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Alopecia areata: dupilumab efficace sui bambini

Alopecia areata: il trattamento con dupilumab mostra buoni risultati nei bambini con dermatite atopica concomitante

Alopecia areata: il trattamento con dupilumab mostra buoni risultati nei bambini con dermatite atopica concomitante

In alcuni bambini con diagnosi di alopecia areata grave e refrattaria e concomitante dermatite atopica è stata osservata una ricrescita dei capelli dopo l’inizio del trattamento con dupilumab. Sono i risultati di una revisione retrospettiva sui pazienti pediatrici pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology, che suggeriscono come il farmaco potrebbe rappresentare una potenziale terapia.

L’alopecia areata è una malattia autoimmune molto spesso refrattaria alla terapia standard e che non di rado si manifesta come una comorbidità della dermatite atopica. Un’analisi sui bambini ha rivelato la concomitanza delle due condizioni nel 26,6% dei soggetti.

Nei bambini la terapia standard prevede l’impiego di steroidi e sensibilizzanti topici, in alcuni casi associati a triamcinolone intralesionale. La terapia sistemica viene considerata nei pazienti con un’estesa perdita di capelli (tra il 30 e il 50%) oppure quando la malattia sta compromettendo significativamente la qualità di vita.

«La decisione di utilizzare farmaci sistemici nei bambini viene presa in accordo con la famiglia e il bambino dopo una discussione approfondita sui benefici e sui rischi» ha affermato Leslie Castelo-Soccio della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania e dermatologo presso il Children’s Hospital Of Philadelphia. «Le opzioni per la terapia sistemica includono steroidi, metotrexato, inibitori della Janus chinasi o dupilumab. Tuttavia non credo che quest’ultimo sia efficace nei bambini che non hanno anche una componente atopica».

Razionale d’uso di dupilumab
Il potenziale di dupilumab come trattamento per l’alopecia areata è supportato da studi genomici che valutano i loci di suscettibilità per la malattia e che hanno individuato in alcuni pazienti il coinvolgimento dell’interleuchina (IL)-13.

«Dupilumab potrebbe controllare la risposta infiammatoria nell’alopecia e aiutare a controllarne le fasi attive perché blocca la via di segnalazione dell’IL-13 legandosi alla subunità IL-4Rα, condivisa dai complessi recettoriali delle IL-4 e 13» ha spiegato Castelo-Soccio. «Il farmaco veniva utilizzato nel nostro centro soprattutto per trattare i bambini con dermatite atopica grave e, curiosamente, avevo notato una ricrescita dei capelli e la riduzione delle riacutizzazioni tra quelli che soffrivano anche di alopecia areata. Ho effettuato questa revisione retrospettiva proprio per approfondire questo aspetto».

Una revisione retrospettiva su un piccolo campione
L’analisi ha coinvolto 16 pazienti con alopecia, con durata mediana della malattia di 4 anni. Il numero mediano di terapie precedenti era di 4 e durante l’esposizione a dupilumab (300 mg per via sottocutanea ogni 2 settimane) metà dei bambini era sottoposta a uno o più trattamenti aggiuntivi. Tutti soffrivano anche di dermatite atopica e uno di asma.

I tipi di alopecia areata tra i partecipanti includevano la forma universale (n=7, la più grave comporta la perdita completa dei capelli e di tutti gli altri peli corporei), l’ofiasi (n=5, una forma caratterizzata dalla perdita di capelli a forma di onda lungo la superficie della testa) e quella irregolare (n=4). Sei pazienti avevano la malattia in fase attiva. I punteggi relativi all’indice SALT (Severity of ALopecia Tool) all’inizio di dupilumab variavano da 0 a 100 e avevano il valore massimo nei due pazienti con malattia attiva che non hanno risposto al farmaco.

Risultati da confermare con una sperimentazione clinica
Le risposte a dupilumab erano variabili. Sono migliorati 4 dei 6 soggetti con malattia in fase di riacutizzazione. Tra quanti hanno ottenuto dei benefici la riduzione del SALT è stata in media di 33,3 punti dopo 12 mesi.

In quattro pazienti la malattia è peggiorata nei primi 1-2 mesi, ma è migliorata con il tempo nei due pazienti sottoposti a un ulteriore follow-up fino a raggiungere un punteggio SALT di 0 dopo 12 mesi di terapia. Due pazienti con punteggio SALT pari a 0 all’inizio del trattamento stavano già assumendo il JAK inibitore tofacitinib e hanno potuto ridurne le dosi senza che aumentasse la perdita dei capelli.

Dupilumab è stato ben tollerato ed è sembrato sicuro, con solo lievi reazioni nel sito di iniezione come effetto collaterale.

Analizzando le risposte migliori è stato notato che tutti i pazienti che ottenevano benefici con la terapia presentavano dermatite atopica da moderata a grave al momento del trattamento con dupilumab. Rispetto ai non responder, i responder avevano un’età mediana più bassa alla diagnosi di eczema (6 anni contro 13) e una durata mediana più lunga della malattia (6 anni contro 1).

«È stato completato uno studio a singolo centro presso la Icahn School of Medicine al Mount Sinai guidato da Emma Guttman-Yassky, che studia il farmaco per trattare l’alopecia areata negli adulti con e senza eczema concomitante, e i risultati dovrebbero essere disponibili a breve» ha aggiunto Castelo-Soccio. «Sto continuando a usare dupilumab per trattare i bambini con alopecia e malattia atopica per la quale abbiamo chiare evidenze di efficacia, ma è necessaria una sperimentazione clinica che ne valuti il potenziale uso nei bambini».

Bibliografia

McKenzie PL, Castelo-Soccio L. Dupilumab therapy for alopecia areata in pediatric patients with concomitant atopic dermatitis. J Am Acad Dermatol. 2021 Jun;84(6):1691-1694. 

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