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Allattamento tra medicina e tradizione: i 6 falsi miti

Dal momento migliore per cominciare alla scelta dei cibi: 6 consigli per gestire al meglio lo svezzamento senza avere dubbi e timori

Nel mondo solo 23 Paesi hanno un tasso di allattamento che supera il 60%

Allattamento tra medicina, Covid e tradizione: ecco sei falsi miti. Davanzo: “Errore separare le mamme positive dai figli”

“La nutrizione si presta all’intreccio tra tradizioni popolari e Medicina, con esiti negativi talvolta. Per la donna in allattamento vi sono delle regole, presenti nella memoria storica e nelle raccomandazioni tramandate dalla popolazione, che oggi non hanno più senso. Il mio studio fa pulizia delle commistioni pericolose tra sapere e pseudo sapere scientifico”. Queste sono le parole di Riccardo Davanzo, presidente del tavolo tecnico del ministero della Salute sull’allattamento, pediatra e già neonatologo dell’Istituto materno-infantile IRCCS ‘Burlo Garofolo’ di Trieste, nella sua relazione al 76esimo congresso italiano di pediatria, organizzato in modalità digitale dalla Società italiana di pediatria (Sip). Controindicazioni e ostacoli. Davanzo spiega alla Dire (www.dire.it) come un tema quale l’allattamento risenta di tradizioni, cultura e scarsa disseminazione scientifica, e lo fa partendo da alcune distinzioni.

“C’è da chiarire, innanzitutto, la differenza tra controindicazione e ostacolo, a volte non chiara neanche nel mondo sanitario. Una mamma con l’HIV ha una controindicazione assoluta in Italia ad allattare, il rischio è che il neonato si infetti. Questa è la vera controindicazione ad allattare, una delle poche. La mamma può avere una febbre, aspecifica, e dover prendere dei farmaci. Ma queste, nel 99% dei casi, non sono controindicazioni- chiarisce lo specialista- perché il rischio che il neonato si infetti è quasi nullo: se la mamma sarà costretta a non allattare, il bambino perderà i benefici dell’allattamento”.

Ecco una breve guida su sei false credenze per aiutare a ‘fare pulizia’ delle commistioni pericolose tra sapere e pseudo sapere scientifico:

– Ho preso l’influenza, non posso allattare. Falso.

“Se una mamma ha un’influenza non dovrebbe smettere di nutrire il piccolo al seno, perché grazie all’allattamento lei passa al bambino anche gli anticorpi e poi smettere sarebbe un intervento tardivo, il bambino potrebbe essere entrato già in contatto con il patogeno. Si tratta quindi di una falsa credenza, che enfatizza un rischio trascurabile, che il bambino contragga un raffreddore. Sul parto, la gravidanza e l’allattamento- ricorda l’esperto- va piuttosto considerato il bilancio complessivo tra rischi e benefici”.

– Sono positiva al Covid, stop all’allattamento. Falso.

“Un atteggiamento molto precauzionale aveva, a inizio epidemia, fatto considerare l’allattamento un fattore di rischio molto alto, ma la Società italiana di neonatologia, d’intesa con la Società italiana di pediatria, si sono mosse subito per mettere al sicuro l’allattamento per le donne Covid-positive. A conferma gli studi fatti- continua Davanzo- hanno mostrato che il latte non è un veicolo di trasmissione“.

– Sono di nuovo incinta, devo smettere di allattare. Falso.

“È uno dei più diffusi luoghi comuni. Contrariamente a quanto si crede, invece, la madre che rimane incinta mentre sta allattando non deve smettere. Alcune credenze comuni diffuse in passato, come quella che l’allattamento durante in gravidanza possa far male al feto, o che la madre possa ‘non farcela’ perché non ha adeguate risorse nutrizionali- sottolinea lo studioso- o ancora che il latte materno non sia di qualità, non sono suffragate da evidenze scientifiche”.

– Durante l’allattamento non posso fare attività fisica. Falso.

“Fare attività fisica durante l’allattamento non modifica la composizione del latte materno e non riduce la quantità di latte prodotto, anzi la aumenta del 10%. Inoltre, l’acido lattico che si produce facendo sport è un metabolita che non produce nessun danno al bambino. Quindi ben venga l’esercizio fisico, senza limitazioni di sport, sconsigliata solo l’attività agonistica intensiva perché si rischia di essere carenti di liquidi (o quantomeno va compensata)”, specifica il medico.

– TAC e risonanza magnetica fanno male al lattante. Falso.

“Uno dei numerosi falsi miti in allattamento riguarda il mezzo di contrasto di una di queste indagini. A una donna che ha fatto un esame diagnostico di tipo TAC o RM con mezzo di contrasto viene talora scorrettamente vietato di allattare senza solide basi scientifiche. Il liquido di contrasto che passa al bambino è pochissimo e non ha senso buttar via il latte prodotto nelle ore successive, interferendo con il naturale e sereno progredire di un allattamento.

– La birra “fa latte”. Falso.

“È una notizia che non farà piacere a chi apprezza il boccale, ma non ci sono evidenze sufficienti per suffragare questo luogo comune“, conclude Davanzo.

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