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Obesità: con semaglutide perdita di peso significativa

Per i pazienti affetti da obesità e diabete, nonostante la disponibilità di molti farmaci efficaci, la strada migliore è la terapia personalizzata

Negli adulti in sovrappeso o obesi, il GLP-1 agonista semaglutide alla dose settimanale di 2,4 mg ha comportato una perdita di peso significativa e sostenuta a 2 anni

Negli adulti in sovrappeso o obesi, il GLP-1 agonista semaglutide alla dose settimanale di 2,4 mg ha comportato una perdita di peso significativa e sostenuta dopo 2 anni di trattamento. I risultati dello studio STEP 5 sono stati presentati al congresso Obesity Week 2021.

STEP 5 ha valutato il farmaco rispetto al placebo in 304 adulti per 104 settimane, entrambi utilizzati in abbinamento a un piano alimentare a ridotto contenuto calorico e una maggiore attività fisica, per il trattamento dell’obesità (BMI ≥30 kg/m2) o del sovrappeso (BMI ≥27).

Semaglutide ha ridotto significativamente il peso corporeo dal basale alla settimana 104 rispetto al placebo (-15,2% vs. -2,6%, differenza di trattamento stimata: -12,6% punti, p<0,0001). Lo studio ha anche dimostrato che gli adulti in sovrappeso o obesi avevano maggiori probabilità di perdere almeno il 5% del loro peso corporeo con semaglutide rispetto al placebo (77,1% contro 34,4%, p<0,0001).

«Chi soffre di obesità cerca in media sette volte di perdere peso prima di rivolgersi a un medico. Una volta ridotto, tuttavia troppo spesso il peso viene ripreso, motivo per cui è di fondamentale importanza trovare opzioni per aiutare queste persone a perdere peso e mantenerlo tale» ha commentato Timothy Garvey, Professor of Medicine, Department of Nutrition Sciences presso la University of Alabama a Birmingham. «I risultati dello studio clinico STEP 5 hanno dimostrato che gli adulti con obesità sono stati in grado di perdere peso durante l’assunzione di semaglutide e di non riacquistarlo in due anni, il che può aiutarci a trattare e gestire meglio l’obesità come una malattia cronica».

Sulla base degli studi della durata di 68 settimane, gli eventi avversi riportati più frequentemente con semaglutide sono stati nausea, diarrea, vomito, costipazione e dolore addominale. In STEP 5 il profilo di sicurezza del farmaco era in linea con quello riportato nei precedenti trial di fase IIIa del programma clinico STEP. Hanno interrotto definitivamente il trattamento per via degli eventi avversi il 5,9% dei pazienti sottoposti a semaglutide e il 4,6% di quelli che hanno ricevuto il placebo.

Pandemia di obesità: un problema da affrontare subito
Uno studio pilota condotto dalla World Obesity Federation e da RTI International (RTI), un istituto di ricerca senza scopo di lucro, ha stimato che l’impatto economico dell’obesità potrebbe raggiungere una media del 3,6% del PIL annuo in otto paesi. Lo studio ha previsto che gli impatti economici nazionali raddoppieranno entro il 2060 se non verranno intraprese azioni urgenti da parte dei leader politici e della salute pubblica in tutto il mondo.

Le due organizzazioni avvertono che le nuove evidenze non dovrebbero essere utilizzate per fungere da capro espiatorio o stigmatizzare ulteriormente le persone obese, ma piuttosto essere uno stimolo al cambiamento e alla creazione di politiche nazionali congiunte che riconoscano e affrontino le cause profonde di questo problema globale.

Lo studio è stato commissionato in risposta alla continua inerzia politica sulle cause profonde del sovrappeso e dell’obesità, una malattia cronica, recidivante e progressiva con la quale convivono 800 milioni di persone e che sta crescendo più rapidamente nei paesi a basso e medio reddito.

Nonostante la portata del problema, le strategie esistenti per contrastare l’obesità spesso si concentrano esclusivamente sull’individuo e non affrontano i fattori sociali, biologici e ambientali come la genetica, la mancanza di accesso a sistemi alimentari sani e il marketing aggressivo.

Ampliando le evidenze per comprendere meglio il potenziale impatto economico nazionale, gli autori sperano che avvenga un vero cambiamento. «Le persone che vivono con l’obesità sono quelle che subiranno ogni giorno l’impatto dei costi, dalle spese mediche dirette al costo delle cure ritardate associate alla mancanza di supporto dei sistemi sanitari, fino alle più ampie conseguenze sociali» ha affermato Johanna Ralston, Ceo della World Obesity Federation.

Impatto economico significativo già nel 2019
Lo studio pilota che ha coinvolto otto paesi e che sarà seguito da uno studio globale completo su 140 paesi nella primavera del 2022, ha rilevato che l’alto indice di massa corporea ha avuto un impatto economico significativo nel 2019 ed è costato all’India 23 miliardi di dollari, mentre in Brasile, Arabia Saudita e Australia i costi ammontavano rispettivamente a $ 39 mld, $ 19 mld e $ 24 mld, l’equivalente dello 0,8%, 2,1%, 2,4% e 1,7% del PIL.

I risultati sono stati calcolati esaminando sia i costi diretti, come le spese sanitarie e i costi associati ai viaggi per cercare assistenza, sia i costi indiretti, come la mortalità prematura e l’assenteismo dal lavoro. È emerso che i costi indirettirappresentano il 65% della spesa totale.

Se non si intraprende un’azione urgente, lo studio ha previsto che l’impatto economico in tutti e otto i paesi raddoppierà fino a raggiungere una media del 3,6% del PIL entro il 2060. Un costo stimato di $ 61 mld, $ 160 mld, $ 28 mld e $ 93 mld rispettivamente in Spagna, Messico, Sud Africa e Thailandia.

Gli autori sono tuttavia ottimisti sulla possibilità di invertire questa tendenza. Una riduzione del 5% della prevalenza dell’obesità rispetto ai livelli previsti comporterebbe un risparmio medio annuo di circa il 5,2% in tutti gli otto paesi tra il 2020 e il 2060. In alternativa, se la prevalenza non aumentasse e rimanesse ai livelli del 2019 fino al 2060, questo comporterebbe un risparmio medio annuo di 13 %.

«Sappiamo che le persone obese sono a maggior rischio di malattia e decesso, qualcosa che la pandemia di Covid-19 ha purtroppo reso molto chiaro» ha affermato Rachel Nugent, vicepresidente delle malattie non trasmissibili globali di RTI. «Speriamo che la realtà di questi rischi, insieme ai nostri risultati, rinnovi un senso di urgenza per affrontare la crisi dell’obesità su scala globale. Non è mai troppo tardi per apportare cambiamenti politici significativi nel tentativo di migliorare i mezzi di sussistenza e rallentare gli impatti economici».

In vista del rapporto completo nella primavera del 2022, World Obesity e RTI chiedono l’attuazione di politiche basate sull’evidenza per aiutare le popolazioni di tutto il mondo a vivere una vita più sana. Queste politiche devono affrontare la prevenzione, il trattamento e la gestione dell’obesità e concentrarsi sulla costruzione di ambienti sani.

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