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L’80% dei diplomati agli Its trova un lavoro

Istituti tecnici e occupazione giovanile: l’80% dei diplomati Its trova lavoro secondo Antonella Zuccaro, Primo Ricercatore INDIRE

Presentato al Miur il Monitoraggio nazionale sugli Istituti Tecnici Superiori: l’80% dei diplomati negli ITS lavora a un anno dal diploma

Istituti tecnici e occupazione giovanile: l’80% dei diplomati Its trova lavoro secondo Antonella Zuccaro, Primo Ricercatore INDIRE

“L’80% dei diplomati degli Istituti tecnici superiori (Its) trova lavoro a un anno dall’ottenimento della certificazione. Il sistema degli Its, infatti, ha l’obiettivo di contribuire alla riduzione della disoccupazione giovanile. Attualmente si registrano circa 21 mila studenti iscritti, un fenomeno ancora di nicchia che deve essere comunicato meglio”.

Esordisce così Antonella Zuccaro, Primo Ricercatore dell’Istituto nazionale Documentazione, Innovazione e Ricerca educativa (Indire), al seminario ‘Didacta’ ‘Gli Its: modello formativo per l’Industria 4.0 e canale di successo per l’occupazione dei giovani’.

Il sistema degli Its, dunque, è ancora poco conosciuto nonostante i brillanti risultati in termini di sbocchi lavorativi per gli studenti iscritti.

È di questo avviso anche Alessandra Nardini, assessora all’Istruzione della Regione Toscana“Vanno investite – ha detto come riferisce la Dire (www.dire.it) – risorse sull’orientamento. Bisogna comunicare meglio il sistema Its, rendendolo attrattivo per i ragazzi che sono chiamati a scegliere un determinato percorso formativo”.

“Gli Its- ha aggiunto Zuccaro– rappresentano a tutti gli effetti un ponte tra formazione e lavoro. Non è un caso che il 93% dei docenti provenga dal mondo imprenditoriale. Attualmente ci sono 108 istituti tecnici superiori ma si tratta di una realtà in forte espansione anche alla luce dello sviluppo del settore dell’innovazione tecnologica, ambito decisivo per la crescita dell’Industria 4.0″.

Secondo Maria Assunta Palermo, Direttrice generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, “negli ultimi anni c’è stato un importante ampliamento dell’offerta formativa degli Its. Si tratta di un sistema che è a tutti gli effetti un gioiellino. Persistono, tuttavia, alcune lacune che vanno risolte. Al Sud, infatti, il sistema degli Its è ancora troppo poco sviluppato a causa del fragile tessuto produttivo. Non è tollerabile un divario così largo tra le regioni del Mezzogiorno e quelle settentrionali”. 

All’iniziativa hanno partecipato anche alcuni rappresentanti del mondo degli Its.

Per Nicola Modugnoresponsabile della rete Its settore meccanico, “gli istituti funzionano se c’è una governance manageriale a trazione imprenditoriale, se è presente un personale docente proveniente dal mondo del lavoro e se c’è una forte predisposizione all’orientamento ai fini del coinvolgimento di nuovi studenti. Servono finanziamenti che consentano agli Its di avere una visione di lungo periodo. Non è possibile che ci siano dei bandi così precari che danno una prospettiva di vita che spesso non va oltre i sei mesi. Per questo chiediamo una programmazione pluriennale in modo da poter organizzare meglio la nostra offerta formativa”.

“Gli Its del settore turismo- ha sottolineato Massimiliano Schiavon– si trovano ad affrontare un periodo molto complicato nel quale il comparto alberghiero solo nel 2020 ha perso più di 17 miliardi di euro. Il turismo, dunque, ha bisogno di una ristrutturazione e di una fortissima innovazione che consente a questo settore di reinventarsi. C’è bisogno di nuove figure professionali che siano competenti in materia di comunicazione e digitalizzazione”, ha concluso il responsabile del sistema Its Tecnologie innovative e Turismo.

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