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CasAmica corre in aiuto dei pendolari della salute

CasAmica corre in aiuto dei pendolari della salute

Milano - Ospiti di Casamica onlus durante l'emergenza Coronavirus. Nella foto Antonietta va a portare al marito Giancarlo, ricoverato all'Istituto Nazionale dei Tumori, il necessario per la giornata

Nasce a Milano una nuova struttura interamente dedicata ai “pendolari della salute”. L’iniziativa è promossa dall’organizzazione di volontariato CasAmica onlus

Una struttura di quattro piani alle porte di Milano per offrire accoglienza e calore familiare alle migliaia di persone che, ogni anno, si mettono in viaggio verso il capoluogo lombardo per sottoporsi a cure mediche specialistiche e delicati interventi chirurgici. È il nuovo ambizioso progetto dell’organizzazione di volontariato CasAmica onlus, che da 35 anni accoglie e assiste i “pendolari della salute”, ovvero i malati costretti a spostarsi in città diverse dalla propria per ragioni sanitarie, e i loro familiari. Per sostenere l’iniziativa è stata lanciata la campagna sms solidale “CasAmica onlus, ancora più accoglienza”: fino al 31 marzo con un sms o una chiamata da rete fissa al 45594 sarà possibile aiutare CasAmica a costruire la nuova struttura e ad accogliere sempre più persone costrette a viaggiare per sottoporsi a cure mediche.

IL NODO DELLA RIPRESA DELLE CURE SOSPESE. CasAmica attualmente è attiva con sei strutture di accoglienza distribuite tra Milano, Roma e Lecco per un totale di circa 200 posti letto, ma il bisogno continua a crescere e nei prossimi mesi potrebbe registrare un picco legato alla ripresa delle cure sospese a causa dell’emergenza Covid-19. «In questo anno così difficile – spiega il direttore di CasAmica Stefano Gastaldi – le nostre case sono rimaste sempre aperte per garantire accoglienza a tutte le persone costrette a spostarsi per sottoporsi a cure mediche non rimandabili, ma il numero degli ospiti è diminuito in maniera importante: nel 2019 la nostra rete ha accolto complessivamente circa 7mila persone per un totale di quasi 50mila notti di accoglienza, nel 2020 le persone accolte sono state poco più della metà. Un fenomeno che lascia pensare a scenari futuri preoccupanti, in quanto caratterizzati da un possibile picco del bisogno in corrispondenza con il superamento di questa pandemia, ovvero quando le nuove persone che avranno bisogno di aiuto si sommeranno a quelle che hanno rimandato le cure o le visite di controllo nei mesi precedenti».

CasAmica nell’arco di 35 anni ha offerto una stanza accogliente e il calore di una famiglia a 90mila pazienti e familiari accompagnatori, ma molto c’è ancora da fare. «È inaccettabile che al dolore di una malattia debbano aggiungersi le difficoltà pratiche, economiche e organizzative legate alla necessità di trovare una sistemazione lontano da casa per un lungo periodo – spiega la presidente di CasAmica onlus Lucia Cagnacci Vedani – per questo abbiamo deciso di ampliare ulteriormente la nostra rete di accoglienza e accettare una nuova importante sfida: la realizzazione della nostra settima Casa, la quinta in Lombardia. Una sfida che potrà essere vinta anche grazie al sostegno di tutti coloro che vorranno contribuire a questo progetto attraverso un sms o una chiamata da rete fissa al numero solidale 45594».

IL PROGETTO DELLA NUOVA CASA. La nuova struttura CasAmica sorgerà a Segrate, nel Milanese, a poca distanza da tre importanti realtà sanitarie di eccellenza: l’Istituto Nazionale dei Tumori, l’Istituto Neurologico Carlo Besta e l’IRCSS Ospedale San Raffaele di Milano. Si tratta della prima struttura CasAmica costruita da zero ed è stata pensata e progettata per favorire la migliore integrazione possibile tra cure ospedaliere, cure domiciliari e cure in strutture non sanitarie, facendo tesoro delle esperienze e dei suggerimenti raccolti dai pazienti, dai loro familiari e dal personale medico e infermieristico in oltre 30 anni di impegno a favore dei migranti della salute. Tra interni ed esterni avrà un’ampiezza di tremila metri quadri e potrà accogliere circa 60 persone al giorno in 30 stanze e miniappartamenti distribuiti su quattro piani: a beneficiarne saranno, in particolare, pazienti in cura presso reparti di oncologia, pazienti affetti da malattie rare, pazienti oncoematologici che ricevono trapianto di midollo osseo o terapie cellulari avanzate e pazienti pediatrici con malattie oncologiche o genetiche.

È prevista la realizzazione di stanze accoglienti e miniappartamenti per l’ospitalità di pazienti onco-ematologici che ricevono trapianto di midollo osseo e necessitano di una degenza separata. Sono, inoltre, previste aree comuni (sala polivalente, cucina, lavanderia), spazi dedicati ai bambini e servizi per rispondere alle esigenze specifiche degli ospiti e ridurre al minimo gli spostamenti verso gli ospedali di riferimento: punto prelievi, spazio pediatrico e area riabilitazione. I lavori di realizzazione inizieranno entro l’estate e dureranno circa due anni.

«È un progetto molto ambizioso, ma di grande importanza per continuare a offrire risposte efficaci ai problemi e alle richieste di chi è costretto a stare lontano da casa per ricevere le cure mediche necessarie. In questo momento più che mai è fondamentale non lasciare solo nessuno e assicurare il calore di una casa e una famiglia a chi ne ha più bisogno», conclude la presidente di CasAmica onlus.

I NUMERI DELLA MIGRAZIONE SANITARIA. Complessivamente gli italiani che ogni anno si mettono in viaggio per raggiungere strutture ospedaliere in città diverse dalla propria sono quasi un milione e mezzo (circa 750 mila pazienti e circa 640mila familiari di pazienti). Secondo lo studio Censis “Migrare per Curarsi”, nel 30% dei casi i viaggi verso centri medici di eccellenza sono molto lunghi e hanno direzione Sud-Nord: sono circa 218mila le persone che ogni anno dal sud raggiungono il centronord per motivi di salute e nell’85% dei casi il paziente è seguito da un accompagnatore, che nel 35% dei casi si trattiene per tutto il tempo del ricovero del proprio caro e solo nel 15% dei casi riesce a trovare ospitalità in ricoveri non a pagamento. Le regioni di accoglienza di questi flussi sono prevalentemente la Lombardia con 62.700 ricoveri, il Lazio con oltre 55.000 pazienti accolti e l’Emilia-Romagna con quasi 40.000 ricoveri l’anno. In relazione, invece, alle partenze dal sud verso il nord, la Campania è al primo posto con 56.000 partenze, seguita dalla Sicilia con 43.000 partenze, la Puglia e la Calabria con circa 40.000 partenze.

Per info su CasAmica Onlus: www.casamica.it

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