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Asma e Covid-19: nuovo studio sul rischio ospedalizzazione

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Asma: pazienti con il fenotipo allergico ed eosinofilo presentano outcome meno gravi di Covid-19 e un rischio inferiore di ospedalizzazione

Tra i pazienti asmatici che contraggono Covid-19, quelli con il fenotipo allergico ed eosinofilo presentano outcome meno gravi di Covid-19 e un rischio inferiore di ospedalizzazione. Per contro, i pazienti asmatici e quelli in età avanzata o con comorbilità CV, malattia respiratoria esacerbata da acido acetilsalicilico o eosinopenia tendono ad avere un quadro di malattia più grave.

Queste le conclusioni di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista “The Journal of Asthma and Allergy” condotto da ricercatori iberici.

Razionale e disegno dello studio
L’asma, come è noto, si caratterizza per un’infiammazione cronica delle vie aeree respiratorie e un’insufficiente risposta immunitaria antivirale, ricordano i ricercatori nell’introduzione allo studio.
Tuttavia, ancor oggi la maggior parte degli studi non include l’asma come comorbilità associata al rischio di severità di Covid-19.

E’ su questi presupposti che una equipe di ricercatori spagnoli si è proposta l’obiettivo di esaminare la relazione esistente tra la severità di Covid-19 e l’asma, con un focus particolare sugli effetti dell’atopia, di alcune caratteristiche cliniche e demografiche,di alcuni fenotipi e dei dati di laboratorio.

L’analisi in questione ha attinto ai dati delle cartelle cliniche compilate tra il mese di marzo del 2020 e il mese di aprile del 2021 relative a 201 pazienti asmatici adulti che avevano contratto Covid-19. Tutti i pazienti considerati nello studio erano stati seguiti per l’asma in 13 dipartimenti allegologici dislocati sul territorio della Spagna.

I ricercatori hanno analizzato i risultati ottenuti ai test di funzione polmonare e di controllo dell’asma (ACT) prima e dopo l’insorgenza di Covid-19. Quasi il 30% di questi pazienti era stato ospedalizzato a causa di una polmonite bilaterale.

Risultati principali
I risultati di questa analisi hanno mostrato che l’età avanzata, livelli elevati di D-dimero, un numero più basso di linfociti e di eosinofili, la presenza di malattia cardiaca e l’ipertensione arteriosa erano associati a Covid-19 severo.

Tuttavia, i pazienti che presentavano un fenotipo allergico e misto (allergico/eosinofilo) e biomarcatori associati a questi fenotipi (IgE totali, sensibilizzazione agli aeroallergeni, rinite allergica, eosinofilia nel sangue) erano anche quelli associati ad un numero ridotto di ospedalizzazioni.

I ricercatori hanno anche rilevato che un cattivo controllo dell’asma e una FEV1 più bassa erano associati ad una prognosi peggiore di Covid-19.

Riassumendo
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno evidenziato come “…lo studio rinforzi l’ipotesi che suggerisce un effetto protettivo degli eosinofili e delle citochine T2 in presenza di Covid-19. Lo studio mostra anche come una malattia asmatica severa, insieme ad una peggiore funzione polmonare, un cattivo controllo dell’asma, l’età avanzata e le comorbilità CV si associno ad un decorso più severo di Covid-19”.

“Per questi motivi – concludono – è necessario aumentare la consapevolezza dei pazienti sulla necessità di tenere sotto controllo la malattia e di migliorare l’aderenza alle terapie prescritte. A questo punto sarebbe utile condurre studi su casistiche più ampie di pazienti per valutare quali fenotipi e quali endotipi sono a maggior rischio di andare incontro a Covid-19 più grave”.

Bibliografia
Habernau Mena A et al. COVID-19 course in allergic asthma patients: A Spanish cohort analysis. J Asthma Allergy. Published online February 22, 2022. doi:10.2147/JAA.S344934
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