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Artrite psoriasica: studio italiano su secukinumab

Artrite psoriasica: studio italiano su secukinumab

Artrite psoriasica: un nuovo studio italiano conferma efficacia e sicurezza di secukinumab nella pratica clinica reale

Parla italiano un recente studio sull’efficacia d’impiego e la sicurezza di secukinumab nella pratica clinica reale su tutti i domini della malattia psoriasica. Il lavoro, pubblicato su RMD Open e condotto  da esperti nazionali di tutta le penisola afferenti al Gruppo di studio SIR “Antonio Spadaro” per le spondiloartiti (SpA) e l’artrite psoriasica (PsA), suffraga l’efficacia dell’inibitore di IL-17 A nella real world, suggerendone l’impiego in monoterapia e in pazienti soggetti a fallimenti terapeutici pregressi. Il profilo di sicurezza, inoltre, ne consente l’impiego in pazienti affetti da comorbilità, con particolare riferimento alle complicanze CV e alla sindrome metabolica.

Razionale e obiettivi dello studio
“Tanto le raccomandazioni ELILAR quanto le linee guida del GRAPPA (the Group for Research and Assessment of Psoriasis and Psoriatic Arthritis) o della Società Italiana di Reumatologia considerano il target della citochina IL-17 A come una strategia terapeutica per gestire tutte le principali manifestrazioni cliniche della PsA – ricordano i ricercatori nell’introduzione allo studio”.

Secukinumab è un anticorpo monoclonale totalmente umanizzato che lega selettivamente, neutralizzandola, la citochina IL-17 A. Il farmaco è stato approvato per l’impiego sottocute nel trattamento della psoriasi (PsO) di grado moderato-severo, la PsA e la spondilite anchilosante (SA). Inoltre, le fasi di estensione a lungo termine degli studi registrativi sull’impiego del farmaco nelle indicazioni summenzionate hanno dimostrato l’efficacia sostenuta e la sicurezza di secukinumab fino a 5 anni nella PsA: nello specifico, i dati disponibili documentano l’efficacia dell’anticorpo monoclonale nel ridurre alcune manifestazioni di malattia come le lesioni cutanee, l’artrite, l’entesite e la dattilite, con conseguente miglioramento significativo della mobilità, della progressione radiografica di malattia e della qualità della vita.

La ridotta disponibilità, se non la mancanza, di dati real life, ha sollecitato la messa a punto di questo studio prospettico osservazionale che si è proposto gli obiettivi seguenti:
– Valutazione dell’efficacia a lungo termine (24 mesi) di secukinumab nella gestione delle diverse manifestazioni di malattia psoriasica (sintomatologia articolare e cutanea)
– Identificazione delle differenze di alcune misure di outcome di efficacia in base alla linea di trattamento biologico in essere
– Analisi della minima attività di malattia (MDA) in base al dosaggio somministrato (150/300 mg), alla linea di trattamento con farmaco biologico, al sesso di appartenenza, al BMI
– Identificazione dei predittori di MDA e di sospensione del trattamento a 6 mesi
– Descrizione delle comorbilità osservate
– Registrazione eventi avversi o infezioni
– Valutazione della persistenza alla terapia a 24 mesi

Disegno dello studio
Caratteristiche dei pazienti
Lo studio ha incluso pazienti con PsA che erano stati sottoposti a trattamento con secukinumab tra il 2016 e il 2020 in uno dei 12 centri di Reumatologia Italiani coinvolti.
I pazienti che avevano iniziato il trattamento con secukinumab in base alle raccomandazioni EULAR o alle linee guida GRAPPA o SIR avevano tutti un’età superiore ai 18 anni e una diagnosi di PsA da più di 6 mesi. Il protocollo dello studio consentiva l’impiego concomitante di DMARDcs e l’eventuale loro sospensione, se la situazione clinica del pazienti lo consentiva (paziente stabilizzato). Era consentito, inoltre, anche l’impiego di FANS o di steroidi  orali a dosaggio ridotto (uguale o inferiore a 10 mg prednisone-equivalenti).

Trattamento
Tutti I pazienti inclusi nello studio erano stati sottoposti a trattamento con secukinumab sottocute, al dosaggio di 150 o 300 mg al bisogno – in base alla decisione del reumatologo curante e alle indicazioni nazionali di prescrizione del farmaco – PsO o trattamenti pregressi non a buon fine dopo 0, 1, 2, 3, 4 settimane e poi a cadenza mensile.

Outcome
Per quanto riguarda gli outcome riferiti dai pazienti (PRO), sono stati oggetto di valutazione il dolore percepito, misurato su scala VAS, la salute globale (VAS-gh); per la compondente “spondiloartrite” sono stati considerati l’indice HAQ modificato per la spondiloartrite e quellii BASFI e BASDAI. Per la PsO, si è tenuto conto dell’indice PASI.

La componente articolare (PsA) della malattia psoriasica è stata valutata mediante conta articolare, l’indice DAPSA di attività di malattia, mentre l’entesite mediante l’indice LEI.
Oltre al calcolo della MDA mediante indice composito, i pazienti responder a questa condizione sono stati calcolati anche sulla base di due gruppi, differenti in base alla linea di trattamento con DMARD biologici (naive o meno), al sesso di appartenenza, al BMI (sovrappeso vs. normopeso) e al dosaggio di secukinumab (150 o 300 mg).

Risultati principali
Dati di efficacia
Il processo di reclutamento ha portato ad includere nello studio 608 pazienti (il 41,28% di sesso maschile, con un’età media pari a 52,78 anni (±11,33). Secukinumab è risultato essere il primo farmaco biologico utilizzato in 227 pazienti (37,34%), mentre è stato il farmaco biologico di seconda scelta o scelta successiva in 381 pazienti (62,66%).

Dai dati è emersa l’efficacia del trattamento nella real world in diversi domini di malattia psoriasica (artrite, entesite, dattilite, sintomi spinali, PsO, outcome riferiti dai pazienti e marker infiammatori) fino a 24 mesi di follow-up.

Per fare alcuni esempi: è stato documentato un miglioramento dell’indice ASDAS [Ankylosing Spondylitis Disease Activity Score (T0=3,26 (0.88) vs T24=1,60 (0.69);p=0,02)] e DAPSA [Disease Activity Index for Psoriatic Arthritis (T0=25,29 (11,14) vs T24=7,69 (4,51); p<0,01)].

Dopo 24 mesi di follow-up, i pazienti naive ai DMARDb hanno mostrato valori più bassi dell’indice PASI (p=0,04), nonché di concentrazioni di VES e CRP (p=0,03;p=0,05) e di conta articolare (p=0,03) rispetto a pazienti già sottoposti a trattamento pregresso con altri DMARDb.

Inoltre, sempre a 24 mesi, la MDA è stata raggiunta dal 75,71% dei pazienti del primo gruppo rispetto al 70,37% del secondo.

Il tasso di persistenza alla terapia a 24 mesi è risultato pari al 71% nella popolazione di pazienti in toto, con alcune differenze in base al dosaggio di secukinumab (p=0,004) e al sesso di appartenenza (p=0,05).

Da ultimo, dall’analisi di regressione è emerso che l’appartenenza al sesso maschile sembrava favorire il raggiungimento della MDA e della persistenza in terapia con secukinumab, mentre un BMI elevato era maggiormente associato alla sospensione di questo farmaco.

Comorbilità
Tra le comorbilità di più frequente riscontro in questa popolazione di pazienti sono state la sindrome metabolica (Mets; 12,34%; n=75), l’ipertensione (39,14%, n=238, la cardiopatia ischemica (7,57%, n=46), la dislipidemia (26,64%, n= 162), l’iperuricemia (16,78%, n= 102), il diabete di tipo 2 (9,7%, n=59), i disturbi gastrici (12,5%, n=76), i disturbi epatici (compresa la steatosi: 11,35%, n=69).

Analizzando la frequenza di queste comorbilità, si è osservata una maggiore prevalenza di patologie CV, diabete, steatosi epatica e sindrome metabolica nei pazienti già sottoposti a terapia con farmaci biologici diversi da secukinumab.

Dati di safety
Il trattamento con secukinumab è risultato sicuro e ben tollerato. Il farmaco in questione è stato interrotto in 23 pazienti (20,23%), prevalentemente a causa di perdita primaria/secondaria di efficacia, mentre in 22 è stato interrotto per eventi avversi (6 per reazioni al sito di iniezione, 1 per leukopenia-neutropenia, 1 per innalzamento transaminasi, 2 per dispnea, 1 per sclerosi multipla, 6 per infezioni ricorrenti severe, 5 per insorgenza neoplasia).

Con riferimento alle infezioni, sono stati registrati 72 episodi infettivi di grado lieve (infezioni tratto respiratorio, candida orale o vaginale, infezioni da herpes labiale o zoster, gastroenteriti, infezioni del tratto urinario) che si sono tutte risolte dopo somministrazione di trattamento antimicrobico orale, senza comportare ospedalizzazione o sospensione del trattamento con secukinumab.

Le 6 infezioni severe sopra indicate hanno richiesto, invece, la sospensione del trattamento con l’inibitore di IL-17 A.
Da ultimo, non sono state rilevate differenze di safety tra pazienti naive ai biologici e quelli trattati con secukinumab come seconda scelta o tra pazienti sottoposti a dosaggio maggiove vs. minore o con BMI elevato vs. BMI normale.

Riassumendo
In conclusione:
– lo studio ha documentato l’efficacia e la sicurezza di secukinumab nella PsA, come mostrato dalla riduzione significativa dei punteggi DAPSA e ASDAS nel corso di un follow-up durato 24 mesi

–  il farmaco si è dimostrato efficace fino a 24 mesi su tutti i domini di malattia psoriasica (artrite, entesite, dattilite, sintomi spinali, PsO), indipendentemente dalla linea di trattamento con biologici

– Secukinumab sembra configurarsi come una opzione valida per la monoterapia, data l’osservazione di una riduzione concomitante dell’impiego di DMARDcs e GC nel corso del follow-up. Per questi motivi, i clinici dovrebbero considerare l’impiego di questo farmaco nei pazienti intolleranti ai DMARDcs o ai glucocorticoidi

– l’appartenenza al sesso maschile sembra favorire il raggiungimento della MDA e la persistenza in terapia, mentre un BMI più elevato si associa ad interruzione del trattamento
– la safety di secukinumab ne permette l’impiego in pazienti affetti da comorbilità, con particolare riferimento a quelle CV e alla sindrome metabolica

Bibliografia
Ramonda R et al. Effectiveness and safety of secukinumab in 608 patients with psoriatic arthritis in real life: a 24-month prospective, multicentre study. RMD Open. 2021; 7(1): e001519. Leggi

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