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Agli Ospedali Riuniti l’ambulatorio di cure palliative

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L’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona ha istituito l’Ambulatorio multidisciplinare di Cure Palliative e Simultanee

L’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona ha istituito l’Ambulatorio multidisciplinare di Cure Palliative e Simultanee. Si tratta della prima struttura sanitaria della Regione Marche ad offrire un servizio sempre più fondamentale e che prevede l’integrazione tra terapie oncologiche attive e le cure palliative. Secondo, infatti, un recente studio condotto nella struttura sanitaria la metà dei pazienti oncologici, provenienti dal Pronto Soccorso, lamenta un dolore non controllato. E’ stato inoltre attivato il PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico ed Assistenziale) per il Management Nutrizionale nel Paziente Oncologico, elaborato da oncologi e nutrizionisti sotto il coordinamento del dott. Roberto Papa (Direttore della SOSD Qualità, Rischio Clinico, Innovazione Gestionale e Tecnologica). Con il nuovo documento si vuole prevenire e trattare la malnutrizione nei pazienti oncologici, ridurre gli effetti collaterali della terapia antitumorale, consentendo una maggiore aderenza ai protocolli di cura sia in termini di intensità di dose sia di intervallo di somministrazione e di migliorare la qualità di vita.
“L’ambulatorio di cure palliative e simultanee prevede la presa in carico dei pazienti oncologici attraverso un approccio multidisciplinare – afferma Rossana Berardi, Direttrice della Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona, Professore Ordinario di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche -. L’obiettivo è impostare o implementare la terapia di supporto al fine di migliorare il loro percorso sia nella fase attiva dei trattamenti oncologici, per mantenere la giusta tempistica dei trattamenti chemioterapici e la gestione delle tossicità, sia nella fase palliativa, in cui è importante concentrarsi sulla persona, più che sulla malattia. Il servizio è stato accolto con soddisfazione dei pazienti e permetterà una migliore gestione complessiva degli stessi, consentendo anche una riduzione degli accessi impropri al Pronto Soccorso e lungodegenze per problematiche che potrebbero essere gestibili anche a domicilio, specie date le difficoltà del periodo pandemico attuale. Ancora una volta l’approccio in team risulta efficace. Oltre alle ricadute assistenziali, questo nuovo modello di presa in carico sta consentendo di potenziare le attività di ricerca in ambito universitario, anche grazie al prezioso supporto dell’associazione L’Abbraccio OdV di Montegranaro, afferente alla rete regionale delle associazioni oncologiche della Marcangola, che ci ha stimolati a perseguire l’importante obiettivo di promuovere ricerca, formazione ed assistenza in questo importante settore”.
“Con convinzione ci cimentiamo come Azienda Ospedaliera in un nuovo paradigma di assistenza e di presa in carico che non si ferma alla diagnostica e alla terapia oncologica specifica, ma annovera fra gli strumenti di presa in carico e cura dei pazienti oncologici la terapia del dolore, la nutrizione e le terapie integrate – sottolinea il dott. Michele Caporossi – Direttore Generale Ospedali Riuniti di Ancona -.  Mai come oggi, dopo la pandemia, è giusto uscire dal vecchio schema del Sistema Sanitario che dà solo prestazioni farmacologiche o chirurgiche e avvicinarsi alla vita quotidiana delle persone che possono guarire meglio se utilizziamo tutti gli strumenti dotati di efficacia pratica”.
“L’istituzione dell’Ambulatorio di Cure Simultanee nella nostra Azienda Ospedaliero-Universitaria si inserisce nella nuova visione dell’oncologia degli ultimi anni: il paziente oncologico è al centro del sistema – sostiene il prof. Marcello D’Errico – Preside Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Politecnica delle Marche -. Questo ambulatorio rappresenta un ulteriore passo avanti in questo percorso di umanizzazione della cura che il nostro ospedale porta avanti da vari anni e che sono certo contribuirà ulteriormente ad alleviare il carico fisico ed emotivo dei nostri pazienti e delle loro famiglie e a migliorarne la qualità di vita”.
“L’obiettivo dell’attività multidisciplinare è quello di offrire al paziente le migliori conoscenze, le migliori competenze, le tecnologie diagnostiche e terapeutiche più appropriate e più all’avanguardia – sottolinea il dott. Albano Nicolai – Direttore SOS di Dietetica e Nutrizione AOU Ospedali Riuniti di Ancona -. In sintesi il paziente è accolto in un percorso complesso nel quale però non si sente mai smarrito, anzi si sente accolto e nota un perfetto coordinamento del piano di cura dove anche lui può assumere un ruolo attivo. Di tale organizzazione si giova anche il medico curante che partecipa alla gestione diagnostico-terapeutica e riceve tutte le informazioni del caso al momento del riaffido”.
“Con l’aumento della sopravvivenza del paziente oncologico grazie alle misure di sensibilizzazione, prevenzione, diagnosi precoce e trattamenti oncologici sempre più performanti il profilo dei nostri pazienti è cambiato notevolmente – aggiunge il dott. Umberto Maria Ripani – Direttore SODS di Terapia del Dolore AOU Ospedali Riuniti di Ancona -. Ad oggi la moderna medicina del dolore punta alla migliore analgesia mantenendo il più possibile la performance del paziente. Questo significa pazienti meno sedati e con possibilità di svolgere ancora, nonostante la malattia di base, un lavoro, praticare attività fisica leggera o avere una decorosa vita sociale. Questo passa da una ottimizzazione costante della terapia analgesica che sfrutta, oggi più che mai, l’utilizzo di farmaci adiuvanti volti ad un effetto sinergico così da ridurre i dosaggi dell’oppioide”. “Il limite maggiore che abbiamo registrato in questi anni di attività come volontari in hospice è l’omologazione di cure palliative con fine vita, perdita di speranza, fine delle cure – conclude Luciano Pini, Presidente dell’associazione L’Abbraccio OdV -. L’ambulatorio di cure simultanee porterà l’esperienza, la pratica e la cultura di cure palliative come sinergiche ed integrate a tutto il percorso di cura”.
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