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Diabete: exenatide sicuro per i pazienti giovani

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Exenatide una volta alla settimana efficace e sicuro nei giovani con diabete di tipo 2 secondo nuovi risultati scientifici

Gli adolescenti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato e trattati per 24 settimane con il GLP-1 agonista exenatide iniettivo una volta alla settimana hanno maggiori probabilità di raggiungere gli obiettivi glicemici rispetto al placebo, con una tendenza verso una diminuzione della glicemia a digiuno e una riduzione del peso corporeo. È quanto emerge dai risultati di uno studio presentato al congresso dell’American Diabetes Association (ADA) 2021.

«L’incidenza e la prevalenza del diabete di tipo 2 tra bambini e adolescenti sono in aumento, in particolare tra le minoranze razziali ed etniche» ha affermato nel corso della presentazione dei dati Raafat Bishai, direttore della ricerca e sviluppo di AstraZeneca e coautore dello studio. «Le poche terapie farmacologiche approvate disponibili, ovvero metformina, insulina e liraglutide 3 mg una volta al giorno, presentano dei limiti. Non ci sono terapie iniettabili in monosomministrazione settimanale approvate negli Stati Uniti o in Europa per i giovani che soffrono di diabete di tipo 2».

Uno studio su giovani diabetici
In un trial di fase III a gruppi paralleli condotto in sei paesi, i ricercatori hanno analizzato i dati di 83 adolescenti con diabete di tipo 2 da almeno 10 anni, con o senza terapia con insulina o sulfonilurea, assegnati in modo casuale in rapporto 5:2 a ricevere exenatide 2 mg una volta alla settimana (n = 59) o placebo (n = 24) per 24 settimane, seguite da una fase di estensione in aperto della durata di 28 settimane. Durante la sperimentazione non erano consentiti aggiustamenti del dosaggio di exenatide.

L’endpoint primario di efficacia era la variazione dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c) dal basale alla settimana 24, mentre gli endpoint secondari di efficacia erano le variazioni della glicemia a digiuno, del peso corporeo e della pressione sanguigna sistolica.

Exenatide meglio del placebo nel ridurre la glicemia
All’interno della coorte, 72 partecipanti hanno completato il trattamento (49 nel gruppo exenatide e 23 nel gruppo placebo). Dopo 24 settimane l’antidiabetico è stato superiore al placebo nel ridurre la HbA1c (variazione media dei minimi quadrati rispettivamente di 0,36% vs 0,49%), con una differenza tra i gruppi di 0,85 punti percentuali (p=0,012).

Sono state rilevate differenze medie non significative dei minimi quadrati dal basale a 24 settimane a favore di exenatide per la glicemia a digiuno (21,6 mg/dl), pressione sistolica (2,8 mm Hg) e peso corporeo (1,22 kg).

Gli eventi avversi si sono verificati rispettivamente nel 61% e nel 73,9% nei gruppi attivo e placebo e quelli gravi nel 3,4% e nel 4,3% dei soggetti. L’incidenza di ipoglicemia era bassa nonostante l’uso di insulina ed exenatide ha mostrato una buona tollerabilità gastrointestinale, anche in assenza di titolazione.

«Il primo GLP-1 agonista in mono somministrazione settimanale si è dimostrato superiore al placebo nel ridurre l’HbA1c a 24 settimane in bambini e adolescenti con diabete di tipo 2 non controllato in modo ottimale» ha commentato Bisha. «Exenatide è stato ben tollerato, con un profilo di sicurezza simile agli altri farmaci della classe, e rappresenta una nuova opzione di trattamento per i soggetti più giovani con il vantaggio di una comoda somministrazione settimanale».

Bibliografia

Tamborlane WV et al. 91-LB. Presented at: American Diabetes Association Scientific Sessions; June 25-29, 2021 (virtual meeting).

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