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Lo ius scholae è alla Camera: il centrodestra è infuriato

ius scholae

Cittadinanza italiana per chi ha frequentato 5 anni di scuola in Italia: il testo sullo ius scholae è arrivato alla Camera ma il centrodestra alza le barricate

Il testo dello ius scholae per la riforma della legge sulla cittadinanza è stato chiuso nella serata di ieri in Commissioni Affari Costituzionali e ora è pronto ad andare in aula alla Camera per essere discusso. Ma l’approdo del testo, salutato dal Pd e sinistra con ripetuti “finalmente” e l’esortazione ad approvarlo, fa infuriare la Lega, che parla di “forzatura” e insorge. “Incredibile, vergognoso e irrispettoso per gli italiani. In un momento di crisi drammatica come questo, la sinistra mette in difficoltà maggioranza e governo insistendo su cittadinanza agli immigrati e cannabis anzichè occuparsi di lavoro, tasse e stipendi”. Come spiega la Dire (www.dire.it) lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, sull’arrivo in aula alla Camera del ddl sullo ius scholae e sulla cannabis, altro progetto di legge contestato dalla destra.

In una nota, la Lega afferma: “Nelle ore in cui la Lega lavora per blindare l’equo compenso in Commissione Giustizia al Senato, da Pd e 5Stelle arriva una forzatura su cittadinanza facile e cannabis alla Camera”. Per la Lega, “la sinistra che insiste su temi divisivi e che nulla c’entrano con le emergenze degli italiani si rende responsabile di un gravissimo attacco alla maggioranza e quindi al governo. Nel tardo pomeriggio di oggi, il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari ha convocato una riunione urgente dei deputati. Parteciperà anche il segretario Matteo Salvini”.

MELONI: “TOGLIERE DAL CALENDARIO IUS SCHOLAE E CANNABIS”

“Fratelli d’Italia ha chiesto di cancellare dal calendario dei lavori della Camera la discussione delle proposte di legge sulla cittadinanza facile agli immigrati e sulla liberalizzazione della droga. Due provvedimenti ideologici e fuori dal mondo, portati avanti da una sinistra Pd-Cinquestelle ormai lontana anni luce dal mondo reale e dai problemi concreti dei cittadini. La volontà della maggioranza Draghi di impegnare il Parlamento su questi temi è un’offesa agli italiani alle prese con una crisi economica senza precedenti, alle imprese in ginocchio e alle famiglie strette nella morsa del caro vita”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

ECCO COSA PREVEDE LO IUS SCHOLAE

Il minore straniero nato o arrivato in Italia entro il dodicesimo anno di età potrà chiedere di diventare cittadino italiano dopo cinque anni di frequenza di uno o più cicli scolastici, presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione scolastica. Ma se il percorso di studi coincide con le elementari sarà necessario anche superarlo con esito positivo, cioè essere promossi. E’ questa una delle principali novità introdotte

In sede di discussione finale sono state decise le ultime modifiche: è stato previsto che a fare richiesta per il minore possa essere anche solo uno dei genitori e non entrambi, come prevedeva il testo iniziale. E’ stato tolto anche il criterio della permanenza ininterrotta del minore sul territorio italiano mentre resta il requisito della residenza legale dei genitori in Italia. Inoltre, nel caso dei percorsi professionali, saranno richiesti alcuni requisiti essenziali perché questi possano essere considerati idonei alla richiesta di cittadinanza.

Per la richiesta servirà una dichiarazione di volontà espressa da un genitore legalmente residente in Italia o da chi esercita la responsabilità genitoriale, all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore. Entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, l’interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza. “Lo ius scholae è una risposta pragmatica e semplice a una richiesta di cambiamento diffusa – sottolinea il relatore della legge Giuseppe Brescia (M5S) – Non toglie nulla a nessuno, ma aggiunge e crea le condizioni per una società più inclusiva e giusta. Valorizza il ruolo della scuola e dei nostri insegnanti e tiene insieme diritti e doveri”.

BONACCINI: AVANTI COI DIRITTI, DESTRA OSCURANTISTA

Per il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, “ogni avanzamento dei diritti per le persone in carne ed ossa sarebbe una notizia positiva per il paese”. È il caso dello Ius Scholae, sul quale il governatore è stato interpellato, stamane a Morning news, su Canale 5, a partire dall’anticipazione voluta dal Comune di Bologna con la cittadinanza onoraria assegnata ai giovani stranieri che hanno almeno un ciclo di studi in Italia.

“Vedo una destra su posizioni da questo punto di vista abbastanza oscurantiste- aggiunge Bonaccini-. Basta vedere come si pongono sul diritto all’aborto, che poi è il diritto alla tutela della salute delle donne in tanti casi”. Una scelta come quella fatta dagli Usa, infatti, a giudizio del democratico spalancherebbe nuovamente la porta agli aborti clandestini.

PALAZZOTTO (PD): LEGGE NECESSARIA

“Oggi in Aula arriva la proposta dello Ius Scholae. Una legge necessaria e inderogabile fortemente voluta dal Partito Democratico per un paese fermo al 1992 sulla cittadinanza, mentre nel mondo tutto è cambiato. Dimostriamo concretamente le intenzioni promesse, spesso solo sventolate, su diritti, integrazione e uguaglianze. Per tutti i bambini e le bambine che nelle scuole italiane studiano e crescono insieme ai nostri figli e a cui abbiamo il dovere di garantire le stesse opportunità e gli stessi diritti. Non solo per loro, ma per noi, per il livello di civiltà e la qualità della vita del nostro paese”. Lo scrive in una nota il deputato Dem Erasmo Palazzotto.

FORNARO (LEU): NON TRADIRE ASPETTATIVE

“Oggi arriva in Aula a Montecitorio un provvedimento tanto atteso quanto osteggiato. Atteso da quasi un milione di ragazze e ragazzi nati e cresciuti nel nostro Paese che non hanno però gli stessi diritti dei loro compagni di classe o amici. Osteggiato da una destra interessata solo alla propaganda che non riesce culturalmente ad accettare il fatto che questi ragazzi e ragazze esistono e che quindi vanno tutelati. E’ necessario da parte di tutti uno scatto in avanti per approvare questa legge o rischiamo di tradire le aspettative di centinaia di migliaia di giovani”. Lo afferma il capogruppo di LeU a Montecitorio Federico Fornaro.

BOLDRINI (PD): FINALMENTE IN AULA ALLA CAMERA

“Alla Camera finalmente arriva in aula lo Ius Scholae, una proposta di legge che prevede di conferire la cittadinanza a bambine e bambini nati in Italia o arrivati prima dei 12 anni e che hanno compiuto un percorso scolastico di 5 anni. I partiti di destra – Lega e FdI – si oppongono, hanno presentato centinaia di emendamenti, detto che questa legge non serve, che non cambia nulla perché ai minori stranieri vengono già garantiti i diritti. E invece cambia eccome avere o non avere la cittadinanza italiana. Cambia se sei un bambino o una bambina che negli anni passati andava a scuola a Lodi, dove c’era una Sindaca leghista che non ti consentiva di mangiare alla mensa perché venivano richiesti i documenti che attestavano il reddito e le proprietà della tua famiglia nei paesi d’origine e questi erano spesso difficili da reperire. Cambia se a 18 anni vuoi fare un concorso pubblico e non puoi accedere perché non sei cittadino italiano. Cambia se devi andare all’estero a rappresentare l’Italia in una competizione sportiva, ma non hai la cittadinanza. Cambia anche se sei Khabi Lame, la persona più seguita al mondo su TikTok, ma senza passaporto italiano non puoi andare in altri Paesi in occasione di eventi che celebrano il tuo successo. Io credo che bisogna chiederlo ai diretti interessati, a chi è sprovvisto della cittadinanza, se veramente con questa nuova legge non cambierebbe nulla nella loro vita. E loro, i quasi 800mila ragazzi e ragazze minorenni che aspettano, lo chiedono da anni. Non deludiamoli, andiamo fino in fondo”. Ad affermarlo in una nota Laura Boldrini, deputata del Pd e Presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo.

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