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Diabete: negli Usa cure adeguate per 1 paziente su 3

Secondo uno studio circa un adulto su cinque con diabete di tipo 1 riferisce di avere neuropatia autonomica diabetica sintomatica

Negli Usa solo un adulto con diabete su tre ha ricevuto le cinque componenti dell’assistenza sanitaria di base raccomandate dall’American Diabetes Association

Nel periodo 2017-2018, solo un adulto con diabete su tre negli Stati Uniti ha ricevuto le cinque componenti dell’assistenza sanitaria di base raccomandate dall’American Diabetes Association (ADA), secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Diabetes Care.

Dal 2005 al 2018 le percentuali dei pazienti diabetici che sono stati visitati da un medico e hanno ricevuto il test per i livelli di emoglobina glicata (HbA1c), esami del piede e degli occhi e il test del colesterolo sono aumentate, ma prevalentemente tra i soggetti dai 65 anni in avanti.

«Il nostro studio suggerisce che fornire una copertura sanitaria a prezzi accessibili può aiutare a garantire che i diabetici ricevano le cure raccomandate» ha detto l’autore principale dello studio Jung-Im Shin, della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, in Maryland. «Abbiamo anche scoperto che i pazienti che le ricevevano avevano maggiori probabilità di essere più giovani, con una nuova diagnosi di diabete e di non essere in trattamento con farmaci ipoglicemizzanti. Prestare maggiore attenzione a queste popolazioni di pazienti può migliorare l’erogazione delle cure raccomandate e prevenire le complicanze legate alla malattia».

Lo studio NHANES
La National Health and Nutrition and Examination Survey (NHANES) 2005-2018 ha coinvolto oltre 4.000 adulti di età pari o superiore a 20 anni. I ricercatori hanno considerato appropriate le cure per il diabete se negli ultimi 12 mesi venivano soddisfatti tutti i cinque criteri previsti dagli standard fissati dall’American Diabetes Association: vedere un medico di base per gestire la malattia ed essere sottoposti a al test per la HbA1c, a un esame del piede, a una visita oculistica e al test del colesterolo.

«I dati sono precedenti alla pandemia da Covid-19, che ha avuto effetti importanti sulla gestione del diabete» ha osservato Shin. «Le visite mediche di routine e lo screening per la retinopatia o l’esame del piede sono state rinviate. I malati hanno dovuto riprogrammare o annullare le visite non urgenti, alcuni hanno perso l’assicurazione sanitaria per via della disoccupazione e molti hanno evitato le strutture sanitarie per timore di contrarre l’infezione. Stiamo iniziando ora a comprendere le conseguenze della pandemia sulla salute di questi pazienti».

Miglioramenti complessivi osservati solo dopo i 65 anni
Durante l’intero periodo di 13 anni, il 29,2% degli intervistati ha riferito di aver ricevuto tutte e cinque le componenti assistenziali previste. La percentuale è aumentata in modo significativo nel tempo, passando dal 25% nel 2005-2006 al 34,1% nel 2017-2018 (p=0,004 per il trend). Tuttavia, tra le singoli componenti, solo la ricezione del test per la HbA1c è aumentata in modo significativo, passando dal 64,4% all’85,3% in tutti i gruppi di età (p<0,001 per il trend).

Inoltre, dopo la stratificazione per età, la ricezione di tutte e cinque le componenti è aumentata in modo significativo solo tra i partecipanti con almeno 65 anni, crescendo dal 29,3% nel 2005-2006 al 44,2% nel 2017-2018 (p=0,001 per il trend). La proporzione è rimasta invariata tra le persone di età compresa tra 40 e 64 anni (dal 25,2% al 25,8%, p=0,457 per il trend) e ha mostrato un aumento non significativo in quelle di età compresa tra 20 e 39 anni (dal 9,9% al 26,0%, p=0,401 per il trend).

Nelle analisi aggiustate, età avanzata, reddito e istruzione più elevati, assicurazione sanitaria, una maggiore durata del diabete, uso di ipoglicemizzanti e ipercolesterolemia erano significativamente associati alla ricezione delle cure per il diabete raccomandate dalle linee guida dell’ADA, mentre i fattori indipendenti includevano sesso, razza/etnia, indice di massa corporea, abitudine al fumo, livelli di HbA1c, ipertensione, malattie cardiovascolari, malattie renali croniche e sintomi depressivi.

I partecipanti che hanno ricevuto cure raccomandate dalle linee guida ADA avevano una probabilità significativamente maggiore di ottenere livelli di emoglobina glicata inferiori al 7,5% (odds ratio aggiustato, 1,52), pressione sanguigna inferiore a 140/90 mmHg (1,47), colesterolo LDL inferiore a 100 mg/dl (1,47) e prescrizione di farmaci per ridurre il colesterolo (1,79).

Bibliografia

Shin J et al. Trends in Receipt of American Diabetes Association Guideline-Recommended Care Among U.S. Adults With Diabetes: NHANES 2005-2018. Diabetes Care. 2021 Apr 16;dc202541.

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