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Interrogazione parlamentare con gaffe per i senatori M5s

Movimento 5 stelle superbonus

In un’interrogazione parlamentare, i senatori M5s citano le Olimpiadi di Pyongyang 2018 per dimostrare la “assurdità” del boicottaggio sportivo contro la Russia. Ma quei Giochi si tennero in Corea del Sud

Interrogazione parlamentare con errore di geografia (e di geopolitica) per i senatori del Gruppo Misto eletti con il Movimento 5 Stelle. Durante la seduta dello scorso 2 marzo, i senatori Elio Lannutti, Nicola Morra, Silvana Giannuzzi, Barbara Lezzi, Luisa Angrisani, Mattia Crucioli, Bianca Laura Granato, Vilma Moronese, Rosa Silvana Abate, Matteo Mantero, Elena Botto e Mauro Coltorti, tutti fuoriusciti dal M5S nel corso della legislatura, hanno presentato un’interrogazione ai ministri degli Esteri, della Difesa e della Cultura sulla situazione in Ucraina.

Nel testo si chiedeva al Governo “se non ritenga di dover recedere dalla fornitura di armi all’Ucraina, adoperandosi per soluzioni diplomatiche e per il rafforzamento del dialogo che porti alla de-escalation del conflitto, auspicato in primis da papa Francesco”. In quanto, scrivevano i firmatari dell’interrogazione parlamentare, “l’Italia, sulla base dell’articolo 11 della Carta costituzionale, ripudia la guerra“; “in base agli accordi siglati a Minsk nel 2014, il governo ucraino avrebbe dovuto cessare dal compiere azioni di guerra (seppur limitate) contro i territori di Donetsk e Lugansk e avrebbe dovuto riconoscere un’ampia autonomia a quelle due entità politiche”; “in Ucraina vi sono state numerose e quotidiane violazioni della Carta fondamentale dei diritti dell’uomo, con una parte della popolazione privata de facto dei suoi diritti civili per pura discriminazione”; “in base ad un accordo siglato nel 1989 tra gli Stati Uniti e l’allora Unione sovietica, gli Usa si impegnavano a non allargare la Nato all’Europa dell’est, garantendo così un minimo di sicurezza alla Russia. Impegno largamente disatteso nel corso di questi tre decenni”.

A proposito del conflitto in corso, i senatori precisavano che “appare comunque intollerabile l’operazione militare intrapresa dalla Russia, che sta causando ingenti danni e vittime civili innocenti, per la quale si esprime una ferma condanna”. Citando l’esclusione degli atleti russi e bielorussi da diversi sport – calcio Paralimpiadi su tutti – e definendola assurda, i senatori chiedevano inoltre all’esecutivo “se non ritenga giusto separare lo sport e la cultura dalla politica, facendo sì che le azioni politiche non si trasformino in una persecuzione ideologica”. E a tal proposito, scrivevano: “Il boicottaggio sportivo non accadde nemmeno quando l’Italia andò a giocare la finale di coppa Davis nel Cile di Pinochet fresco di golpe”.

Poi, ecco l’erroraccio. Riferendosi alle Olimpiadi invernali del 2018, i senatori ex M5S, tra cui il presidente della commissione Antimafia Morra e l’ex ministra per il Sud Lezzi, aggiungevano: “L’intero consesso sportivo mondiale partecipò nel 2018 alle Olimpiadi di Pyongyang, proprio nel periodo in cui la Corea del Nord era stata accusata da tutti gli organismi internazionali di violare i diritti umani e di voler scatenare una guerra globale grazie agli esperimenti nucleari che stava conducendo”. Ma quei Giochi si tennero a PyeongChang, nella Corea del Sud.

E, tra l’altro, come spiega la Dire (www.dire.it) quelle Olimpiadi invernali furono a loro modo storiche perché nell’hockey su ghiaccio femminile venne presentata una squadra unificata delle due Coree e alla cerimonia di apertura le delegazioni di Corea del Nord e del Sud marciarono insieme sotto la stessa bandiera. Non un motivo sufficiente, comunque, per confondere città e nazioni.

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