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Cnr insegna il recupero dei RAEE agli studenti

Rifiuti elettronici, cresce la raccolta di Ecolight: 17mila tonnellate di smartphone e piccoli elettrodomestici nel 2018. Il consorzio nazionale per la gestione dei RAEE è in prima linea nella difesa dell’ambiente

Grazie al nuovo decreto sarà più facile smaltire i piccoli rifiuti elettronici:

Contro il rischio di abbandono nell’ambiente dei rifiuti RAEE il Cnr ha portato questa tematica nelle scuole, sensibilizzando i più giovani

La crescente diffusione di apparecchi elettronici determina un sempre maggiore rischio di abbandono nell’ambiente dei rifiuti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche): in realtà questi rappresentano vere e proprie “miniere” di materie prime, dette anche  “miniere urbane” o “miniere nascoste”, di cui è necessario rendere consapevoli la cittadinanza.

Il recupero dei RAEE, in particolare di quelli di piccole dimensioni, è un’azione fondamentale per un’attenta salvaguardia del nostro territorio e delle risorse che l’ambiente ci mette a disposizione: oggetti come orologi digitali, calcolatrici, telefoni cellulari o lampadine vengono spesso buttati erroneamente assieme ai rifiuti secchi, producendo danni all’ambiente e alla salute, e di fatto rappresentando un grande spreco.

Il Cnr, nell’ambito del progetto europeo “Raw Matters Ambassadors at Schools” (RM @Schools), ha portato questa tematica nelle scuole, sensibilizzando i più giovani sulla gestione dei RAEE e le opportunità offerte dal riciclo e recupero dei materiali in essi contenuti. Oltre a favorire l’educazione su un tema cruciale per il futuro della nostra società, il progetto ha favorito anche lo sviluppo delle collaborazioni nell’ambito del triangolo “della conoscenza” ricerca – scuola – impresa: è quanto accaduto con il progetto sviluppato insieme al Gruppo HERA, che ha coinvolto gli studenti del Liceo “E. Fermi” di Bologna in un percorso formativo di cittadinanza attiva, piena e consapevole.

Il progetto ha anche mostrato l’importanza dello sviluppo e della gestione di una base di dati a partire della quale è possibile quantificare, anche se per approssimazione, il valore del recupero effettuato: a questo scopo sono state messe a disposizione le piattaforme ‘weee4future’ (europea) e a livello nazionale www.raeeitalia (gestita e resa accessibile dal Centro di Coordinamento dei RAEE) che contribuiscono a creare un contesto consapevole sull’andamento della raccolta dei raee domestici. Per meglio conoscere quanto realizzato in questo ambito da RM@Schools, è allegata in calce la scheda ‘Roadmap’ dello stesso.

Si rimanda, infine, al fine di conoscere i benefici ambientali ottenibili da una corretta gestione dei RAEE il contributo di A. Zanelli su “La Chimica e l’industria online” (Anno II, N° 2 , Marzo/Aprile 2019).

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