Corriere Nazionale

Anemia da malattia renale cronica: il cibo è terapia

Bambini e adolescenti hanno un metabolismo intenso che richiede l’assunzione di tutti i nutrienti a cominciare dalle vitamine B: oltre il 46% dei giovanissimi, però, mangia male

Anemia da malattia renale cronica: l’alimentazione è una vera e propria terapia come spiega ANED Onlus, Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto

Si è svolto nei giorni scorsi “CONVIVIO la ricetta per convivere  con l’anemia da malattia renale cronica” un evento patrocinato da ANED Onlus, Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto, con il contributo  incondizionato di Astellas Pharma.

L’evento CONVIVIO si inserisce nella campagna di sensibilizzazione sull’anemia da malattia renale cronica, promossa da ANED già a fine 2020, che è proseguita sui canali social dell’associazione e che si pone l’obiettivo di far conoscere questa patologia, molto diffusa e spesso ancora poco nota.

CONVIVIO ha voluto approfondire alcuni aspetti importanti dell’anemia da malattia renale cronica. L’intervento del Prof. Antonio Santoro, Direttore del Comitato Scientifico ANED, ha consentito di mettere meglio a fuoco questa patologia e di condividere informazioni sulla sua diagnosi, sui comportamenti corretti da adottare, in particolar modo quello alimentare.

“L’anemia, complicanza frequente in particolare negli stadi più avanzati della malattia renale cronica, può dipendere da diversi fattori come la mancanza di ferro, da perdita ematica, ridotta produzione di eritropoietina oppure apporto alimentare insufficiente” – afferma il Prof. Antonio Santoro – “È necessario che chi segue il paziente con malattia renale cronica, primo fra tutti il Medico di Medicina Generale, individui la comparsa di una anemia e metta in atto quelle misure, sia di tipo alimentare che farmacologico, che permettano di correggere, almeno parzialmente, la complicanza anemica, che incide in maniera rilevante sulla qualità di vita dei pazienti con insufficienza renale“ L’alimentazione sana e senza costrizione, filo conduttore di tutto l’evento, è stata infatti protagonista principale della parte esperienziale di CONVIVIO.

In diretta dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la Chef Carol Povigna, supportata dal Dott. Andrea Pezzana (SC Nutrizione Clinica – Torino), ha realizzato una ricetta tratta da “Un’alimentazione sana che ti sia amica”, un volume che li ha visti protagonisti nella sua realizzazione e che raccoglie le corrette indicazioni dietetiche per i pazienti nefropatici.

I partecipanti all’evento hanno così avuto la possibilità – anche se da remoto – di essere coinvolti nella preparazione di una ricetta e di conoscere alcuni importanti e  utili consigli dietetici.

Ci si è così confrontati su quali siano gli alimenti più indicati – come ad esempio, il pollo, alcuni legumi quali le lenticchie e i ceci, o verdure come il cavolfiore e il porro – e quali quelli invece da evitare – come il riso integrale, i pomodori, i formaggi stagionati o le carni lavorate solo per citarne alcuni – al fine di identificare un’alimentazione sana e un corretto stile di vita nella malattia renale cronica.

Scienza e nutrizione sono quindi stati gli argomenti principali di CONVIVIO, dove tra esperienze culinarie e momenti formativi si è fatta chiarezza su anemia da malattia renale cronica.

In Italia ci sono oltre 2 milioni di pazienti affetti da insufficienza renale cronica (SIN 2018). L’anemia è una complicanza spesso frequente nell’insufficienza renale cronica, che può infatti essere sviluppata da 1 paziente su 5 con conseguenze notevoli sulla qualità di vita.
Infatti, soprattutto negli stadi più avanzati, si possono presentare diversi disturbi come tachicardia, affaticamento, difficoltà di concentrazione, depressione e irritabilità, che impattano sulla vita del paziente e dei suoi familiari.

Nonostante questo, c’è ancora scarsa informazione sull’associazione tra queste due patologie, e in particolare sulla possibilità di ricorrere a una gestione multidisciplinare per migliorare le condizioni e ritardare la loro progressione.

Consapevolezza e tempestività sono le parole chiave per il Dott. Giuseppe Vanacore, Presidente ANED: “Quando i reni di una persona si ammalano, la sua vita cambia. Negli stadi più gravi si associano spesso altre patologie tra le quali l’anemia renale, talvolta diagnosticata in ritardo. Eppure, lavorando sulla consapevolezza possiamo accorgerci in tempo della malattia e intervenire tempestivamente. Abbiamo scelto di parlare di questa patologia attraverso il cibo perché, oltre a far parte delle nostre vite sotto diversi aspetti, il cibo in questo caso è soprattutto prevenzione e cura.”

Exit mobile version