUTA TERAPEUTICA

“Come raggiungere l’orgasmo, il piacere o capire quando lo si raggiunge è la richiesta che i miei pazienti mi rivolgono più spesso durante una seduta terapeutica. L’altra grande tematica al centro dell’attenzione è il desiderio sessuale che può oscillare nelle coppie. A volte capita di confrontarsi con delle situazioni tipo: uno dei due partner vuole avere rapporti sessuali tutti i giorni mentre all’altro non va. In questi casi- suggerisce la psicologa- è bene comprendere che i bisogni possono essere diversi. Lo scopo della terapia allora può essere trovare un punto di accordo nella coppia”.

L’IMPORTANZA DELLA MASTURBAZIONE: MA ANCORA TANTA VERGOGNA

“Un altro grande tema è la masturbazione. Ancora oggi in Italia c’è un vero e proprio tabù sul quale vale la pena lavorare. Molte persone, in particolare donne secondo la mia esperienza clinica, confessano di non essersi mai masturbate e perciò non hanno consapevolezza fino in fondo di quali sono le ‘mosse giuste da compiere’ per accendere il piacere. Questo può essere spiegato con il divieto che spesso i genitori impartiscono ai bambini di non toccarsi, una pulsione innata e propedeutica a scoprire il proprio corpo. Questo fa scaturire nel bambino un senso di vergogna e di colpa che lo accompagna anche nell’età adulta”, aggiunge Desambrois.

LA VISIONE DELL’UOMO VIRILE A TUTTI I COSTI E’ SUPERATA

“In Italia- prosegue la sessuologa- resiste ancor il concetto che l’uomo deve essere virile a tutti i costi. Per questo andare da uno specialista per molti potrebbe significare mancare di virilità. E’ bene invece provare, darsi una possibilità di fare una seduta. E’ importante ed è come andare da qualsiasi altro professionista sanitario. L’appello potrebbe essere quello di abbandonare questa visione virile che appartiene ad una età storica che abbiamo superato. Concedetevi questa possibilità, anche solo per vivere meglio la sessualità e sperimentare qualcosa di nuovo”.

METTERE L’EDUCAZIONE SESSUALE NELLE SCUOLE AL CENTRO DELL’AGENDA POLITICA

“L’educazione sessuale dovrebbe essere messa al centro dell’agenda politica ed entrare a pieno titolo nelle scuole. Non a caso la giornata mondiale del benessere sessuale è stata voluta dall’Oms anche per sancire il diritto ad essere educati e informati sul tema. Questo non implica solo capire come fare sesso ma come sentirsi appagati e in confidenza con la propria sessualità. Inoltre affrontare in età scolare tematiche come: l’identità di genere, la gestione delle emozioni e degli affetti vuol dire formare ragazzi consapevoli e più rispettosi delle proprie e altrui necessità. I ragazzi chiedono di poter parlare di sesso, vorrebbero documentarsi, ma gli insegnanti non hanno il tempo e la formazione adeguata per fornire delle risposte esaustive”, conclude Desambrois.

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