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Inps: reddito di libertà per le donne vittime di violenza

Per il 40% degli uomini uno schiaffo alla partner non è violenza, e nemmeno "forzarla" al sesso. Un fenomeno sottovalutato, anche dalle donne

Per casi di violenza di genere, violenza domestica e stalking Polizia e Carabinieri adotteranno da oggi il protocollo Liana (Linea interattiva assistenza nazionale antiviolenza)

Reddito di libertà per le donne vittime di violenza, c’è la circolare sul sito Inps: prevede un sostegno massimo di 400 euro mensili per riconquistare l’autonomia

È pubblicata sul sito dell’Inps la circolare relativa all’erogazione del ‘Reddito di libertà’ per le donne vittime di violenza, misura introdotta dall’articolo 105-bis del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, recante ‘Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19’ e disciplinata con il DPCM del 17 dicembre 2020 a firma della ministra alla Famiglia e alle Pari opportunità Elena Bonetti.

LA CIFRA MASSIMA È DI 400 EURO AL MESE

Il ‘Reddito di libertà’, per il quale con riferimento all’annualità 2021 sono stanziati 3 milioni di euro come spiega la Dire (www.dire.it), è riconosciuto alle donne, con o senza figli minori, seguite dai Centri antiviolenza nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, per contribuire a sostenerne l’autonomia. È stabilito nella misura massima di 400 euro pro capite su base mensile, per un massimo di 12 mensilità. La domanda deve essere presentata all’Inps per il tramite degli operatori comunali del Comune di residenza.

BONETTI: “MISURA DI STRAORDINARIA IMPORTANZA”

“Finalmente il reddito di libertà è operativo- spiega la ministra Bonetti-. Una misura di straordinaria importanza, che aiuta le donne vittime di violenza a intraprendere un percorso concreto di riappropriazione della propria libertà e della propria autonomia, una prospettiva di salvezza e di speranza. Il reddito di libertà è stato introdotto grazie a un emendamento a prima firma Lucia Annibali, alla quale sono profondamente grata per l’impegno profuso, e ha ottenuto di fatto una condivisione trasversale. Fa parte degli strumenti messi in campo nell’ambito del nuovo piano nazionale di contrasto alla violenza maschile contro le donne, nell’asse di promozione dell’autonomia e del protagonismo. Le donne non soltanto devono essere sostenute nella fase di denuncia ma sapere che non saranno lasciate sole e che per combattere la violenza economica mettiamo in campo anche misure di sostegno e di investimento come il reddito di libertà e il microcredito di libertà” conclude.

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