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M5s: Conte presidente abusivo per il Tribunale di Napoli

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Il Tribunale di Napoli sospende le modifiche allo statuto del Movimento 5 stelle e la nomina di Giuseppe Conte a presidente: accolto il ricorso di alcuni attivisti campani

La settima sezione civile del tribunale di Napoli ha sospeso le modifiche allo statuto del Movimento 5 Stelle, approvate il 3 agosto 2021, e la nomina di Giuseppe Conte come presidente M5S, ratificata con delibera del 5 e 6 agosto. Come riferisce la Dire (www.dire.it) è quanto stabilito dal tribunale partenopeo che ha così deciso in merito al ricorso presentato dagli attivisti campani Steven Brian Hutchinson, Liliana Coppola e Renato Delle Donne, tra i dissidenti e fondatori del gruppo ‘No Alleanze’, difesi dall’avvocato Lorenzo Borrè, contro il Movimento 5 Stelle, rappresentato dal legale Francesco Astone.

IL TRIBUNALE: “81MILA ISCRITTI ESCLUSI DA VOTO SU STATUTO

Risulta “illegittima” l’esclusione degli iscritti da meno di sei mesi dalla consultazione per le modiche dello statuto del Movimento 5 Stelle. È quanto si legge nell’ordinanza della settima sezione civile del tribunale di Napoli che ha sospeso le delibere di modifica dello statuto e di nomina di Giuseppe Conte come presidente del Movimento 5 Stelle, adottate nell’agosto dello scorso anno. La delibera di modifica dello statuto “risulta adottata – si legge nel provvedimento – sulla base di un’assemblea formata da soli 113.894 iscritti (solo quelli da più di sei mesi) in luogo dei 195.387 associati iscritti a quella data”.

Sarebbero stati illegittimamente esclusi “81.839 iscritti all’ente dal quorum costitutivo e deliberativo, maggiore dei soli 60.940 associati che hanno partecipato all’assemblea, la cui delibera è stata poi approvata dall’87% di questi”. L’assemblea che ha deliberato il via libera alle modifiche statutarie “non era correttamente costituita” perché risulta che vi abbia partecipato “un numero di iscritti inferiore a quello richiesto in prima convocazione”. I 60.940 iscritti che vi hanno partecipato erano infatti di numero inferiore alla metà più uno del totale degli iscritti all’associazione (che come visto era 195.387).

NOMINA PRESIDENTE IN CONTRASTO CON LE REGOLE DELLO STATUTO

Per i giudici l’invalidità della delibera con cui è stato modificato lo statuto del Movimento 5 Stelle fa apparire “invalida” anche la delibera del 5 agosto 2021 con cui è stato nominato come presidente Giuseppe Conte. Lo statuto in vigore prima della sua modifica, che risulta illegittima per mancato raggiungimento del quorum richiesto, “non prevedeva la figura del presidente quale organo dell’associazione. Pertanto la sua nomina appare a sua volta in contrasto con le regole statutarie”.

“GRAVI MOTIVI GIUSTIFICANO SOSPENSIONE DELIBERE”

Le delibere con le quali è stato modificato lo statuto del Movimento 5 Stelle e subito dopo nominato Giuseppe Conte come presidente del movimento, carica non prevista nello statuto vigente precedentemente, vanno “sospese in attesa dell’esito del giudizio di merito”. Risultano sussistere “gravi motivi” che giustificano la sospensione cautelare delle delibere, scrivono i giudici della settima sezione civile del tribunale di Napoli.

La “persistente efficacia” della delibera che ha illegittimamente modificato l’ordinamento dell’associazione e “la permanenza in carica di un organo invalidamente nominato” risultano “dei pregiudizi molto rilevanti per la stabilità della stessa organizzazione associativa”. “L’interesse degli associati – si legge nel provvedimento – appare convergente con l’istituzionale interesse dell’associazione al suo regolare funzionamento, e quindi nel rispetto delle regole statutarie che nel loro insieme ne sovraintendono la forma, lo scopo e l’agire. A confronto, nessuna rilevanza può avere un assunto interesse alla ‘attuale’ stabilità dell’ente se ciò si fonda su comportamenti che risultano contrari alle regole che fondano l’esistenza dell’associazione”.

ALL’ATTACCO GLI AUTORI DEL RICORSO

Chiediamo il ripristino della democrazia interna, lasciando spazio agli iscritti e mettendo da parte i responsabili di questo sfacelo, i responsabili di questa distruzione del Movimento”. A spiegarlo alla Dire è Steven Hutchinson, uno dei tre attivisti 5 Stelle che hanno presentato ricorso contro le delibere dell’agosto 2021 di modifica dello statuto e di nomina di Giuseppe Conte come presidente del Movimento 5 Stelle. Le delibere sono state poi sospese in virtù di una decisione della settima sezione civile del tribunale di Napoli.

“I responsabili della distruzione del Movimento? Sono Vito Crimi, tutta la classe dirigente, Grillo stesso ha le sue responsabilità. Grillo – ricorda Hutchinson – si era esposto pubblicamente, aveva messo sull’attenti il gruppo. I magnifici 7 andarono a Marina di Bibbona, c’erano anche Di Maio e Fico, e spingevano per modifiche allo statuto, ma in realtà hanno fallito perché, come certificato dal tribunale, erano illegittime”.

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A nome dei ricorrenti, Hutchinson spiega che il gruppo è “felice per il ripristino della democrazia interna. Ma ci teniamo a precisare, come gruppo di ricorrenti e attivisti di Napoli che la responsabilità ricade non solo su Giuseppe Conte. È la classe dirigente che ha portato purtroppo a questo. In questi anni lo statuto era già stato modificato, avevamo uno statuto nuovo, ma con un colpo di spugna il capo politico reggente, Vito Crimi, ha indetto nove votazioni, modificando nuovamente lo statuto e facendo eleggere Conte presidente in maniera del illegittima, come sancito dal tribunale di Napoli”. “Per mesi – ricorda – abbiamo cercato di parlare con la dirigenza, il ricorso è stato l’ultima spiaggia. Ora si riparta dagli Stati generali“.

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