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Dermatite atopica meno grave con baricitinib

Abrocitinib in monoterapia orale migliora i sintomi della dermatite atopica in adulti e adolescenti secondo nuove ricerche scientifiche

Miglioramenti significativi nella gravità della dermatite atopica con baricitinib secondo i risultati di uno studio di fase III

Negli adulti con dermatite atopica da moderata a grave, il doppio inibitore orale sperimentale delle Janus chinasi baricitinib ha mostrato miglioramenti dei principali sintomi rispetto al placebo e ha contribuito a caratterizzare ulteriormente il profilo di sicurezza a lungo termine. È quanto emerge da nuove analisi dello studio di fase III BREEZE-AD5 e da un’analisi di sicurezza aggregata di più studi presentate da Eli Lilly all’American Academy of Dermatology 2021.

Dopo solo una settimana di trattamento il farmaco ha migliorato sia la gravità che l’entità della malattia cutanea, oltre che la qualità della vita dei pazienti. In un’analisi separata, negli adulti con dermatite atopica sul 10-50% del corpo al basale la terapia ha consentito miglioramenti significativi nella gravità e nell’estensione della malattia rispetto al placebo.

Risultati positivi già dopo una settimana
In un’analisi post-hoc del trial BREEZE-AD5, baricitinib alla dose di 2 mg ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi (p<0,05) dell’entità e della gravità della dermatite atopica, nonché di sintomi chiave come prurito, risvegli notturni causati dal prurito, fastidio e dolore cutaneo e qualità della vita, in termini di variazione percentuale rispetto al basale vs placebo, sia dopo una che dopo quattro settimane.

Dettaglio dei risultati (baricitinib vs placebo):
Valutazione cutanea
Eczema Area and Severity Index (EASI):

Sintomi chiave
Itch Numeric Rating Scale (NRS):

Skin Pain NRS (fastidio e dolore cutaneo):

AD Sleep Scale (ADSS) Item 2 (numero di risvegli notturni dovuti al prurito):

Risultati compositi, inclusa la qualità della vita:
Dermatology Life Quality Index (DLQI):

Patient Oriented Eczema Measure (POEM):

Miglioramenti significativi in pazienti con dermatite sul 10-50% del corpo 
Un’analisi post-hoc dello studio ha valutato l’efficacia di baricitinib 2 mg sui valori basali della Body Surface Area (BSA), che misura l’estensione cutanea interessata dalla dermatite atopica.

Dopo due settimane, il 20% dei pazienti con BSA del 10-50% al basale sottoposti alla terapia ha ottenuto miglioramenti significativi nella gravità e nell’entità della malattia rispetto al placebo (20,2% contro 5,9%, p≤0,01), misurati come un miglioramento del 75% del punteggio EASI (EASI 75).

Dopo 16 settimane ha raggiunto l’EASI 75 il 37,5% dei partecipanti sottoposti a baricitinib contro il 9,9% dei controlli (p≤0,001). Nello stesso intervallo di tempo il 31,7% dei pazienti con BSA del 10-50% al basale in trattamento attivo han ottenuto miglioramenti significativi nella gravità e nell’entità della condizione rispetto al 6,9% dei controlli (p≤0,001), sulla base del raggiungimento di un punteggio di 0/1 (pelle libera o quasi libera da lesioni) nell’IGA (Investigator Global Assessment).

Il farmaco è stato valutato anche in pazienti con BSA>50% al basale, con risultati numericamente più elevati ma non significativi vs placebo.

«I pazienti con dermatite atopica da moderata a grave possono avere esigenze di trattamento diverse in base all’entità e alla gravità della loro malattia», ha affermato il co- autore di queste analisi Eric Simpson, professore di dermatologia e direttore della ricerca clinica presso la Oregon Health & Science University di Portland. «Questi risultati sono entusiasmanti perché evidenziano come i pazienti con dermatite atopica sul 10-50% del corpo possono rispondere a una terapia sistemica come baricitinib».

Buon profilo di sicurezza anche nel lungo termine
I dati di sicurezza aggregati di otto studi sul JAK inibitore non hanno evidenziato nell’arco di 16 settimane alcun aumento dell’incidenza di eventi avversi gravi o infezioni gravi rispetto al placebo, con risultati simili nelle estensioni a lungo termine. Non ci sono state segnalazioni di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare in questi studi.

Il farmaco non ha comportato aumenti di anemia, neutropenia, linfopenia o degli enzimi epatici rispetto al placebo, senza variazioni nel lungo termine. Non si è inoltre verificato un maggior rischio di eczema erpetico rispetto al placebo (0,2% vs 0,4%), ma è stato osservato un aumento dei casi di herpes simplex (2,0% vs 0,9%).

«Baricitinib ha il potenziale per essere il primo JAK inibitore orale per gli adulti con dermatite atopica da moderata a grave negli Stati Uniti. Una volta approvato, disporrebbe anche di uno dei più grandi set di dati di sicurezza disponibili nella sua classe per questa patologia» ha commentato Lotus Mallbris, vicepresidente dello sviluppo immunologico di Lilly.

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