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Pubertà indotta: nuove strategie terapeutiche a disposizione

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La rivista internazionale Endocrine Reviews pubblica un’importante review della letteratura rispetto alle strategie per indurre la pubertà

Il Prof. Marco Bonomi, responsabile del Centro per i disordini della riproduzione e dello sviluppo puberale, appartenente alla UO diretta dal Prof. Luca Persani, ha recentemente pubblicato, con i suoi collaboratori, un’importante revisione della letteratura in materia di strategie terapeutiche per l’induzione di pubertà.

La review, che vede come primi co-autori la Dott.ssa Silvia Federici e il Dott. Giovanni Goggi, è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale Endocrine Reviews, e si basa sui dati disponibili ad oggi nella letteratura internazionale cui anche il Centro del Prof. M. Bonomi ha dato diversi contributi.

Nell’articolo viene fornita una revisione approfondita e aggiornata della letteratura sulle opzioni terapeutiche per indurre la pubertà nei maschi e nelle femmine, concentrandosi in particolare sui recenti avanzamenti terapeutici che comprendono meglio l’eterogeneità di questa popolazione e sottolineando le differenze chiave nei tempi e negli obiettivi terapeutici. Gli autori evidenziano anche le carenze ancora oggi presenti nella comune pratica clinica, in cui le strategie dirette al bambino con pubertà ritardata di eziologia incerta rischiano di essere applicate in modo errato agli adolescenti più grandi che potrebbero avere un ipogonadismo permanente.

I PUNTI CHIAVE RELATIVI ALLA TERAPIA DEL RITARDO PUBERALE MESSI IN EVIDENZA DALLO STUDIO

  1. L’età ottimale per l’inizio del trattamento in pazienti con ipogonadismo non è stata ancora universamente stabilita, ma viene raccomandato l’inizio del trattamento dopo la diagnosi di ritardo puberale rispettando il più possibili i tempi fisiologici dello sviluppo puberale;
  2. l’approccio terapeutico deve essere il più possibile personalizzato in base alla storia clinica del paziente e ai suoi bisogni;
  3. il trattamento deve essere finalizzato non solo alla maturazione dei genitali e allo sviluppo dei caratteri sessuali secondari (sviluppo mammario, crescita pilifera corporea, etc..) ma deve anche promuovere lo sviluppo psicosessuale del paziente;
  4. la terapia più consolidata nell’induzione puberale del maschio è da sempre rappresentata da iniezioni intramuscolari di preparati a base di testosterone; tuttavia, la revisione mette in luce alcuni possibili approcci alternativi emersi negli ultimi anni con l’uso di formulazioni differenti a base di testosterone, tra cui quelle in gel che non richiedono iniezioni ma solo applicazioni cutanee;
  5. gli autori riportano inoltre che l’induzione della pubertà nel maschio può essere alternativamente condotta con l’uso di gonadotropine (analoghi degli ormoni ipofisari LH e FSH): tale approccio, di cui il Centro diretto dal Prof. M. Bonomi ha un’ampia e favorevole esperienza, rappresenta una valida alternativa terapeutica con il vantaggio di ottenere gli stessi risultati, in termini di androgenizzazione, della terapia con testosterone, ma di favorire anche, quando possibile, la crescita del volume testicolare e indurre la spermatogenesi;
  6. la terapia induttiva nelle femmine di basa invece sull’uso consolidato e combinato di estradiolo (che promuove la femminilizzazione) e di progesterone (che contrasta la crescita endometriale indotta dagli estrogeni); anche in questo caso gli autori riportano le più recenti acquisizioni in questo ambito riguardo, ad esempio, l’uso di preparati di estradiolo transdermico e di progesterone micronizzato che rappresentano le formulazioni più fisiologiche per questo specifico ambito terapeutico.
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