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Artrite reumatoide: con etanercept risultati dopo 12 settimane

Secondo uno studio i pazienti con artrite reumatoide potrebbero trarre migliori benefici da una strategia T2T più aggressiva, programmi di sensibilizzazione e visite

Artrite reumatoide: un numero significativo di pazienti è stato in grado di raggiungere lo stato di ridotta attività di malattia (LDA) o di remissione con etanercept

Un numero significativo di pazienti con artrite reumatoide è stato in grado di raggiungere lo stato di ridotta attività di malattia (LDA) o di remissione dopo 12 settimane di trattamento con etanercept. Inoltre la proporzione di pazienti responder a questi obiettivi treat-to-target ha subito un incremento costante fino ad un anno, a suggerire che alcuni pazienti potrebbero trarre beneficio dall’estensione del trattamento con questo farmaco anti-TNF oltre le canoniche 12 settimane (3 mesi).

Queste le conclusioni di uno studio tedesco pubblicato su Rheumatology and Therapy che suffragano l’impiego di questo farmaco di collaudata efficacia nella pratica clinica reale.

Razionale e obiettivi dello studio
Come è noto, nei pazienti con AR, l’approccio treat-to-target suggerisce il raggiungimento dell’obiettivo della remissione nei primi 3 mesi di trattamento, dopo di che il tempo di trattamento dovrebbe essere aggiustato in caso di mancato raggiungimento del target.

Nei pazienti con minori probabilità di raggiungere questo obiettivo – ad esempio quelli con malattia di lungo corso che sono andati incontro a insuccesso terapeutico con le terapie precedenti – si può prendere in considerazione come target alternativo accettabile alla remissione quello della LDA.

Nei pazienti che mostrano un discreto miglioramento dell’attività di malattia ma che non hanno raggiunto ancora il target, si può prendere in considerazione la possibilità di raggiungere il target prefissato dopo 6 mesi.

Anche il dolore e l’impiego concomitante di glucocorticoidi possono influenzare la quelità di vita dei pazienti e dovrebbero essere tenuti in consideranzione nel determinare i target di trattamento.

Nello studio COMET, pazienti con AR all’esordio, in trattamento con etanercept avevano avuto maggiori chance di raggiungere la remissione clinica rispetto a quelli trattati solo con MTX. Dopo 12 settimane di trattamento, il 36% dei pazienti trattati con etanercept aveva raggiunto la remissione di malattia in base al punteggio DAS28, mentre il 50% e il 57% aveva raggiunto questo obiettivo a 24 e a 52 settimane, rispettivamente. Tali risultati suggeriscono che continuare il trattamento con etanercept al di là di 3 mesi potrebbe rivelarsi una scelta vincente anche se non sono stati ancora raggiunti la remissione di malattia o la LDA.

Mentre i trial clinici come lo studio COMET sono fondamentali nel determinare l’efficacia e la sicurezza dei trattamenti in maniera controllata, gli studi real world sono altrettanto utili in quanto offrono una valutazione degli outcome dei pazienti nella pratica clinica quotidiana.

ADEQUATE è uno studio osservazionale che ha valutato l’efficacia nella real world di etanercept in un periodo di 12 mesi nel trattamento di routine dei pazienti affetti da malattie reumatologiche e psoriasi a placche, con particolare attenzione ai pazienti che hanno raggiunto l’obiettivo desiderato dopo più di 3 mesi di trattamento.

A tal scopo, l’obiettivo dello studio appena pubblicato è stato quello di valutare la proporzione di pazienti che hanno beneficiato dal trattamento ininterrotto con etanercept per più di 12 settimane, tra quelli che non avevano raggiunto il target di trattamento desiderato in concomitanza con questo timepoint.

L’analisi appena pubblicata riguarda i risultati ottenuti dalla coorte di pazienti con AR dello studio sopra indicato.

Disegno dello studio e risultati principali
Lo studio ADEQUATE, prospettico, multicentrico, osservazionale, ha analizzato 824 pazienti con AR in trattamento con etanercept che avevano raggiunto gli obiettivi treat-to-target a 12 e a 24 settimane e mantenuto questi target fino ad un anno.

La remissione era definita da un punteggio DAS28 < 2,6, mentre la LDA era definita da un punteggio DAS28 ≤ 3,2.  I dati relativi ai pazienti reclutati sono stati raccolti sia all’inizio del trial che, successivamente, a cadenza trimestrale per un anno. Per essere inclusi nello studio, i pazienti dovevano essere affetti da una AR di grado moderato-severo, con risposta insoddisfacente ai DMARDcs, ed essere naive ad etanercept.

Gli endpoint secondari valutati riguardavano, invece, l’incidenza di eventi avversi (AE) e alcuni outcome riferiti dai pazienti (PRO), quali la depressione, la fatigue e il dolore.
Quasi la metà dei pazienti inclusi (57%) ha portato a termine lo studio. Tra le ragioni principali di abbandono del trial vi erano problemi legati agli AE e problemi di efficacia.

La maggior parte dei partecipanti allo studio era di sesso femminile (72%), la durata mediana di malattia era pari a 5,5 anni mentre l’età media era di 59 anni.
Passando ai risultati, a dodici settimane il 24% dei pazienti (194/794) era in remissione, per arrivare ad un 31% di pazienti (203/664) a 24 settimane e ad un 37% di pazienti (187/502) ad un anno.

Il 39% dei pazienti dello studio (313/794) ha raggiunto la LDA a 12 settimane e il 45% (300/664) a 24 settimane. Ad un anno, la percentuale di pazienti che ha raggiunto la LDA è stata pari al 54% (273/502).

Tra i pazienti che hanno raggiunto il target a 12 e a 24 settimane, una quota significativa di questi è stata in grado di preservare gli obiettivi raggiunti fino ad un anno (45% e 59%, rispettivamente).

E’ stata documentata una riduzione d’impiego concomitante di glucocorticoidi, con una percentuale di pazienti che è passata dall’86% delle condizioni iniziali al 65% ad un anno.
I ricercatori hanno notato miglioramenti dei PRO anche in quei pazienti che non erano stati in  grado di raggiungere gli obiettivi treat-to-target. In particolare, si è avuta una riduzione di fatigue e depressione fino ad un anno, con i decrementi più significativi di questi sintomi osservati nel corso delle prime 12 settimane.

Da ultimo, per quanto riguarda la safety, non sono emersi nuovi segnali rispetto a quelli già noti negli studi precedenti con il farmaco.

Ad ogni modo, quasi un paziente su due (49%) ha sperimentato almeno un AE durante lo studio, mentre AE seri sono stati osservati nell’11% dei pazienti.
Gli AE di più frequente riscontro sono stati, in ordine di frequenza, le reazioni al sito di somministrazione del farmaco (28%), le infezioni (12%) e i disordini muscoloscheletrici e del tessuto connettivo (10%).

Riassumendo
Nel complesso, in questo studio osservazionale una proporzione considerevole di pazienti con AR trattati con etanercept nella pratical clinica ha raggiunto l’obiettivo di trattamento prefissato (remissione o LDA) a 12 settimane e mantenuto il target conseguito fino ad un anno di trattamento.

Inoltre, i pazienti hanno riferito miglioramenti ampi di alcuni PRO quali il dolore e la fatigue.

Tali risultati confermano l’efficacia e la sicurezza di etanercept nella real world e sottolineano i benefici potenziali del trattamento ininterrotto con il farmaco anti-TNF in quei pazienti che non hanno raggiunto il loro target di trattamento dopo 3 mesi di terapia.

Bibliografia
Feist E et al. Effectiveness of Etanercept in Rheumatoid Arthritis: Real-World Data from the German Non-interventional Study ADEQUATE with Focus on Treat-to-Target and Patient-Reported Outcomes. Rheumatol Ther. 2022 Feb 3.
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