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Caso Durigon: il Pd annuncia una mozione di sfiducia

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Il Pd annuncia una mozione di sfiducia contro il leghista Durigon. Salvini lo difende: “Bravissimo sottosegretario, è il papà di quota 100”

durigon salvini

Il Pd presenterà la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario all’Economia Claudio Durigon. “La mozione di sfiducia sarà presentata e sarà votata”, dichiara Enrico Borghi, responsabile sicurezza dei dem, nel corso di ‘Ma che cos’è questa estate’, il programma di Radio 24 condotto da Elisabetta Fiorito. Il sottosegretario leghista è finito al centro delle polemiche dopo aver dichiarato di voler togliere l’intitolazione a Falcone e Borsellino del parco di Latina per tornare alla denominazione originale, dedicata ad Arnaldo Mussolini, fratello del duce.

La Repubblica italiana si ispira ai valori dell’antifascismo“, aggiunge Borghi che spiega come non sia consentito a esponenti di governo esprimere opinioni in contrasto
con questo principio. Ieri, spiega la Dire (www.dire.it), il leader della Lega Matteo Salvini, che era presente all’evento di Latina in cui Durigon spiegò di voler cambiare nome al parco cittadino, ha difeso il sottosegretario ed escluso l’ipotesi di dimissioni.

Fascismo e comunismo sono stati sconfitti dalla storia e né in Lega né da nessuna parte c’è nessun nostalgico. Dimissioni? La sinistra le chiede per chiunque un giorno sì e uno no. Durigon è un bravissimo sottosegretario alle finanze ed è il papà di quota 100. Durigon e’ di Latina c’era un parco intitolato a Arnaldo Mussolini, non a Benito Mussolini. Non abbiamo nessuna nostalgia del passato. Noi abbiamo i piedi ben piantati nel presente e lavoriamo per il futuro. Fascismo e comunismo sono stati sconfitti e si studiano nei libri di storia, nulla piu’”, aggiunge.

MORASSUT (PD): “DURIGON CONDANNA LATINA A RESTARE NEGLI STEREOTIPI”

Il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Roberto Morassut, scrive su Facebook: “Nella città dove domina il clan Di Silvio, dal quale il sottosegretario della Lega Durigon ha avuto notevoli e dichiarati sostegni elettorali, la questione dell’intitolazione del Parco ha un significato politico prima che ideologico. Cancellare la memoria di due simboli della lotta alla mafia come Falcone e Borsellino, è ancor più grave che riesumare quella di un congiunto di Mussolini. Latina – continua Morassut – sta cercando di liberarsi dall’immagine stereotipata di città fascista e condizionata dal peso della criminalità organizzata, lo sta facendo grazie ad un’amministrazione civica che col sindaco Coletta e l’assessore Silvio Di Francia, soprattutto sulla fronte culturale, ha fatto molto per far emergere l’anima moderna ed europea di una città molto particolare e con una società civile viva, parlando ai giovani che vogliono vivere questo tempo e liberarsi dal peso della sua tradizione più negativa. Le dichiarazioni di Durigon condannano invece Latina a restare il ricettacolo dei suoi peggiori retaggi“, conclude l’esponente dem.

VITO (FI): “SIA IL CENTRODESTRA A CHIEDERE LE DIMISSIONI”

“Sono sempre più convinto della necessità delle dimissioni del Sottosegretario Durigon. E sono pure sempre più convinto, che dovrebbe essere proprio la Lega e tutto il centrodestra a chiederle, senza lasciare l’iniziativa alla sinistra o mettere in difficoltà il presidente Draghi. Abbiamo sempre giustamente rivendicato come i governi presieduti da Silvio Berlusconi, siano stati quelli che hanno adottato i provvedimenti più duri per combattere la mafia e la criminalità organizzata. Meritoriamente sia Salvini, anche da ministro dell’Interno, sia Meloni hanno sempre dichiarato e mostrato concretamente di volersi ispirare a figure come quelle di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. È oggi il caso di mettere in ombra tutto questo, solo per difendere un sottosegretario, dopo le sue gravi, infelici ed inopportune pubbliche dichiarazioni?”. Lo dichiara Elio Vito, deputato di Forza Italia.

MOLTENI (LEGA): “POLEMICA STRUMENTALE, NO A UN PASSO INDIETRO”

“Non vedo l’esigenza di un passo indietro di Claudio Durigon”. Così il sottosegretario all’interno Nicola Molteni sul collega di partito finito nel mirino per la richiesta di un parco dedicato ad Arnaldo Mussolini. “Secondo me – spiega Molteni – siamo di fronte ad una chiara strumentalizzazione di natura politica, si utilizza questa vicenda per colpire la Lega e Matteo Salvini e per mettere in difficoltà il Governo”. Molteni precisa: “Io a casa mia non intitolerei mai un parco a Mussolini o al fratello di Mussolini e intitolerei invece 100 parchi alla memoria di due grandi eroi del nostro paese quale Falcone e Borsellino“. Ma per il sottosegretario l’obiettivo della mozione di sfiducia è un altro. “Quello che non accetto è che qualcuno ha anche messo in discussione l’impegno e la dedizione della Lega nei confronti del contrasto alla criminalità organizzata e nel contrasto alle mafie. La Lega è in prima linea, lo abbiamo dimostrato prima con Roberto Maroni e poi con Matteo Salvini al Ministero dell’Interno mettendo il tema del contrasto alla criminalità via le macchie come priorità dell’azione del governo“.

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