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Covid: aumenta la distanza senza mascherina

Due giovani senza mascherina al ristorante a Roma di fronte al Colosseo green pass

Covid, arrivano le nuove raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità: bisognerà mantenere almeno due metri distanza se senza mascherina

Il virus corre a causa della diffusione delle varianti e cambiano le raccomandazioni dell’Iss per contenere l’epidemia. La distanza da mantenere quando si consumano cibi e bevande o non si indossa la mascherina sale a due metri, e viene introdotta la quarantena anche per i vaccinati se entrati in ‘contatto stretto’ con un soggetto positivo, indipendentemente dal numero di dosi ricevute.

Queste, spiega la Dire (www.dire.it), alcune delle raccomandazioni contenute in un nuovo rapporto redatto da InailIssAifa e Ministero della Salute. Inoltre per i “test diagnostici molecolari si raccomanda di utilizzare come sistema di diagnosi in real-time PCR un test multi-target ovvero capace di rilevare più geni del virus e non solo il gene spike (S) che potrebbe dare risultati negativi in caso di variante con delezione all’interno del gene S, 11,12 quale la variante VOC 202012/01 (denominata anche B.1.1.7) identificata per la prima volta nel Regno Unito”.

Per leggere tutte le raccomandazioni clicca qui.

Bianchini: “Siamo al funerale della ristorazione”

«Se una cosa abbiamo imparato in questo ultimo anno, è la certezza dell’incertezza. Sul covid e sulle relative misure di contenimento abbiamo sentito tutto e il suo contrario. Di fatto siamo tornati al punto di partenza, visto che i nostri rappresentanti istituzionali ci stanno facendo rivivere il marzo del 2020, con l’aggiunta di ulteriori limitazioni. Ora la raccomandazione di Inail, Iss, Ministero Salute e Aifa è che quando si mangia – o si tornerà a mangiare – insieme, ad esempio al ristorante o al bar, si deve mantenere la distanza di due metri, a causa delle varianti covid. Come se fosse possibile dilatare gli spazi e allungare i tavoli a piacimento. Bene, la politica, di cui siamo in paziente attesa del “cambio di passo”, spieghi come queste infauste raccomandazioni siano compatibili con l’attività di ristorazione, cioè col 30 per cento del Prodotto interno lordo della nazione, tanto vale il settore Horeca».

Lo ha dichiarato Paolo Bianchini, presidente di MIO ItaliaMovimento Imprese Ospitalità.

«L’applicazione di queste deliranti misure rappresenterà il funerale del comparto dell’ospitalità a tavola», ha concluso Paolo Bianchini.

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