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Menopausa: riduzione delle vampate con fezolinetant

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Il farmaco non ormonale fezolinetant riduce le vampate da menopausa secondo i risultati di studi di fase III condotti da Astellas

Il farmaco sperimentale non ormonale fezolinetant ha raggiunto gli endpoint degli studi di fase 3 SKYLIGHT 1 e SKYLIGHT 2 riducendo la frequenza e la gravità dei sintomi vasomotori, le cosiddette vampate di calore, associati alla menopausa. Lo ha reso noto Astellas, l’azienda che sta sviluppando il farmaco, attraverso un comunicato.

Se approvato dalle autorità regolatorie, fezolinetant sarebbe la prima opzione di trattamento non ormonale per ridurre la frequenza e la gravità della sindrome vasomotoria associata alla menopausa.

La terapia ha ridotto la frequenza e la gravità delle vampate da moderate a gravi alle settimane 4 e 12 nelle donne trattate con la dose da 30 e 45 mg una volta al giorno, rispetto al placebo.

Eventi avversi gravi associati al trattamento si sono verificati in meno del 2% delle pazienti e l’evento più comune è stato l’emicrania.

SKYLIGHT 1 e SKYLIGHT 2 sono studi ancora in corso, in doppio cieco, controllati con placebo, disegnati per valutare 30 e 45 mg di fezolinetant somministrati una volta al giorno per le prime 12 settimane, seguite da periodi di estensione del trattamento attivo di 40 settimane.

Le pazienti hanno completato la prima parte dello studio e stanno ultimando la fase di estensione. I risultati dettagliati saranno presentati in occasione di un prossimo incontro medico sul tema.

Fezolinetant è un antagonista e selettivo del recettore della neurochinina 3 (NK3R) che blocca il legame della neurochinina B (NKB) con il neurone della kisspeptina/neurochinina/dinorfina (KNDy) per moderare l’attività neuronale nel centro termoregolatore nell’ipotalamo. Il farmaco è stato sviluppato per trattare la sindrome vasomotoria associata alla menopausa.

Le vampate sono i sintomi più comuni associati alla menopausa, e colpiscono più del 50 per cento delle donne dai 40 ai 64 anni di età. I sintomi vasomotori possono avere un impatto negativo sulla qualità di vita della donna con effetti sulla qualità del sonno, umore e attività lavorativa e relazionale.

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