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I Cosmetic tornano con La luce accesa

Cosmetic band, musica

A due anni di distanza dall’album “Plastergaze” la band riminese dei Cosmetic annuncia l’uscita di un nuovo singolo: fuori “La luce accesa”

“NON LASCIARE LA LUCE ACCESA, TANTO SAI CHE IO NON TORNO”
L’incipit, l’episodio scatenante del ritornello di “La luce accesa”, trova luogo quando ancora si poteva uscire di casa e pensare di non tornarvi fino al mattino.

Il brano racconta di un’esperienza molto vicina al “punto di non ritorno” di un rapporto. Arriva sull’orlo e guarda l’abisso negli occhi. Poi una sorta di istinto di sopravvivenza o di affetto fa tornare indietro. Cerchi il conforto della notte che tutto concede e tutto perdona, per poi lasciare uno spiraglio sul giorno che ritorna e lenisce le ferite al meglio.

«Avevamo da tempo il desiderio di arrangiare un brano in maniera soft e avvolgente, senza l’uso di strumenti “rock”» afferma la band. «Questo ci sembrava il brano giusto, dove il grido quasi disperato del testo viene bilanciato da una musica confortante, “una musica che cura”. Per la prima volta nella nostra storia compaiono elementi di elettronica, beat e samples, che aggiungono sapori per noi nuovi: affidando questa parte a Luca Sarti (Adessso, Twin Room, Fitness Pump) sapevamo saremmo stati in mani che ci conoscono bene. Tutti i synth invece sono stati suonati da Bart e Straccia.  Spesso avevamo manifestato la voglia di fare un disco senza chitarre elettriche, piatti e rullanti. Questo è un segnale. Ma in altri brani che arriveranno presto, chitarre ce ne saranno eccome.

Il brano è nato molto spontaneamente, testo e accordi insieme. Ma per l’arrangiamento è stata necessaria una trafila di parecchi mesi per mettere assieme i vari strati e fare suonare il tutto naturale, pop. In questo Steve Scanu è stato maestro, grazie anche alle riprese di Andrea Muccini e Marco Barosi e al lavoro a posteriori di Luca Sarti aka Adessso sui suoi campioni».

COSMETIC – BIOGRAFIA

La band RomagnaGaze per eccellenza, piade e jazzmaster, infradito e distorti duri. Da circa 15 anni i Cosmetic sfornano materiale bollente in forma canzone, portando nella lingua di Dante una commistione di emo, noise, indie, alternative rock e shoegaze.
Il gruppo ha all’attivo 6 album e svariati demo, con musicalità che spaziano dallo shoagaze più dolce e avvolgente, all’alt rock più incalzante e incazzato. Si fanno notare nel 2007 con il primo album, “Sursum Corda”, pubblicato da Tafuzzy Records e Cane Andaluso. Ma fino al 2015 è La Tempesta a farli conoscere in tutto lo stivale, rischiando anche di acquisire troppa notorietà con dischi come “Non siamo di qui”(2009) e “Conquiste” (2012). Gli ultimi due album, usciti per TO LOSE LA TRACK, continuano ad esplorare questi territori, nei quali ormai si muovono con un suono e una scrittura che sono un vero e proprio trademark. Brani come “La linea si scrive da sola”, “Scranio” o “In faccia al mondo” hanno portato anche “Core” e “Plastergaze” in tour, in numerose playlist e nelle orecchie dei kids di mezzo mondo.

Opening act di artisti quali Dinosaur Jr, The Raveonettes, Warpaint, Amusement Parks on Fire, Empire! Empire! I was a lonely State, Ministri, Fask, Marlene Kuntz, Verdena e molti altri, i Cosmetic possono essere inseriti a pieni voti nell’albo della storia dell’underground italiano.

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